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volontari Archivi - Saluzzo Migrante

Cerchiamo personale medico volontario

By New, News

Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” si prepara a riattivare la collaborazione con l’Ambulatorio Medico Stagionali per garantire ai braccianti un adeguato accesso alle cure.

Dal 2014, infatti, la Caritas di Saluzzo, grazie ad una convenzione tra l’ASL CN1 e la Fondazione San Martino, attiva un Ambulatorio Medico che offre gratuitamente visite di base ai lavoratori stagionali nello spazio della Casa di Prima Accoglienza Mons. Bona in corso Piemonte 63.

Da maggio a dicembre questo Ambulatorio diventa fondamentale per i braccianti che lavorano come stagionali: grazie all’attività volontaria di medici e assistenti sanitari che mettono gratuitamente a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo, grazie alla disponibilità dell’Asl CN1, negli anni questo Ambulatorio è riuscito a garantire un’adeguata e pronta cura a centinaia di persone che, seppur presenti in Italia da anni, non avevano mai avuto accesso alle visite necessarie.

Sono diverse le difficoltà ad accedere al servizio sanitario per le persone straniere non residenti nel Saluzzese che arrivano nel nostro territorio ogni anno per lavorare come stagionali.

Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” cerca medici, infermieri e studenti di medicina o scienze infermieristiche che vogliano diventare volontari del servizio fornito dall’Ambulatorio Medico Stagionali e dallo sportello di assistenza sanitaria.

L’Ambulatorio diventa ogni anno un presidio fondamentale per garantire la salute di queste persone, tanto più in questo anno di pandemia, dove alla tutela della loro salute si aggiunge quella della collettività.

Per candidarsi si richiede di inviare una mail all’indirizzo salutemigrante@gmail.com all’attenzione della referente, la dott.ssa Tiziana Bertero.

Cerchiamo volontari

By News

Siamo alla ricerca di nuovi volontari per i servizi di Saluzzo Migrante!

Nonostante la pandemia, anche se la stagione di raccolta non è ancora iniziata, i nostri servizi non si sono mai fermati. Continuiamo a offrire supporto ai braccianti presenti nel nostro territorio.

Queste sono le attività che grazie al vostro aiuto potremo portare avanti:

– aiutare lavoratori stranieri in condizioni di vulnerabilità che stanno studiando per la patente, dando disponibilità a fare videochiamate o ad incontrarli in Caritas (in giorni e orari in base alla disponibilità del/della volontario/a)

– creare un gruppo di supporto all’orientamento lavorativo: redazione e invio di CV, ricerca di opportunità formative e lavorative, cura dei rapporti con il Centro per l’impiego (in giorni e orari in base alle disponibilità del/della volontario/a)

aiuto logistico (pulizia dei locali di Casa Madre Teresa e in cui avvengono i servizi di Saluzzo Migrante, sistemazione e ripristino dei locali o delle strumentazioni, spostamento di biciclette e mobili, passaggi in discarica) (martedì e mercoledì pomeriggio)

ciclofficina: riparazione di biciclette usate, aiuto nella gestione del deposito e del prestito (martedì e mercoledì dalle 10 alle 16:30, si possono pensare altri orari in accordo con gli operatori di Saluzzo Migrante)

accompagnamenti sanitari/amministrativi : accompagnare le persone in ospedale/ambulatorio/studio dentistico per visite mediche e specialistiche, accompagnare le persone per appuntamenti presso uffici pubblici/sportelli (a chiamata, a seconda dei bisogni)

servizio mensa (tutte le mattine dalle 10 alle 13)

supporto alle attività di Infopoint : redazione CV, orientamento amministrativo e lavorativo (martedì e giovedì pomeriggio dalle 16:45 alle 19)

insegnamento della lingua italiana (si può fare in base alle disponibilità del volontario)

Tutte le attività proposte vengono svolte nel pieno rispetto delle noromative anti Covid per poter mantenere l’apertura di servizi di prima necessità, fondamentali al contrasto delle situazioni di marginalità e povertà economico-sociale che la pandemia sta moltiplicando e aggravando.

Saluzzo Migrante cerca volontari dai 18 anni in su, anche fuori dal Comune di Saluzzo (verranno inviate apposite certificazioni per consentire gli spostamenti).

Per saperne di più e/o candidarsi, scrivete a info@saluzzomigrante.it

Entra nella Casetta!

By New, News

A Saluzzo c’è una casa che inizia proprio dove i binari della ferrovia finiscono.
Qui la Caritas di Saluzzo ha deciso di iniziare un progetto per i giovani, costruendo un luogo in cui si potesse iniziare un cammino verso l’indipendenza.

Sono passati due anni da quando la “Casetta” in via Savigliano 30 ha accolto i suoi primi inquilini e da quel momento, per tutto l’anno, giovani hanno potuto vivere, per lunghi o brevi periodi, un’esperienza di crescita e condivisione nuova.

Anche quest’anno, la “Casetta” cerca nuovi inquilini trai i 18 e i 30 anni che abbiano voglia di abitare nel cohousing per un periodo che va da un minimo di sei mesi ad un anno.

La “Casetta” è divisa in due piani:

– al piano terra si trovano la cucina comune, un bagno e una camera da letto che può avere un uso polivalente (coworking, ospitalità…)
– al primo piano ci sono tre camere da letto e un bagno

Il “cuore” della Casetta è l’orto-giardino sul retro, in cui nel corso delle estati passate i giovani del cohousing hanno proposto serate di cinema, teatro, dibattiti…

Vivere in “Casetta” significa condividere tempo e valori: agli inquilini viene chiesto di partecipare come volontari alle attività promosse dai diversi Servizi della Caritas, creare momenti di convivialità, progettare iniziative e attività aperte al territorio. 

La vita in “Casetta” è improntata ad uno stile eco-friendly e sostenibile nei consumi: il progetto chiede agli inquilini una particolare attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, all’impatto dei consumi (ad esempio acquistando attraverso Gruppo di Acquisto Solidale, Botteghe locali e del commercio equo…) .

In cambio il progetto offre un affitto calmierato, in base alle possibilità di ciascuno (studente/studentessa, lavoratore/lavoratrice, disoccupato/disoccupata).

VUOI ENTRARE IN CASETTA?

Manda la tua candidatura entro il 1 marzo 2021 

con una mail all’indirizzo : info@caritassaluzzo.it

Invia una breve mail di presentazione (con nome cognome, età, contatto telefonico, impegni di studio o lavoro) e le motivazioni che ti spingono a candidarti.

Aprile 7, 2021 in New, News

Cerchiamo personale medico volontario

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Marzo 22, 2021 in Live blog, New

#Live2021_1 Una nuova stagione alle porte

Con l’arrivo della primavera, anche a Saluzzo gli alberi da frutto iniziano a gemmare e, nei campi, agricoltori e operai iniziano i lavori di cura delle piante, come le potature.…
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Marzo 3, 2021 in News

Cerchiamo volontari

Siamo alla ricerca di nuovi volontari per i servizi di Saluzzo Migrante! Nonostante la pandemia, anche se la stagione di raccolta non è ancora iniziata, i nostri servizi non si…
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Febbraio 10, 2021 in News

Progetto “Bee My Job”

Per il primo anno anche la Caritas di Saluzzo, tramite il progetto Presidio "Saluzzo Migrante", è partner del progetto "Bee My Job" promosso da APS Cambalache che per il settimo…
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Entra nella Casetta!

By New, News

La Caritas di Saluzzo lancia una nuova call destinata a trovare giovani che vogliano entrare nella “Casetta”, il cohousing solidale e sostenibile creato oltre un anno fa.
L’invito è rivolto a giovani tra i 18 e i 30 anni che intendono svolgere attività di volontariato in uno dei servizi della Caritas insieme ad una esperienza di condivisione e di comunità con altri giovani.

QUANDO
La call è aperta per i mesi di agosto e settembre 2020, per un minimo di tre settimane continuative. Si prevede un massimo di 2 nuove persone contemporaneamente.

DOVE
Il Cohousing “Casetta” si trova a Saluzzo nella struttura di un ex casello ferroviario in via Savigliano 30.

L’edificio ha due piani: al piano inferiore si trovano la cucina, un bagno e una stanza che può avere un uso polivalente (co-working, eventi con altri giovani, ospitalità) ed una camera da letto; al piano superiore ci sono tre stanze da letto e un bagno.          

La “Casetta” ha un cortile d’entrata, mentre sul retro ci sono un giardino e un orto. Non è presente un impianto di teleriscaldamento, ma una stufa.
Non è presente la linea telefonica, ma è presenta una connessione wi-fi.

COME FUNZIONA
L’esperienza prevede tutti i giorni la disponibilità a fare delle ore di volontari nei vari servizi della Caritas di Saluzzo, in particolare il supporto al presidio “Saluzzo Migrante”.
Inoltre, è previsto un contributo economico al progetto da parte delle persone che intendono candidarsi di 30€ al mese, comprensivo di utenze, ma non del vitto al quale ciascuno dovrà provvedere per proprio conto.

COME CANDIDARSI
Si richiede entro il 2 agosto 2020 una breve mail di presentazione e motivazionale, che includa informazioni su eventuali impegni di studio o lavoro, con i propri recapiti per essere ricontattati.
Per candidarsi scrivere a: 
infocaritassaluzzo@gmail.com

I VALORI DELLA “CASETTA”
Agli inquilini, il co-housing sociale propone di:

  • creare e condividere momenti di quotidiani di convivialità
  • progettare insieme attività nelle aree esterne (giardino, orto, allestimento spazi…)
  • progettare e realizzare momenti (eventi, attività) aperti alla cittadinanza e agli altri giovani
  • impegnarsi ad acquistare prodotti etici, tramite l’adesione al Gruppo di Acquisto solidale di Saluzzo oppure prodotti da filiera
    corta e preferibilmente evitando la grande distribuzione organizzata (es. botteghe equo-solidali, mercati locali …)
  • impegnarsi a ridurre gli sprechi, l’impronta ecologica dei propri consumi e di quelli energetici della “Casetta”, rispettare le aree verdi e fare la raccolta differenziata dei rifiuti
  • essere disponibili a prestare ore di volontariato nei servizi della Caritas, in occasione di eventi e incontri di sensibilizzazione 
Aprile 7, 2021 in New, News

Cerchiamo personale medico volontario

Anche quest'anno il progetto Presidio "Saluzzo Migrante" si prepara a riattivare la collaborazione con l'Ambulatorio Medico Stagionali per garantire ai braccianti un adeguato accesso alle cure. Dal 2014, infatti, la…
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Marzo 22, 2021 in Live blog, New

#Live2021_1 Una nuova stagione alle porte

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Marzo 3, 2021 in News

Cerchiamo volontari

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Febbraio 10, 2021 in News

Progetto “Bee My Job”

Per il primo anno anche la Caritas di Saluzzo, tramite il progetto Presidio "Saluzzo Migrante", è partner del progetto "Bee My Job" promosso da APS Cambalache che per il settimo…
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Live10 Saluzzo Migrante Case Abitare a Saluzzo

Covid-19: un’occasione mancata per dare dignità

By New, News

La stagionalità dell’agricoltura in Italia vive delle continue migrazioni interne di lavoratori stranieri che da anni sono i principali protagonisti della raccolta e trasformazione nel nostro Paese: negli anni, infatti, la manodopera straniera che internamente si sposta da un bacino ortofrutticolo all’altro, tra le regioni, ha affiancato (e in larga parte sostituito) i braccianti locali e i braccianti extracomunitari che arrivano tramite il “Decreto Flussi”.

Tuttavia, il divieto di spostamento causato dall’emergenza ha sottolineato le contraddizioni di una filiera che necessita di manodopera, ma non riconosce dignità ai lavoratori stranieri già presenti sul territorio nazionale (di cui molti irregolari), mettendo in forte crisi il settore agricolo.
Sappiamo che la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici vivono in insediamenti spontanei, ghetti o tendopoli in condizioni di completo isolamento, ed in un momento in cui la sostenibilità di un intero settore appare così strettamente connessa alla loro sorte è fondamentale riconoscere il loro ruolo, attraverso tutele e l’accesso ai diritti, con azioni concrete e politiche adeguate.

A questo proposito anche Caritas Italiana ha aderito all’appello lanciato da Terra! Onlus, insieme a sindacati e realtà del Terzo Settore per chiedere al Presidente della Repubblica e ai Ministri dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, e del Lavoro, Nunzia Catalfo, una sanatoria per i braccianti stranieri, per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità. Se appare impraticabile la strada di un Decreto Flussi per i lavoratori stagionali, la sanatoria richiesta appare come una misura utile in un momento in cui occorre garantire sia il rinnovo dei permessi di soggiorno e che i posti di lavoro per un intero comparto a vocazione agricola. 

Servono soluzioni per l’alloggiamento e il reclutamento

Virginia Sabbatini, referente dell’équipe di Saluzzo Migrante, commenta: “Abbiamo letto, nelle scorse settimane, i diversi comunicati del nuovo Tavolo per l’Emergenza frutta del Monviso riguardanti le decisioni in merito alla non apertura delle Accoglienze Diffuse e del dormitorio PAS da parte dei sindaci di Saluzzo, Lagnasco, Costigliole e Verzuolo. Ci lascia perplessi, a due mesi dello scoppio della pandemia, la mancanza di progetti creati su misura per le esigenze del nostro territorio.

Esprimiamo soddisfazione nel riscontrare che il mondo agricolo, con senso di responsabilità, si sia mosso al fine di occuparsi integralmente del fenomeno e di tutti i risvolti connessi alla raccolta agricola. Assieme all’istituzione regionale, ai quattro sindaci dei “Comuni della frutta” che negli anni passati avevano attivato le accoglienze diffuse e per la prima volta da dieci anni alle Organizzazioni dei Produttori, che giocano un ruolo fondamentale nella filiera agroalimentare, è necessario iniziare a costruire una programmazione che possa gestire in modo adeguato il fenomeno, senza dimenticare le sfere più fragili della raccolta, i braccianti.

Da anni chiediamo interventi di sistema da parte di istituzioni regionali e prefettizie, mondo agricolo, sindaci, servizi sociali, riservando alla Caritas un ruolo di sussidiarietà e non di protagonismo, ed in questo senso, negli ultimi due anni, si sono fatti passi avanti, con l’istituzione di nuove accoglienze, in particolar modo grazie al rilevante intervento del Comune di Saluzzo, il Protocollo Regionale per la promozione del lavoro regolare in agricoltura, siglato dalla Regione Piemonte nell’anno passato, la sperimentazione su un incontro pubblico tra la domanda e l’offerta di lavoro avviata a Saluzzo nel 2019 dal Centro Per l’Impiego di Saluzzo, in sinergia con gli enti locali.

Tuttavia, ci rammarichiamo del fatto che a questo tavolo non siano stati coinvolti gli enti che maggiormente toccano con mano alcuni risvolti del fenomeno, tra cui la parte sindacale e la Caritas, che continuano ad offrire servizi e tutela ai braccianti: sembra che la voce di chi rappresenta i lavoratori coinvolti o le persone in stato di fragilità connesse alle operazioni di raccolta non debba potersi esprimere in tale sede.

Riteniamo in ogni modo che questo possa essere un primo passo, significativo, affinché gli enti di competenza possano individuare nuove forme per una gestione responsabile del fenomeno, a dieci anni dalla sua prima manifestazione e a maggior ragione durante un’emergenza sanitaria di questo tipo.

Come Caritas ascoltiamo quotidianamente anche la voce dei piccoli imprenditori agricoli locali, affaticati da una filiera agroalimentare che non restituisce un equo valore del prodotto, in conseguenza della quale spesso si rende difficile rispettare pienamente i contratti siglati con i loro dipendenti: ancor più difficile è occuparsi del loro alloggiamento, a maggior ragione in tempi di Covid-19, che richiedono una attenzione alla sicurezza e alla salvaguardia della salute nei luoghi di lavoro e nei luoghi di alloggiamento. Oggi è il tempo in cui non lasciare soli nessuno e i soggetti più fragili ci sembrano proprio essere  da una parte i lavoratori e dall’altra i piccoli coltivatori.

Le proposte che abbiamo letto in queste settimane dai sindacati agricoli, dai sindaci, dalle Organizzazioni dei produttori del territorio sembrano andare verso questa direzione, ritenendo che l’accoglienza in azienda possa essere una risposta idonea e sufficiente per la problematica alloggiativa della manodopera agricola stagionale e richiedendo una totale flessibilità tramite lo sblocco dei voucher (che si presume possano essere uno strumento per impiegare i soggetti più fragili delle nostre comunità come i precettori di reddito di cittadinanza, le persone in cassa integrazione, categorie che avrebbero invece bisogno di rapporti di lavoro stabili e che in ogni caso non sono in numero sufficiente a coprire il fabbisogno di manodopera, che solo nel saluzzese ammonta a 12.000 lavoratori impegnati nel settore frutticolo).

Non è più procrastinabile l’impegno da parte del mondo agricolo di rendere noto il reale fabbisogno delle aziende, in quale periodo si concentri maggiormente la richiesta e se i produttori frutticoli siano in grado di predisporre delle soluzione abitative per i braccianti o meno. In caso negativo, non si può, in un anno delicato come questo, rifiutare l’intervento delle Accoglienze Diffuse pubbliche, che andrebbero replicate nei Comuni che da anni negano il loro ausilio nella gestione responsabile della problematica connessa alle imprese dei loro territori.

Certamente tutto ciò sarebbe impossibile al di fuori di una gestione da parte delle Unità di crisi e con il supporto di enti quali la Protezione Civile o la Croce Rossa, in seguito all’individuazione di protocolli per la sicurezza dei lavoratori che vedano la partecipazione dei sindacati. Fondamentale è, infine, consentire l’accesso a siti di accoglienza in luoghi pubblici o privati da parte degli enti di tutela quali la Caritas, che può fornire un supporto di beni di prima necessità e di tipo sanitario, grazie all’Ambulatorio Medico Stagionale, o dei sindacati stessi, che svolgono un ruolo fondamentale per la promozione del lavoro regolare e la prevenzione a fenomeni di sfruttamento”.

Come Caritas, abbiamo scritto al Comune di Saluzzo, alla Prefettura di Cuneo e alla Regione Piemonte per segnalare che i nostri dormitori non sono idonei, alla luce dell’emergenza sanitaria, ad accogliere le persone senza dimora disponibili al lavoro agricolo che presumibilmente potrebbe arrivare nei prossimi giorni: ad oggi sono due i potenziali braccianti che sono arrivati e sono stati costretti ad alloggiare all’aperto. Speriamo si possa costituire al più presto un comitato di gestione, tramite l’unità di crisi, che possa costituire al più presto un tavolo di confronto che possa occuparsi della tutela di queste persone e della cittadinanza.

La piattaforma regionale Io Lavoro in agricoltura: una possibilità da implementare

Diversi appelli sono stati rivolti dal mondo agricolo circa la necessità di individuare manodopera a fronte dell’assenza del Decreto Flussi, che l’anno scorso ha portato 1200 lavoratori extracomunitari nella provincia di Cuneo per il lavoro stagionale. Dal momento che questa forza lavoro rappresenta una minima percentuale della manodopera stagionale, in tempi di emergenza sanitaria sarebbe prioritario organizzare i flussi interni di migranti che lavorano come stagionali e che ogni anno si spostano a tra le regioni italiane seguendo la geografia delle raccolte.

In questo senso andrebbe implementata la piattaforma creata dalla Regione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo.

“Pur comprendendo le motivazioni che spingono a prediligere la manodopera locale – spiega Virginia Sabbatini-, ribadiamo che difficilmente la disponibilità di lavoratori dal territorio possa rispondere al grande fabbisogno stagionale del comparto. Parallelamente, i primi arrivi di questi giorni confermano come i braccianti stagionali continuino, nonostante l’emergenza sanitaria, a spostarsi tra le regioni seguendo le stagioni di raccolta. Una situazione destinata ad aumentare con l’allentamento delle restrizioni alla mobilità a cui potremmo assistere nei mesi futuri, a maggior ragione con una stagione di raccolta che si è allungata negli anni passati e si conclude ormai nei mesi invernali. 

E’ allora di importanza cruciale l’individuazione di un sistema di reclutamento a distanza , pubblico, che superi le consuetudini del territorio. In assenza di un sistema efficace e pubblico di incontro tra la domanda e l’offerta, gestito tramite piattaforme virtuali, osserviamo come da anni gli imprenditori agricoli da anni assumano i braccianti aspettando che arrivino nel campo a proporsi, chiedendo ad altri dipendenti fidelizzati di chiamare degli “amici” o andando al Foro Boario. Un sistema insostenibile, se si considera che la manodopera arriva fino a 12.000 unità, che i flussi extracomunitari rappresentano ormai meno del 10% di questo fabbisogno e che gli autoctoni sono poco interessati a questo tipo di lavoro. Tale sistema offre spazio a fenomeni di sfruttamento quali il caporalato e produce un costo sociale ingente per il territorio, rendendo impossibile la programmazione degli arrivi e degli alloggiamenti”. 

“Ci sembra estremamente positivo – prosegue Sabbatini – lo sviluppo, da parte della Regione Piemonte, della Piattaforma “Io lavoro in agricoltura”, per scongiurare arrivi non programmati: il nostro Presidio sta pubblicizzando l’iscrizione a chi quotidianamente ci telefona, da tutta Italia, per dirci che è stato contattato dal datore di lavoro, che ha visto un servizio televisivo sulla ricerca di manodopera a Saluzzo o che si sta organizzando per venire a cercare il lavoro. I nostri colleghi in altri territori d’Italia supportano i braccianti stagionali nella compilazione, nella speranza che sussista effettivamente la disponibilità da parte del mondo agricolo, dichiarata nei comunicati, ad assumere tramite l’uso di tale sistema e non con le forme non organizzate utilizzate in passato”.

Aprile 7, 2021 in New, News

Cerchiamo personale medico volontario

Anche quest'anno il progetto Presidio "Saluzzo Migrante" si prepara a riattivare la collaborazione con l'Ambulatorio Medico Stagionali per garantire ai braccianti un adeguato accesso alle cure. Dal 2014, infatti, la…
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Marzo 22, 2021 in Live blog, New

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Marzo 3, 2021 in News

Cerchiamo volontari

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Febbraio 10, 2021 in News

Progetto “Bee My Job”

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GRAZIE AI VOLONTARI LA COLLETTA E’ SOLIDALE

By New, News

Sono da poco passate le nove di mattina quando un gruppetto di volontari, i volti e le mani coperti da mascherine e guanti, varca il cancello di corso Piemonte 63 per iniziare le operazioni di stoccaggio dei primi generi alimentari arrivati grazie alle donazioni della Colletta Alimentare Straordinaria lanciata dal Comune di Saluzzo in collaborazione con il Consorzio Monviso Solidale, la nostra Caritas e l’associazione Papa Giovanni XXIII.

I volontari, mantenendo le debite distanze, ascoltano le indicazioni del nostro operatore che spiega come tutto il cibo donato vada suddiviso per poi essere consegnato ad associazioni, enti e progetti di solidarietà che si occuperanno di raggiungere persone già seguite dai servizi della nostra Caritas, la maggior parte scivolate nella povertà per la crisi economica generata dal Coronavirus.

L’AIUTO DAL TERRITORIO PER IL TERRITORIO

Fra i volontari ci sono anche Giulia e Monica di Piasco e Busca. Al termine della mattinata porteranno alcuni degli scatoloni preparati in Valle Varaita per far arrivare gli aiuti della Colletta Alimentare anche ai Comuni limitrofi.

I prodotti alimentari e di uso quotidiano arrivati alla nostra Caritas sono diversi: pasta, sugo, detersivo per i piatti e dentifricio. La maggior parte arriva dai saluzzesi che nei supermercati aderenti hanno fatto una “Spesa Solidale”. Nella prima mezz’ora riusciamo a riempire 6 scatoloni, incastrando ogni prodotto con attenzione e cercando di mantenere il più possibile le distanze. Tutti insieme, volontari e operatori Caritas, lavoriamo rapidi e distanziati: come le lancette di un orologio entriamo ed usciamo dal Pozzo senza mai incrociarci. C’è chi riempie le scatole, chi suddivide i prodotti sul tavolo, chi esce per riporre i pacchi nel cassone del furgone e nelle auto delle volontarie.

Nonostante le distanze e i dispositivi di protezione, riusciamo a chiacchierare, cercando di vedere le espressioni gli uni degli altri attraverso le mascherine, un modo per ristabilire un po’ di normalità.

LE CONSEGNE: L’EMPORIO E IL PROGETTO “UN SORRISO”

Una volta conclusa la preparazione dei pacchi destinati alla Valle Varaita, salutiamo Giulia e Monica e iniziamo ad organizzare il resto della logistica. Ci attendono due consegne in giornata: una all’Emporio della Solidarietà in piazza Vineis, l’altra ai volontari del progetto “Un Sorriso” che dall’inizio della quarantena ha deciso di aiutare le famiglie in difficoltà attraverso la distribuzione di pasti caldi.

Gli scatoloni destinati all’Emporio sono già pronti per essere trasportati: oltre ai classici prodotti di uso più quotidiano ci sono anche 300 colombe donate da aziende locali (Balocco e Albertengo) alla Caritas. Anche questo è un messaggio di solidarietà e un invito a festeggiare questa Pasqua attraverso un simbolo in grado di riportare un po’ di desiderata normalità. Usciamo a bordo del furgone e percorrendo le strade semi deserte di Saluzzo ci rendiamo conto di quanto l’isolamento

abbia cambiato i tratti della città. Nel corso principale passeggiano pochissime persone: volontari della Protezione civile, qualche signora che rientra frettolosa con la spesa, alcuni che portano a passeggio il cane assaporando pochi minuti all’aria aperta.

Accompagnati da Marco, un giovane volontario, percorriamo la breve distanza che divide corso Piemonte dall’Emporio. Durante il tragitto ne approfittiamo per chiacchierare: Marco vive a Verzuolo e fa l’apicoltore. Sotto la mascherina si intuisce un sorriso quando racconta la bellezza  del suo mestiere e le piccole difficoltà che, inevitabilmente, incontra ogni giorno.

Arrivati all’Emporio veniamo accolti da Franco che ci aiuta a scaricare e trasportare i numerosi pacchi. Alla fine ci ringrazia calorosamente e ci augura buona Pasqua.

La seconda consegna, invece, ci porta in un altro punto di Saluzzo, in un ristorante che collabora con il progetto “Un Sorriso”. L’iniziativa, nata grazie ai volontari dell’ANC, prepara ogni giorno pasti caldi, a pranzo e a cena, consegnati quotidianamente attraverso la Protezione civile a singoli o famiglie, segnalati anche dalla nostra Caritas.

A loro consegnamo alcuni chili di pasta, sugo di pomodoro, bottiglie di olio e colombe. I volontari ci salutano e ringraziano. Finita l’ultima consegna rientriamo in Caritas e ringraziamo i volontari che oggi ci hanno dato una mano.

Questo è il dono più bello e inaspettato del momento: una rete di persone molto diverse tra loro per età e provenienza che si sono subito messe in gioco con enorme disponibilità e slancio, tutte accomunate dal comune sentire che la carità non deve fermarsi.

Aprile 7, 2021 in New, News

Cerchiamo personale medico volontario

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Marzo 22, 2021 in Live blog, New

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Marzo 3, 2021 in News

Cerchiamo volontari

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Febbraio 10, 2021 in News

Progetto “Bee My Job”

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Anche Caritas partecipa alla colletta alimentare

By New, News

L’impegno della Caritas di Saluzzo a favore delle persone più fragili continua con l’adesione alla colletta alimentare straordinaria, lanciata dal Comune di Saluzzo, insieme al Consorzio Monviso Solidale e all’Associazione Papa Giovanni XXIII, in supporto a famiglie e singoli cittadini in difficoltà. 

Andando ad agire parallelamente alle altre iniziative di sostegno, come l’erogazione dei buoni alimentari, la colletta alimentare straordinaria unisce le forze istituzionali e del terzo settore in un’azione di solidarietà che mira a supportare quanti sono stati direttamente colpiti, in termini economici, dalla crisi creatasi con l’emergenza Coronavirus.        

La colletta propone ai saluzzesi di contribuire direttamente in due modi.

  1.  DONAZIONI : si potrà sostenere il finanziamento dell’emissione dei buoni alimentari erogati dal Comune di Saluzzo col Consorzio Monviso Solidale e la distribuzione di pacchi alimentari, farmaci e beni di prima necessità non alimentari che vengono distribuiti dalla Caritas di Saluzzo tramite l’Emporio.Per le donazioni è stato attivato dal Comune di Saluzzo il conto corrente:Banca Intesa San Paolo S.p.a.      
    Iban IT47S0306946771100000046069 
    Causale “DONAZIONE COVID19”
  1. LA “SPESA SOSPESA”: un altro modo di contribuire è acquistare direttamente alimenti non deperibili (olio di oliva, olio di semi, caffè, uova…) o prodotti di uso quotidiano (sapone, shampoo, dentifricio…) presso gli esercizi aderenti sul territorio saluzzese (MD Market – P.zza XX Settembre, Presto Fresco – Via Spielberg, Piazza XX Settembre).               
    I prodotti raccolti verranno distribuiti da:
  • Associazione Papa Giovanni XXIII
  • Casa di pronta accoglienza della Caritas in corso Piemonte 63 (dove si possono consegnare generi alimentari e di prima necessità, chiedendo di Luigi, ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18)
  •  Emporio della Caritas in piazza Vineis ogni venerdì dalle 9 alle 12
  • progetto “Un Sorriso”
  • associazioni ed i gruppi solidali delle parrocchie, e il progetto “Emporio della Solidarietà” della Caritas di Saluzzo.         

La nostra Caritas, da alcune settimane, ha deciso di mettere a disposizione di chi usufruisce del servizio dell’Emporio anche la consegna a domicilio grazie ai giovani volontari, i “Corrieri della Carità”. Per richiedere la consegna a domicilio è sufficiente avere la tessera dell’Emporio e chiamare il numero di cell. 334 1197296.

I volontari dell’Emporio preparano ogni settimana decine di borse viveri (quasi un centinaio) per far fronte alla sempre maggiore richiesta di aiuto da parte sia delle persone che abitualmente fruivano del servizio, sia da parte di una nuova porzione di popolazione che si è ritrovata in condizioni di precarietà economica causate dall’emergenza sanitaria.      

Aprile 7, 2021 in New, News

Cerchiamo personale medico volontario

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Marzo 3, 2021 in News

Cerchiamo volontari

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Febbraio 10, 2021 in News

Progetto “Bee My Job”

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La Caritas di Saluzzo non si ferma!

By New, News

Il Coronavirus non ferma la Caritas di Saluzzo che ha riorganizzato i suoi servizi a favore delle persone che si trovano in condizioni di grande fragilità. Vite che l’emergenza sanitaria ha ulteriormente stravolto: per chi non ha una casa, un lavoro, reti famigliari o amicali di supporto, l’emergenza diventa ulteriore motivo di disagio ed emarginazione. 

Continua dunque l’impegno dei tanti volontari coordinati dal Direttore Don Giuseppe Dalmasso. Dal Centro di Ascolto, ai giovani del Presidio “Saluzzo Migrante”, dall’accoglienza nelle strutture diocesane come Casa Madre Teresa e la Casa di Pronta Accoglienza, i volontari continuano a mettersi a disposizione per dare aiuto, ascolto, rispondere alle richieste di persone e famiglie in difficoltà nel territorio saluzzese. 

Una decisione in linea con la lettera inviata da Caritas Italiana a tutte le Caritas del Paese nella quale si invita a non fermare i servizi: «Se la dimensione della Parola, quella dei Sacramenti e quella comunitaria subiscono inevitabili limitazioni, non può invece venire meno la dimensione della Carità. Pur con tutte le cautele del caso – si legge nella lettera – e con la prudenza necessaria, proseguono senza esporsi ed esporre altri a inutili rischi, è chiaro che non possono venir meno i servizi essenziali a favore dei poveri, quali le mense, gli empori, i dormitori, i centri di ascolto, ecc. che le Caritas a livello diocesano e parrocchiale assicurano quotidianamente. Neppure possono essere trascurati i “nuovi” bisognosi di oggi e, inevitabilmente, di domani, e anche chi viveva già situazioni di difficoltà e vede peggiorare la propria condizione: gli anziani spesso soli con le loro paure, le famiglie che si devono far carico dei figli che non possono frequentare le scuole, i lavoratori lasciati a casa con preoccupanti prospettive per il futuro, i rifugiati, i detenuti, gli ammalati (anche di altre malattie)». 

Ecco come si sono organizzati i servizi della Caritas di Saluzzo : 

  • La novità principale riguarda l’Emporio di piazza Vineis che riprende la sua attività con una formula diversa: la consegna dei viveri sarà effettuata di fronte alla porta, nel cortile dell’Emporio, il venerdì mattina dalle 9 alle 12. In caso di necessità, sarà possibile ricevere aiuto direttamente a casa, in particolare per le persone anziane. 

É sufficiente avere la tessera dell’Emporio e chiamare il numero di cell. 334 1197296 per organizzare la consegna a domicilio. 

Proprio pensando a loro, la Caritas ha attivato un servizio di consegna chiamato “Corrieri della Carità”. Grazie ad un gruppo di giovani (volontari e operatori) è stato organizzato un servizio di consegna a domicilio delle borse viveri per affiancare i volontari “storici” che in queste settimane devono sospendere il loro servizio nel rispetto delle normative vigenti. 

  • il Centro di Ascolto è aperto 1 volta a settimana, il mercoledì dalle 9 alle 11, in via Maghelona 7 11. La Caritas invita a telefonare al numero 0175.42739 per valutare la necessità di un appuntamento o di un intervento domiciliare da parte dei volontari. L’accesso al Centro di Ascolto sarà possibile per una persona alla volta. 

Il Direttore Don Dalmasso: «Chiamate il Centro d’Ascolto anche solo per un momento di confronto telefonico, per parlare insieme». 

  • Presidio “Saluzzo Migrante” in corso Piemonte 59 è aperto una volta a settimana il mercoledì dalle 17:30 alle 19. Il numero è sempre attivo 24 ore su 24 (cell. 334 1197296). Anche in questo servizio l’ingresso viene consentito ad una persona alla volta, per rispettare la distanza di sicurezza prevista, viene presa la temperatura a distanza prima dell’ingresso e all’occorrenza utilizzati i dispositivi di sicurezza Gli operatori sono a disposizione per accogliere le necessità dei migranti e per dare consigli, indicazioni e materiali informativi (tradotti in diverse lingue straniere) utili a spiegare la situazione, le misure di prevenzione richieste dal Governo. 
  • L’Associazione Papa Giovanni xxiii tiene aperta la Casa di Pronta Accoglienza in corso Piemonte 63 fornendo agli ospiti attualmente presenti in Casa una particolare assistenza, anche diurna, e dando indicazioni precise sulle disposizione in vigore. Ad oggi, infatti, questa struttura ospita persone che si trovano in situazioni di grave necessità, 

Anche la Mensa della Casa di Pronta Accoglienza continua a rimanere aperta, cambiando semplicemente la modalità di distribuzione, con la consegna dei pasti in apposite borse a chi ne fa richiesta all’orario del pranzo. 

  • Casa Madre Teresa, il nuovo servizio inaugurato appena 2 settimane fa, è operativo al piano terra dove sono accolte 12 persone, seguite quotidianamente dal giovane custode e dagli operatori del Presidio “Saluzzo Migrante” con la presenza del referente del progetto. Gli ospiti sono stati informati tramite colloqui individuali circa la situazione, le previsioni dei decreti e la necessità di informare immediatamente in caso di comparsa dei sintomi: ogni tre giorni viene misurata la temperatura a distanza e verificato il rispetto delle previsioni. E’ stata inoltre adibita una stanza per l’eventuale isolamento, in caso di eventuale comparsa di sintomi in una delle persone accolte. E’ prevista inoltre la sanificazione dei locali una volta alla settimana. Anche la vita in questa “casa prima della casa” procede con attenzione e rispetto per le nuove regole. Al secondo piano prosegue l’accoglienza di una famiglia di 5 persone con 3 bambini che stanno trascorrendo nell’appartamento questo periodo senza scuola, affiancati dalla mamma e dai volontari. 
  • Anche l’Ambulatorio Isi (centro di assistenza medica per immigrati irregolari, previsto per legge) alle “Corti” è aperto il giovedì pomeriggio, con un triage prima dell’ingresso. 
  • Prosegue inoltre l’impegno delle Caritas Vicariali e Parrocchiali grazie all’instancabile attività dei volontari che donano il loro tempo e la loro presenza, anche nei casi in cui il servizio opera attraverso il contatto telefonico delle persone in difficoltà. 

Sono invece sospesi i corsi di italiano per stranieri ed il ritiro di abiti e mobili usati. La distribuzione degli abiti è gestita direttamente dal Centro di Ascolto per casi di particolare necessità. 

Un segnale forte da parte della Caritas di Saluzzo, pronta a testimoniare la volontà di operatori e volontari di proseguire, pur nel rispetto delle misure precauzionali e delle normative vigenti, la propria azione di ascolto e sostegno nei confronti di chi ha bisogno. L’invito per tutti è di mettersi, il più possibile, in contatto telefonico prima di presentarsi nei servizi, per limitare tutti gli spostamenti. 

L’azione della Caritas è quella di affiancarsi alle Istituzioni, ai Servizi Sociali e a tutte le organizzazioni che in questi giorni intervengono con professionalità e dedizione per la Comunità. 

A questo proposito il Direttore Don Dalmasso ha inviato un suo ringraziamento a volontari e operatori: «Carissimi, in questo momento particolare voglio comunicarvi la mia gratitudine per il vostro impegno. La Caritas, come ci invita a fare il Direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, non si ferma, continua la sua opera verso chi oggi è più in difficoltà. Ogni servizio, ogni progetto deve però adottare le attenzioni e le indicazioni previste dal Governo. Continuiamo il nostro impegno, con fede e speranza». 

Aprile 7, 2021 in New, News

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Entra nella Casetta!

By New, News

 Vuoi fare un’esperienza di coabitazione, condivisione e servizio con altri giovani? Stai cercando casa, ma non hai la possibilità di vivere per conto tuo? Vuoi unire l’abitare e il partecipare … con qualche ora di volontariato?

 Candidati a entrare nella “Casetta”: il Cohousing sociale della Caritas di Saluzzo

 CHI STIAMO CERCANDO

2 INQUILINI ANNUALI almeno sino a dicembre 2020
Giovani donne e uomini, tra i 20 e i 35 anni, residenti o meno nel Saluzzese. Studenti, lavoratori o disoccupati.
A ognuno è richiesto un impegno di servizio volontario nella Caritas di Saluzzo, a seconda della disponibilità del singolo

Il progetto, partito ad aprile del 2019, vede attualmente 5 inquilini: per saperne di più leggi il loro resoconto nella #Live10_2019

DOVE

Il Cohousing Sociale si trova nella struttura dell’ex casello ferroviario a Saluzzo, in via Savigliano 30.

L’edificio ha due piani: al piano inferiore si trovano la cucina, un bagno e una stanza che può avere un uso polivalente (co-working, eventi con altri giovani, ospitalità); al piano superiore ci sono due stanze da letto e un bagno.

La “Casetta” ha un cortile d’entrata, mentre sul retro ci sono un giardino e un orto. Non è presente un impianto di teleriscaldamento, ma una stufa. Non è presente la linea telefonica o internet. 

 COME

Si richiede una breve lettera di presentazione e motivazionale, che includa informazioni su eventuali impegni di studio o lavoro, con i propri recapiti per essere ricontattati.
Per candidarsi scrivere a: info@saluzzomigrante.it. Per ulteriori informazioni: Andrea 328 216 7983

E L’AFFITTO???

A carico degli inquilini ci sarà un rimborso spese, simile ad un affitto calmierato in base alle proprie disponibilità. 

I VALORI DELLA “CASETTA”

Agli inquilini, il co-housing sociale propone di:

  • creare e condividere momenti di quotidiani di convivialità
  • progettare insieme attività nelle aree esterne (giardino, orto, allestimento spazi…)
  • progettare e realizzare momenti (eventi, attività) aperti alla cittadinanza e agli altri giovani
  • impegnarsi ad acquistare prodotti etici, tramite l’adesione al Gruppo di Acquisto solidale di Saluzzo oppure prodotti da filiera
    corta e preferibilmente evitando la grande distribuzione organizzata (es. botteghe equo-solidali, mercati locali …)
  • impegnarsi a ridurre gli sprechi, l’impronta ecologica dei propri consumi e di quelli energetici della “Casetta”, rispettare le aree verdi e fare la raccolta differenziata dei rifiuti
  • essere disponibili a prestare ore di volontariato nei servizi della Caritas, in occasione di eventi e incontri di sensibilizzazione 
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Incontro a Mantova

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La nostra Caritas parteciperà all’incontro organizzato a Mantova dagli scout dell’Agesci portando la propria testimonianza sull’attività svolta dal progetto Presidio “Saluzzo Migrante” in supporto ai braccianti stagionali.

Interverranno Andrea Garassino, responsabile Giovani e Volontariato, Maria Cristina Galeasso, ex tirocinante, Anna Cattaneo, responsabile comunicazione.