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saluzzese Archivi - Saluzzo Migrante

#Live2020_8 Dopo il nubifragio

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Tetti scoperchiati, frutteti devastati, alberi abbattuti: mercoledì 12 agosto, dopo ore di temporali, vento e grandine il Saluzzese fa i conti con i danni a case, strade, economia locale.
Il giorno dopo sui giornali però non abbiamo trovato accenno a quelle persone che, anche sotto il nubifragio, sfrecciavano in bicicletta lungo le strade inondate dove il fango si mescolava alla frutta abbattuta.
Siamo partiti quello stesso mercoledì sera per un Presidio Mobile e ritornati il giorno successivo, al mattino, là dove i braccianti in cerca di lavoro dormono all’aperto.
Nell’insediamento nato a Lagnasco, accanto al cimitero, nella serata di mercoledì abbiamo nuovamente portato coperte che il giorno dopo abbiamo trovato stese ad asciugare e teli anti-pioggia. I secchi erano ancora pieni dell’acqua che i braccianti hanno tentato di levare dalle pozze create sotto le baracche auto-costruite. I cartoni fradici erano ammassati all’ingresso lungo le reti, le scarpe ricoperte di fango erano ordinate ai piedi di ogni giaciglio improvvisato.
Abbiamo raccolto la rabbia e frustrazione di chi, ci ha raccontato, é in Italia da anni e si ritrova a vivere in questa condizione. Molti sono braccianti “storici”, che ci hanno detto di avere già un contatto con un datore con cui hanno lavorato negli anni precedenti, da cui aspettano una chiamata o che sanno già li assumerà più avanti.
A pochi metri i container dell’Accoglienza Diffusa dove ha trovato un tetto chi ha un contratto o lo sta per firmare. Il vento e la grandine hanno danneggiato alcuni vetri delle strutture, un pezzo del muro che divide i container é crollato.
Poche ore di nubifragio sono bastate a rendere ancora più difficile la condizione dei braccianti, che risentirà anche dei danni provocati ai frutteti, alla produzione e, di conseguenza, dei condizionamenti sulla richiesta di manodopera.

[continua]

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

#Live2020_14 I. , tornare a casa

I. aveva 23 anni quando è arrivato in Italia. Oggi ne ha 28. Ha sempre fatto il bracciante e, così come molti altri stagionali agricoli che seguono il ciclo delle…
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Ottobre 5, 2020 in New, News

Tendere la mano a chi resta al freddo

Da 6 mesi nel Saluzzese ci sono uomini che dormono in strada e non trovano alcuna soluzione abitativa, nonostante siano arrivati nel nostro territorio in cerca di lavoro o già…
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Settembre 30, 2020 in Live blog, New

#Live2020_13 Racconti di vita migratoria 2

Durante i pomeriggi in cui il nostro Presidio apre i suoi servizi, molti braccianti arrivano nel cortile della Caritas carichi di fatica e dei loro stati d'animo come la frustrazione…
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Settembre 26, 2020 in New, News

Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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FIRMA online la petizione

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L’appello “Per una stagione di dignità” è diventato anche una petizione online aperta alla sottoscrizione da parte di qualunque cittadino che voglia sostenere la richiesta di soluzioni immediate per i braccianti stagionali arrivati a Saluzzo e attualmente senza dimora, accampati all’aperto in condizioni indegne.

Invitiamo a sottoscrivere e diffondere la petizione su Change.org : https://www.change.org/MigrantiSaluzzo

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

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Don Ciotti e Petrini aderiscono all’appello

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Riportiamo di seguito il video messaggio di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera contro le mafie, e il messaggio di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, trasmessi durante la conferenza stampa di presentazione dell’appello “Per una stagione di dignità” lunedì 29 giugno presso la Caritas di Saluzzo.

Il messaggio di Don Luigi Ciotti Libera Contro le Mafie a sostegno dell'appello "Per una stagione di dignità"#caritas…

Pubblicato da Saluzzo Migrante – progetto di Caritas Saluzzo su Lunedì 29 giugno 2020

Di seguito il messaggio di Carlin Petrini, di cui ha dato lettura Francesco Nota, fiduciario della Condotta saluzzese di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta

“Come ogni anno, purtroppo, torna quella che è una vera e propria emergenza umanitaria, aggravata ulteriormente dagli strascichi della pandemia che stiamo ancora combattendo. Un dramma che coinvolge tutti al di là di ogni responsabilità locale e che non può vedere solo il Comune di Saluzzo reagire e interessarsi. Non si può continuare a far finta che quello saluzzese sia soltanto un problema di un piccolo Comune: è una questione complessa, che ha radici profonde e che deve necessariamente interessare lo Stato e ogni cittadino che si definisce tale. Solo allora si potrà sperare in un’accoglienza diffusa, organizzata e funzionante”.

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

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Ottobre 5, 2020 in New, News

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Settembre 30, 2020 in Live blog, New

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Settembre 26, 2020 in New, News

Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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Appello per i braccianti

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Nel cortile della Caritas di Saluzzo, in corso Piemonte 59, nel pomeriggio di lunedì 29 giugno una serie di enti del Terzo Settore e sigle sindacali si sono riunite per presentare l’appello “Per una stagione di dignità” denunciando la condizione di oltre un centinaio di braccianti africani arrivati a Saluzzo per la raccolta stagionale della frutta, che da settimane dormono accampati in condizioni indegne nei parchi cittadini e sotto i porticati dei palazzi del centro perché senza dimora.

L’appello è aperto alla sottoscrizione di tutti gli enti del Terzo Settore, sindacati e realtà che vorranno aderire.

Per farlo è sufficiente inviare una mail a info@saluzzomigrante.it : pubblicheremo qui l’elenco aggiornato.

Qui il testo integrale APPELLO PER UNA STAGIONE DI DIGNITA

Hanno aderito (aggiornamento al 29/06/2020):

CARITAS DI SALUZZO

DELEGAZIONE REGIONALE CARITAS PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

CARITAS CUNEO

ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII

LIBERA PIEMONTE

GRUPPO ABELE

SLOW FOOD PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

UNIVERSITA’ DI SCIENZE GASTRONOMICHE DI POLLENZO

ACLI PIEMONTE

ACLI PROVINCIALE CUNEO

ARCI CUNEO MONVISO

ANPI PROVINCIALE CUNEO

PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA

ASSOCIAZIONE MAI TARDI AMICI DI NUTO REVELLI

FONDAZIONE NUTO REVELLI

ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA DI CUNEO

ASSOCIAZIONE ORIZZONTI DI PACE

CILD – COALIZIONE ITALIANA LIBERTÁ E DIRITTI CIVILI

RETE MINERALI CLANDESTINI CUNEO

LVIA

AIFO CUNEO

ASSOCIAZIONE MICÓ

LEGAMBIENTE – CIRCOLO DI CUNEO

COMUNITÁ DI MAMBRE

PRO NATURA CUNEO

EMMAUS CUNEO

COORDINEMNTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE – FOSSANO

ASSOCIAZIONE QUI E LA’ – BOVES

CGIL CUNEO

FLAI CGIL CUNEO

CISL CUNEO

FAI CISL CUNEO

ANOLF CUNEO

UILA UIL CUNEO

UIL CUNEO

 

Aggiornamento al 30/06/2020

APICE – ASSOCIAZIONE PER L’INCONTRO DELLE CULTURE IN EUROPA

COOPERATIVA SOCIALE FIORDALISO

RIFUGIATI IN RETE

6000 SARDINE CUNEO

6000 SARDINE PIEMONTE

SINISTRA ITALIANA PROVINCIA DI CUNEO

PROGETTOMONDO.MLAL

ASSOCIAZIONE SICUREZZA E LAVORO

Aggiornamento al 01/07/2020

CARITAS FOSSANO

AZIONE CATTOLICA DI SALUZZO

ASSOCIAZIONE ONLUS IL PULMINO VERDE

ASSOCIAZIONE SPORT SENZA BARRIERE APG23 ONLUS

MAIS ONG

CONSORZIO ONG PIEMONTESI

 

Aggiornamento al 02/07/2020

“CANTIERE CIVILE” – LABORATORIO DI CITTADINANZA

SEGNAL’ETICA ODV

ASSOCIAZIONE CULTURALE EUFEMIA A.P.S.

Aggiornamento al 03/07/2020

EMMAUS ITALIA

ASF ITALIA – PIEMONTE (ASSOCIAZIONE ARCHITETTURA SENZA FRONTIERE)

ASHAR GAN ONLUS

MOVIMENTO DEI FOCOLARI PIEMONTE

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

#Live2020_14 I. , tornare a casa

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Ottobre 5, 2020 in New, News

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Settembre 30, 2020 in Live blog, New

#Live2020_13 Racconti di vita migratoria 2

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Settembre 26, 2020 in New, News

Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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Per una stagione di dignità

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La Caritas di Saluzzo riferisce forte preoccupazione in merito alla situazione degli stagionali agricoli. Una serie di fattori, conosciuti da anni, sta favorendo arrivi disorganizzati in città, con persone che in queste settimane, senza dimora, stanno dormendo all’aperto in attesa di trovare un lavoro o perché contrattualizzati, ma senza essere ospitati in azienda.

Una situazione creata dalle modalità di reclutamento che ancora oggi, dopo anni, avvengono attraverso canali non tracciabili (a differenza delle piattaforme virtuali di incontro domanda e offerta, come quella regionale “Io lavoro in agricoltura”).

Per questo motivo la Caritas di Saluzzo sottolinea l’assoluta necessità di abbandonare l’uso di questo sistema informale, con i braccianti che vengono assunti consegnando al datore una fotocopia del proprio documento direttamente in azienda, girando in bicicletta “porta a porta” a proporsi per un lavoro, in tutto il territorio. Una prassi che, sottolinea la Caritas di Saluzzo, genera nei braccianti l’aspettativa di riuscire a trovare un lavoro solo se arriveranno il prima possibile nel Saluzzese, rendendo inefficaci i tentativi di utilizzare la piattaforma regionale “Io lavoro in agricoltura”.

Come sosteniamo da mesi – riferisce Virginia Sabbatini, referente del presidio “Saluzzo Migrante” – il fenomeno degli arrivi disorganizzati, con persone sprovviste di una sistemazione non si può arginare semplicemente con la buona volontà: servono interventi a livello centrale per la gestione dei flussi interni di persone nel nostro Paese, persone che da anni fanno il mestiere del bracciante agricolo e si muovono seguendo la geografia delle raccolte. Servono normative che delineino in modo chiaro le responsabilità e le modalità di azione in merito alle questioni alloggiative, all’incontro tra domanda e offerta, alle condizioni di lavoro”.

Nonostante la Caritas di Saluzzo rilevi come positivi gli sviluppi avuti con la firma del Protocollo sulla sicurezza, elaborato di concerto con i sindacati dei lavorati, i sindacati agricoli e con le istituzioni competenti, sottolinea come tuttavia queste misure non siano sufficienti.

“Nel corso dei nostri ultimi Presidi mobili – riferisce Sabbatini – abbiamo rilevato come la situazione stia rapidamente evolvendo: sono oltre 50 le persone senza dimora che dormono all’aperto in città, nei parchi o sotto i portici dei complessi condominiali. La pioggia e il freddo rendono preoccupante uno scenario già precario: le persone cercano di ripararsi e scaldarsi, accampandosi a gruppi, uno vicino all’altro, avvolgendosi nelle coperte che distribuiamo, sotto gli alberi o direttamente sull’asfalto dei parcheggi.

Ci stupisce come, mentre si sta ancora affrontando il superamento dell’emergenza sanitaria, non si intervenga invece nell’assicurarsi che vi siano le condizioni effettive per permettere a queste persone di tutelare la loro salute e quella della cittadinanza. Queste persone, senza dimora, non hanno un posto dove dormire, lavarsi, rispettare il distanziamento sociale, controllare con costanza il proprio stato di salute. I loro pochi averi vengono inzuppati dalla pioggia, i bagagli lasciati incustoditi e a rischio di furti, anche da parte di altri stagionali.

Ad aggravare questo quadro già altamente fragile – sottolinea Sabbatini – vi è il fatto che la metà delle persone che abbiamo incontrato durante i nostri Presidi mobili sta lavorando con un regolare contratto di lavoro. Molti sono reticenti a mostrarlo, per cui non è sempre facile per noi capire in quale Comune stiano lavorando.

La Caritas di Saluzzo mette in evidenza come questa situazione non si possa protrarre ulteriormente: i nuovi arrivi sono costanti e aspetti critici come la mancanza di accesso ai servizi igienici e di una sistemazione per la notte rischiano di generare tensioni sociali e conflitti. Risulta quindi impellente per la Caritas di Saluzzo intervenire su questi aspetti che generano vulnerabilità e instabilità, per salvaguardare sia la salute individuale sia quella collettiva. La dignità di questi uomini e del territorio, passano attraverso l’impegno portato avanti in sinergia con le istituzioni e i tanti imprenditori agricoli impegnati per una stagione di raccolta rispettosa dei diritti.

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Ottobre 5, 2020 in New, News

Tendere la mano a chi resta al freddo

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Settembre 30, 2020 in Live blog, New

#Live2020_13 Racconti di vita migratoria 2

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Settembre 26, 2020 in New, News

Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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La lettera di Caritas Saluzzo alle istituzioni

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Pubblichiamo la lettera e i documenti di analisi e proposta inviati dalla Caritas di Saluzzo, sottoscritti dalla Caritas di Cuneo e dal delegato regionale delle Caritas di Piemonte e Valle d’Aosta, alle autorità regionali (il Presidente Cirio, l’Assessore all’Agricoltura Protopapa, l’Assessore alla Sanità Icardi e l’Assessora alle Politiche sociali Caucino), alla Prefettura e al Dott. Guerra, commissario straordinario per gli aspetti sanitari relativi all’emergenza migranti della frutta per l’estate 2020.

I documenti inviati hanno lo scopo di fornire un’analisi circa alcune problematiche rilevate dalle Caritas che li hanno sottoscritti o che nei prossimi mesi si potrebbero rilevare alla luce dell’inizio della raccolta agricola stagionale, nella consapevolezza che in relazione ad alcune istanze i Tavoli del territorio stiano già valutando proposte di intervento. 

I documenti sono stati accompagnati dal ringraziamento per lo straordinario impegno nella ricerca e nella progettazione di interventi a sostegno del territorio, ribadendo la disponibilità delle Caritas ad una piena collaborazione, per quanto di propria competenza, al fine di promuovere azioni volte alla salvaguardia della legalità, della salute e della dignità delle persone coinvolte e delle nostre comunità.

Lettera Caritas per le istituzioni

Allegato A – relazione Caritas per istituzioni

Relazione Caritas per le istituzioni

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

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Ottobre 5, 2020 in New, News

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Settembre 30, 2020 in Live blog, New

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Settembre 26, 2020 in New, News

Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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Live10 Saluzzo Migrante Case Abitare a Saluzzo

Covid-19: un’occasione mancata per dare dignità

By New, News

La stagionalità dell’agricoltura in Italia vive delle continue migrazioni interne di lavoratori stranieri che da anni sono i principali protagonisti della raccolta e trasformazione nel nostro Paese: negli anni, infatti, la manodopera straniera che internamente si sposta da un bacino ortofrutticolo all’altro, tra le regioni, ha affiancato (e in larga parte sostituito) i braccianti locali e i braccianti extracomunitari che arrivano tramite il “Decreto Flussi”.

Tuttavia, il divieto di spostamento causato dall’emergenza ha sottolineato le contraddizioni di una filiera che necessita di manodopera, ma non riconosce dignità ai lavoratori stranieri già presenti sul territorio nazionale (di cui molti irregolari), mettendo in forte crisi il settore agricolo.
Sappiamo che la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici vivono in insediamenti spontanei, ghetti o tendopoli in condizioni di completo isolamento, ed in un momento in cui la sostenibilità di un intero settore appare così strettamente connessa alla loro sorte è fondamentale riconoscere il loro ruolo, attraverso tutele e l’accesso ai diritti, con azioni concrete e politiche adeguate.

A questo proposito anche Caritas Italiana ha aderito all’appello lanciato da Terra! Onlus, insieme a sindacati e realtà del Terzo Settore per chiedere al Presidente della Repubblica e ai Ministri dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, e del Lavoro, Nunzia Catalfo, una sanatoria per i braccianti stranieri, per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità. Se appare impraticabile la strada di un Decreto Flussi per i lavoratori stagionali, la sanatoria richiesta appare come una misura utile in un momento in cui occorre garantire sia il rinnovo dei permessi di soggiorno e che i posti di lavoro per un intero comparto a vocazione agricola. 

Servono soluzioni per l’alloggiamento e il reclutamento

Virginia Sabbatini, referente dell’équipe di Saluzzo Migrante, commenta: “Abbiamo letto, nelle scorse settimane, i diversi comunicati del nuovo Tavolo per l’Emergenza frutta del Monviso riguardanti le decisioni in merito alla non apertura delle Accoglienze Diffuse e del dormitorio PAS da parte dei sindaci di Saluzzo, Lagnasco, Costigliole e Verzuolo. Ci lascia perplessi, a due mesi dello scoppio della pandemia, la mancanza di progetti creati su misura per le esigenze del nostro territorio.

Esprimiamo soddisfazione nel riscontrare che il mondo agricolo, con senso di responsabilità, si sia mosso al fine di occuparsi integralmente del fenomeno e di tutti i risvolti connessi alla raccolta agricola. Assieme all’istituzione regionale, ai quattro sindaci dei “Comuni della frutta” che negli anni passati avevano attivato le accoglienze diffuse e per la prima volta da dieci anni alle Organizzazioni dei Produttori, che giocano un ruolo fondamentale nella filiera agroalimentare, è necessario iniziare a costruire una programmazione che possa gestire in modo adeguato il fenomeno, senza dimenticare le sfere più fragili della raccolta, i braccianti.

Da anni chiediamo interventi di sistema da parte di istituzioni regionali e prefettizie, mondo agricolo, sindaci, servizi sociali, riservando alla Caritas un ruolo di sussidiarietà e non di protagonismo, ed in questo senso, negli ultimi due anni, si sono fatti passi avanti, con l’istituzione di nuove accoglienze, in particolar modo grazie al rilevante intervento del Comune di Saluzzo, il Protocollo Regionale per la promozione del lavoro regolare in agricoltura, siglato dalla Regione Piemonte nell’anno passato, la sperimentazione su un incontro pubblico tra la domanda e l’offerta di lavoro avviata a Saluzzo nel 2019 dal Centro Per l’Impiego di Saluzzo, in sinergia con gli enti locali.

Tuttavia, ci rammarichiamo del fatto che a questo tavolo non siano stati coinvolti gli enti che maggiormente toccano con mano alcuni risvolti del fenomeno, tra cui la parte sindacale e la Caritas, che continuano ad offrire servizi e tutela ai braccianti: sembra che la voce di chi rappresenta i lavoratori coinvolti o le persone in stato di fragilità connesse alle operazioni di raccolta non debba potersi esprimere in tale sede.

Riteniamo in ogni modo che questo possa essere un primo passo, significativo, affinché gli enti di competenza possano individuare nuove forme per una gestione responsabile del fenomeno, a dieci anni dalla sua prima manifestazione e a maggior ragione durante un’emergenza sanitaria di questo tipo.

Come Caritas ascoltiamo quotidianamente anche la voce dei piccoli imprenditori agricoli locali, affaticati da una filiera agroalimentare che non restituisce un equo valore del prodotto, in conseguenza della quale spesso si rende difficile rispettare pienamente i contratti siglati con i loro dipendenti: ancor più difficile è occuparsi del loro alloggiamento, a maggior ragione in tempi di Covid-19, che richiedono una attenzione alla sicurezza e alla salvaguardia della salute nei luoghi di lavoro e nei luoghi di alloggiamento. Oggi è il tempo in cui non lasciare soli nessuno e i soggetti più fragili ci sembrano proprio essere  da una parte i lavoratori e dall’altra i piccoli coltivatori.

Le proposte che abbiamo letto in queste settimane dai sindacati agricoli, dai sindaci, dalle Organizzazioni dei produttori del territorio sembrano andare verso questa direzione, ritenendo che l’accoglienza in azienda possa essere una risposta idonea e sufficiente per la problematica alloggiativa della manodopera agricola stagionale e richiedendo una totale flessibilità tramite lo sblocco dei voucher (che si presume possano essere uno strumento per impiegare i soggetti più fragili delle nostre comunità come i precettori di reddito di cittadinanza, le persone in cassa integrazione, categorie che avrebbero invece bisogno di rapporti di lavoro stabili e che in ogni caso non sono in numero sufficiente a coprire il fabbisogno di manodopera, che solo nel saluzzese ammonta a 12.000 lavoratori impegnati nel settore frutticolo).

Non è più procrastinabile l’impegno da parte del mondo agricolo di rendere noto il reale fabbisogno delle aziende, in quale periodo si concentri maggiormente la richiesta e se i produttori frutticoli siano in grado di predisporre delle soluzione abitative per i braccianti o meno. In caso negativo, non si può, in un anno delicato come questo, rifiutare l’intervento delle Accoglienze Diffuse pubbliche, che andrebbero replicate nei Comuni che da anni negano il loro ausilio nella gestione responsabile della problematica connessa alle imprese dei loro territori.

Certamente tutto ciò sarebbe impossibile al di fuori di una gestione da parte delle Unità di crisi e con il supporto di enti quali la Protezione Civile o la Croce Rossa, in seguito all’individuazione di protocolli per la sicurezza dei lavoratori che vedano la partecipazione dei sindacati. Fondamentale è, infine, consentire l’accesso a siti di accoglienza in luoghi pubblici o privati da parte degli enti di tutela quali la Caritas, che può fornire un supporto di beni di prima necessità e di tipo sanitario, grazie all’Ambulatorio Medico Stagionale, o dei sindacati stessi, che svolgono un ruolo fondamentale per la promozione del lavoro regolare e la prevenzione a fenomeni di sfruttamento”.

Come Caritas, abbiamo scritto al Comune di Saluzzo, alla Prefettura di Cuneo e alla Regione Piemonte per segnalare che i nostri dormitori non sono idonei, alla luce dell’emergenza sanitaria, ad accogliere le persone senza dimora disponibili al lavoro agricolo che presumibilmente potrebbe arrivare nei prossimi giorni: ad oggi sono due i potenziali braccianti che sono arrivati e sono stati costretti ad alloggiare all’aperto. Speriamo si possa costituire al più presto un comitato di gestione, tramite l’unità di crisi, che possa costituire al più presto un tavolo di confronto che possa occuparsi della tutela di queste persone e della cittadinanza.

La piattaforma regionale Io Lavoro in agricoltura: una possibilità da implementare

Diversi appelli sono stati rivolti dal mondo agricolo circa la necessità di individuare manodopera a fronte dell’assenza del Decreto Flussi, che l’anno scorso ha portato 1200 lavoratori extracomunitari nella provincia di Cuneo per il lavoro stagionale. Dal momento che questa forza lavoro rappresenta una minima percentuale della manodopera stagionale, in tempi di emergenza sanitaria sarebbe prioritario organizzare i flussi interni di migranti che lavorano come stagionali e che ogni anno si spostano a tra le regioni italiane seguendo la geografia delle raccolte.

In questo senso andrebbe implementata la piattaforma creata dalla Regione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo.

“Pur comprendendo le motivazioni che spingono a prediligere la manodopera locale – spiega Virginia Sabbatini-, ribadiamo che difficilmente la disponibilità di lavoratori dal territorio possa rispondere al grande fabbisogno stagionale del comparto. Parallelamente, i primi arrivi di questi giorni confermano come i braccianti stagionali continuino, nonostante l’emergenza sanitaria, a spostarsi tra le regioni seguendo le stagioni di raccolta. Una situazione destinata ad aumentare con l’allentamento delle restrizioni alla mobilità a cui potremmo assistere nei mesi futuri, a maggior ragione con una stagione di raccolta che si è allungata negli anni passati e si conclude ormai nei mesi invernali. 

E’ allora di importanza cruciale l’individuazione di un sistema di reclutamento a distanza , pubblico, che superi le consuetudini del territorio. In assenza di un sistema efficace e pubblico di incontro tra la domanda e l’offerta, gestito tramite piattaforme virtuali, osserviamo come da anni gli imprenditori agricoli da anni assumano i braccianti aspettando che arrivino nel campo a proporsi, chiedendo ad altri dipendenti fidelizzati di chiamare degli “amici” o andando al Foro Boario. Un sistema insostenibile, se si considera che la manodopera arriva fino a 12.000 unità, che i flussi extracomunitari rappresentano ormai meno del 10% di questo fabbisogno e che gli autoctoni sono poco interessati a questo tipo di lavoro. Tale sistema offre spazio a fenomeni di sfruttamento quali il caporalato e produce un costo sociale ingente per il territorio, rendendo impossibile la programmazione degli arrivi e degli alloggiamenti”. 

“Ci sembra estremamente positivo – prosegue Sabbatini – lo sviluppo, da parte della Regione Piemonte, della Piattaforma “Io lavoro in agricoltura”, per scongiurare arrivi non programmati: il nostro Presidio sta pubblicizzando l’iscrizione a chi quotidianamente ci telefona, da tutta Italia, per dirci che è stato contattato dal datore di lavoro, che ha visto un servizio televisivo sulla ricerca di manodopera a Saluzzo o che si sta organizzando per venire a cercare il lavoro. I nostri colleghi in altri territori d’Italia supportano i braccianti stagionali nella compilazione, nella speranza che sussista effettivamente la disponibilità da parte del mondo agricolo, dichiarata nei comunicati, ad assumere tramite l’uso di tale sistema e non con le forme non organizzate utilizzate in passato”.

Ottobre 21, 2020 in Live blog, New

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Progetto “APRI”, la Caritas di Saluzzo cerca famiglie e tutor

A gennaio 2020 la Caritas Italiana ha dato il via ad “APRI”, progetto rivolto alle Caritas Diocesane che promuove l’accoglienza di persone singole o famiglie migranti già presenti in Italia…
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Sarà l’avvocatessa Caterina Boca, membro dell’ufficio politiche migratorie e protezione internazionale della Caritas Italiana e referente nazionale del Progetto Presidio, l’ospite d’onore del Convegno diocesano “PROGETTO PRESIDIO A SALUZZO: 5 ANNI DI LAVORO SUL TERRITORIO”.

Il Convegno, organizzato venerdì 18 ottobre presso la Sala Contrattazioni del Foro Boario, avrà inizio alle ore 10 con i saluti e l’introduzione curata dal Direttore della Caritas diocesana di Saluzzo don Giuseppe Dalmasso.

Seguirà la presentazione del rapporto “Vite Sottocosto” da parte di Caterina Boca. Il dossier fotografa l’operato dei 13 Presidi di Caritas in tutta Italia, nati per offrire supporto ai lavoratori migranti vittime e potenziali vittime di sfruttamento in ambito agricolo.

Virginia Sabbatini (coordinatrice Presidio Caritas Saluzzo) ripercorrerà i risultati dell’attività svolta dal 2014 dal progetto Presidio “Saluzzo Migrante”, l’unico nel nord Italia attivato da Caritas Italiana, che monitora, accompagna e prende in carico i lavoratori stagionali offrendo loro servizi gratuiti di assistenza legale, sanitaria, amministrativa, ascolto e dignità anche grazie a decine di giovani volontari.

La parola passerà agli attori diretti del territorio con le testimonianze di un imprenditore agricolo e di un bracciante.

Alle ore 11:45 spazio ad una tavola rotonda moderata da Anna Cattaneo (responsabile comunicazione Saluzzo Migrante) alla quale sono stati invitati ad intervenire il Comune di Saluzzo, il Consorzio Monviso Solidale, i sindacati CGIL/FLai-CGIL, CISL/Fai-CISL, UIL, il Centro per l’Impiego, ConfCooperative, i rappresentanti delle parti datoriali Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

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Un’estate in Boutique

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Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

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Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non hanno trovato altre soluzioni al loro arrivo durante la stagione di raccolta nel Saluzzese.

I PUNTI DI FORZA

Una delle ricchezze del sistema di “Accoglienza Diffusa” è la circolarità delle persone: i posti letto, infatti, non sono sempre occupati dagli stessi braccianti, anche perché lavorano in momenti dell’anno diversi a seconda dei tipi di raccolta. Ne risulta che il numero di lavoratori ospitati a rotazione supera il numero di posti messi a disposizione dal sistema.

Molto più importanti sono altri effetti positivi generati dall’inserimento in queste strutture, come la creazione di un contesto più vicino al concetto di “casa”, con una maggiore intimità, autonomia e dignità del vivere, stimolando inoltre un rapporto di collaborazione tra gli ospiti nella gestione e pulizia degli spazi comuni. Soprattutto i siti necessitano ancora di miglioramenti: più servizi e punti cottura, soluzioni strutturali per il freddo autunnale.

Dal punto di vista logistico, specie a Costigliole e Verzuolo, i braccianti si trovano a risiedere molto più vicino al luogo di lavoro, risparmiando così molti chilometri in bicicletta per raggiungere i frutteti rispetto a quando partivano dal Foro Boario di Saluzzo. Un aspetto che incide anche sulla riduzione del rischio di incidenti mentre raggiungono il posto di lavoro. Infine, per gli operatori dell’ “Accoglienza Diffusa” si crea l’opportunità di conoscere meglio le persone ospitate, i loro bisogni, la loro situazione lavorativa, rendendo più efficaci e tempestivi gli interventi (di carattere amministrativo, sanitario …) sul singolo.

LE DIFFERENZE RISPETTO AI “CAMPUS” COLDIRETTI

I quattro siti dell’ “Accoglienza Diffusa” nei Comuni di Saluzzo, Lagnasco, Costigliole e Verzuolo presentano notevoli differenze tra loro: due sono luoghi di passaggio significativi perché sono “siti-case” (a Costigliole si tratta di un appartamento in centro messo a disposizione dal Comune e di un ex casello ferroviario, l’altra è l’ex Casa del Custode del Cimitero a Saluzzo). Queste strutture rappresentano, in alcuni casi, una condizione molto importante per consentire al bracciante di trovare una sistemazione autonoma e continuativa sul territorio attraverso l’affitto di un’abitazione privata.

La Casa del Cimitero è la struttura più ampia dei 4 siti e in alcuni momenti della stagione ospita oltre 40 persone: l’affollamento può generare tensioni per l’utilizzo degli spazi comuni; Inoltre una zona della “casa” non ha il riscaldamento e quindi è difficilmente utilizzata in autunno e inverno.

A Verzuolo e Lagnasco, invece, le strutture sono costituite da container collocati in due piazzali, come descritto nella prima parte della News. In tutti i casi si tratta di soluzioni abitative fortemente diverse dal PAS, il dormitorio allestito dal Comune di Saluzzo in un’ex caserma accanto al Foro Boario.

Quelle nei container seguono il modello dei “campus” della Coldiretti a Saluzzo (vicino allo stadio “Damiano”) e a Lagnasco dove Caritas, sindacati e il Consorzio Monviso Solidale non rientrano né nella gestione né nell’attività di supporto (in tutto contano 78 posti, di cui 48 a Saluzzo e 30 a Lagnasco).

Nei “campus” della Coldiretti il sistema d’ingresso del lavoratore è completamente diverso rispetto a quello previsto nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa”, infatti è totalmente in capo all’imprenditore agricolo. Ogni anno, in primavera, la Coldiretti invia una lettera alle aziende socie per invitarle a prenotare un posto nei “campus”, supportando le spese con un contributo giornaliero di 2.50€ (stessa cifra che viene chiesta come contributo volontario alle aziende dai sindaci dei 4 Comuni coinvolti nell’ “Accoglienza Diffusa”). La Coldiretti, a seconda delle prenotazioni ricevute dalle aziende, si fa carico di tutta la gestione del “campus”, contattando il bracciante che così può arrivare nel Saluzzese e trovare già un posto letto assegnato.

Sulle centinaia di aziende iscritte alla Coldiretti, però, solo una trentina seguono questa modalità. Il sistema crea condizioni migliori di accoglienza per i braccianti che lavorano presso le aziende che aderiscono, ma riguarda solo una minima parte dei braccianti che prima dormivano al PAS o all’aperto lungo il viale del Foro Boario. Spesso, infatti, sono i braccianti più fidelizzati a trovare un posto nei “campus” Coldiretti.

Questo sistema, se potenziato, sarebbe premiale perché consentirebbe di organizzare l’assegnazione di un posto letto prima dell’arrivo del bracciante sul territorio, evitando lunghe giornate in cui finiscono per accamparsi in città mentre cercano un posto letto al riparo.

I Campus della Coldiretti, inoltre, hanno un periodo di apertura che non sempre coincide con l’intero arco della stagione di raccolta: aprono a luglio e chiudono a fine ottobre. L’anno scorso, ad esempio, la nuova tipologia di mela invernale ha protratto oltre l’estate il periodo di impiego di numerosi lavoratori.

GLI EFFETTI DEL MODELLO “ACCOGLIENZA DIFFUSA”

Come testimoniano gli operatori della Caritas, con l’ingresso dei braccianti nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa” si può notare spesso un profondo cambiamento della persona. Chi, come succede alla maggior parte dei casi, prima ha dormito a terra oppure ha vissuto in un ghetto, dopo pochi mesi di lavoro e di vita in un luogo dignitoso, con un monitoraggio e un accompagnamento costante, inizia a parlare più facilmente della propria vita, si apre, vive finalmente una condizione diversa, anche se temporanea, di ri-avvicinamento a una “normalità” alla quale spesso non era più abituato. Una “normalità” che permette a questi lavoratori di ritrovare nuovi stimoli, spesso manifestati dalla volontà di intraprendere un percorso di studi, ottenere la patente di guida, dedicarsi alla ricerca di un’abitazione propria, solitamente da condividere con altri lavoratori per abbattere i costi di affitto e gestione.

Un aspetto molto positivo e interessante è che si tratta dell’unico modello che unisce pubblico (Consorzio Monviso Solidale e Comuni), privato sociale (Caritas e sindacati) e imprenditoria agricola. I sindaci, infatti, acquisiscono i dati di chi usufruisce di un posto letto nelle strutture nel loro Comune (ogni migrante firma un “patto di accoglienza” con regole e tutele per i gestori) e, a loro discrezione, possono poi contattare l’azienda presso cui lavora il migrante per chiedere un contributo alle spese per l’accoglienza. Lo scorso anno, ad esempio, a Lagnasco i contributi delle aziende hanno coperto (insieme ai fondi regionali ed al contributo giornaliero dei migranti) tutte le spese per le strutture. Il contributo dato dal lavoratore stagionale è anche un meccanismo per farlo diventare parte attiva del processo di integrazione abitativa.

CONSIDERAZIONI

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” presenta quindi caratteristiche positive come la replicabilità, la sostenibilità economica, la possibilità di essere rimodulato, un ruolo attivo del bracciante e un’integrazione tra pubblico, privato sociale e imprese agricole. Restano, tuttavia, alcune questioni aperte rispetto alle quali la Caritas di Saluzzo pone molta attenzione: il monitoraggio degli ingressi e della “regolarità” delle assunzioni per i migranti accolti, la necessità di un accompagnamento all’uscita al termine del contratto, la cura della relazione per incidere positivamente sulla convivenza tra persone che si trovano per la prima volta a dividere gli stessi spazi.

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” appare ad oggi l’unico in grado di generare un “sistema dell’accoglienza” quando non si attiva quello in azienda, unendo aspetti di presa in carico della persona nelle sue diverse esigenze e un positivo impatto anche sul fronte lavorativo (basti pensare alla minore fatica negli spostamenti per il lavoratore). Un sistema che offre la possibilità di un monitoraggio e accompagnamento  efficace soprattutto rispetto all’emersione di eventuali forme di sfruttamento lavorativo.

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