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lavoro Archivi - Saluzzo Migrante

Workshop al Critical Beer

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Domenica 8 settembre alle ore 14 presso Via Walter Fontan a Bussoleno

Saluzzo Migrante sarà presente al festival “Critical Beer” con un workshop per raccontare la realtà dei lavoratori stagionali in Piemonte, con tutte le problematiche che la loro situazione comporta a livello di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, legalità, trasporto e integrazione.

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

By News

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non hanno trovato altre soluzioni al loro arrivo durante la stagione di raccolta nel Saluzzese.

I PUNTI DI FORZA

Una delle ricchezze del sistema di “Accoglienza Diffusa” è la circolarità delle persone: i posti letto, infatti, non sono sempre occupati dagli stessi braccianti, anche perché lavorano in momenti dell’anno diversi a seconda dei tipi di raccolta. Ne risulta che il numero di lavoratori ospitati a rotazione supera il numero di posti messi a disposizione dal sistema.

Molto più importanti sono altri effetti positivi generati dall’inserimento in queste strutture, come la creazione di un contesto più vicino al concetto di “casa”, con una maggiore intimità, autonomia e dignità del vivere, stimolando inoltre un rapporto di collaborazione tra gli ospiti nella gestione e pulizia degli spazi comuni. Soprattutto i siti necessitano ancora di miglioramenti: più servizi e punti cottura, soluzioni strutturali per il freddo autunnale.

Dal punto di vista logistico, specie a Costigliole e Verzuolo, i braccianti si trovano a risiedere molto più vicino al luogo di lavoro, risparmiando così molti chilometri in bicicletta per raggiungere i frutteti rispetto a quando partivano dal Foro Boario di Saluzzo. Un aspetto che incide anche sulla riduzione del rischio di incidenti mentre raggiungono il posto di lavoro. Infine, per gli operatori dell’ “Accoglienza Diffusa” si crea l’opportunità di conoscere meglio le persone ospitate, i loro bisogni, la loro situazione lavorativa, rendendo più efficaci e tempestivi gli interventi (di carattere amministrativo, sanitario …) sul singolo.

LE DIFFERENZE RISPETTO AI “CAMPUS” COLDIRETTI

I quattro siti dell’ “Accoglienza Diffusa” nei Comuni di Saluzzo, Lagnasco, Costigliole e Verzuolo presentano notevoli differenze tra loro: due sono luoghi di passaggio significativi perché sono “siti-case” (a Costigliole si tratta di un appartamento in centro messo a disposizione dal Comune e di un ex casello ferroviario, l’altra è l’ex Casa del Custode del Cimitero a Saluzzo). Queste strutture rappresentano, in alcuni casi, una condizione molto importante per consentire al bracciante di trovare una sistemazione autonoma e continuativa sul territorio attraverso l’affitto di un’abitazione privata.

La Casa del Cimitero è la struttura più ampia dei 4 siti e in alcuni momenti della stagione ospita oltre 40 persone: l’affollamento può generare tensioni per l’utilizzo degli spazi comuni; Inoltre una zona della “casa” non ha il riscaldamento e quindi è difficilmente utilizzata in autunno e inverno.

A Verzuolo e Lagnasco, invece, le strutture sono costituite da container collocati in due piazzali, come descritto nella prima parte della News. In tutti i casi si tratta di soluzioni abitative fortemente diverse dal PAS, il dormitorio allestito dal Comune di Saluzzo in un’ex caserma accanto al Foro Boario.

Quelle nei container seguono il modello dei “campus” della Coldiretti a Saluzzo (vicino allo stadio “Damiano”) e a Lagnasco dove Caritas, sindacati e il Consorzio Monviso Solidale non rientrano né nella gestione né nell’attività di supporto (in tutto contano 78 posti, di cui 48 a Saluzzo e 30 a Lagnasco).

Nei “campus” della Coldiretti il sistema d’ingresso del lavoratore è completamente diverso rispetto a quello previsto nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa”, infatti è totalmente in capo all’imprenditore agricolo. Ogni anno, in primavera, la Coldiretti invia una lettera alle aziende socie per invitarle a prenotare un posto nei “campus”, supportando le spese con un contributo giornaliero di 2.50€ (stessa cifra che viene chiesta come contributo volontario alle aziende dai sindaci dei 4 Comuni coinvolti nell’ “Accoglienza Diffusa”). La Coldiretti, a seconda delle prenotazioni ricevute dalle aziende, si fa carico di tutta la gestione del “campus”, contattando il bracciante che così può arrivare nel Saluzzese e trovare già un posto letto assegnato.

Sulle centinaia di aziende iscritte alla Coldiretti, però, solo una trentina seguono questa modalità. Il sistema crea condizioni migliori di accoglienza per i braccianti che lavorano presso le aziende che aderiscono, ma riguarda solo una minima parte dei braccianti che prima dormivano al PAS o all’aperto lungo il viale del Foro Boario. Spesso, infatti, sono i braccianti più fidelizzati a trovare un posto nei “campus” Coldiretti.

Questo sistema, se potenziato, sarebbe premiale perché consentirebbe di organizzare l’assegnazione di un posto letto prima dell’arrivo del bracciante sul territorio, evitando lunghe giornate in cui finiscono per accamparsi in città mentre cercano un posto letto al riparo.

I Campus della Coldiretti, inoltre, hanno un periodo di apertura che non sempre coincide con l’intero arco della stagione di raccolta: aprono a luglio e chiudono a fine ottobre. L’anno scorso, ad esempio, la nuova tipologia di mela invernale ha protratto oltre l’estate il periodo di impiego di numerosi lavoratori.

GLI EFFETTI DEL MODELLO “ACCOGLIENZA DIFFUSA”

Come testimoniano gli operatori della Caritas, con l’ingresso dei braccianti nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa” si può notare spesso un profondo cambiamento della persona. Chi, come succede alla maggior parte dei casi, prima ha dormito a terra oppure ha vissuto in un ghetto, dopo pochi mesi di lavoro e di vita in un luogo dignitoso, con un monitoraggio e un accompagnamento costante, inizia a parlare più facilmente della propria vita, si apre, vive finalmente una condizione diversa, anche se temporanea, di ri-avvicinamento a una “normalità” alla quale spesso non era più abituato. Una “normalità” che permette a questi lavoratori di ritrovare nuovi stimoli, spesso manifestati dalla volontà di intraprendere un percorso di studi, ottenere la patente di guida, dedicarsi alla ricerca di un’abitazione propria, solitamente da condividere con altri lavoratori per abbattere i costi di affitto e gestione.

Un aspetto molto positivo e interessante è che si tratta dell’unico modello che unisce pubblico (Consorzio Monviso Solidale e Comuni), privato sociale (Caritas e sindacati) e imprenditoria agricola. I sindaci, infatti, acquisiscono i dati di chi usufruisce di un posto letto nelle strutture nel loro Comune (ogni migrante firma un “patto di accoglienza” con regole e tutele per i gestori) e, a loro discrezione, possono poi contattare l’azienda presso cui lavora il migrante per chiedere un contributo alle spese per l’accoglienza. Lo scorso anno, ad esempio, a Lagnasco i contributi delle aziende hanno coperto (insieme ai fondi regionali ed al contributo giornaliero dei migranti) tutte le spese per le strutture. Il contributo dato dal lavoratore stagionale è anche un meccanismo per farlo diventare parte attiva del processo di integrazione abitativa.

CONSIDERAZIONI

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” presenta quindi caratteristiche positive come la replicabilità, la sostenibilità economica, la possibilità di essere rimodulato, un ruolo attivo del bracciante e un’integrazione tra pubblico, privato sociale e imprese agricole. Restano, tuttavia, alcune questioni aperte rispetto alle quali la Caritas di Saluzzo pone molta attenzione: il monitoraggio degli ingressi e della “regolarità” delle assunzioni per i migranti accolti, la necessità di un accompagnamento all’uscita al termine del contratto, la cura della relazione per incidere positivamente sulla convivenza tra persone che si trovano per la prima volta a dividere gli stessi spazi.

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” appare ad oggi l’unico in grado di generare un “sistema dell’accoglienza” quando non si attiva quello in azienda, unendo aspetti di presa in carico della persona nelle sue diverse esigenze e un positivo impatto anche sul fronte lavorativo (basti pensare alla minore fatica negli spostamenti per il lavoratore). Un sistema che offre la possibilità di un monitoraggio e accompagnamento  efficace soprattutto rispetto all’emersione di eventuali forme di sfruttamento lavorativo.

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

Anche quest’anno sono state aperte le strutture del progetto “Accoglienza Diffusa”. Il progetto, che coinvolge i Comuni di Saluzzo, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Lagnasco, prevede la messa a disposizione di…
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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

By News

Anche quest’anno sono state aperte le strutture del progetto “Accoglienza Diffusa”. Il progetto, che coinvolge i Comuni di Saluzzo, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Lagnasco, prevede la messa a disposizione di strutture per offrire una soluzione abitativa temporanea ai braccianti che, non avendo trovato altre soluzioni, hanno un contratto di lavoro con un’azienda agricola con sede in uno dei 4 Comuni.

La gestione delle strutture quest’anno è in capo al Consorzio Monviso Solidale insieme ai Comuni coinvolti: i posti totali previsti per la stagione agricola 2019 sono 132.

I LUOGHI DELL’ACCOGLIENZA DIFFUSA

SALUZZO: la parte più consistente del progetto, in termini numerici, è l’ex-Casa del Custode del Cimitero con 23 posti dislocati su tre piani dell’abitazione, insieme ad altri 17 nella zona adiacente. Nel 2019 è stato realizzato un ampliamento della struttura, con bagni e docce che il Comune ha finanziato con i fondi della legge regionale Allemano del 2016. La cucina è esterna.

COSTIGLIOLE: qui il Comune ha messo a disposizione 8 posti in un alloggio in centro, vicino al Municipio. I fondi per i lavori di ristrutturazione sono sempre quelli previsti dalla legge regionale Allemano (promossa dall’ex sindaco di Saluzzo) che prevede un contributo di 25mila euro annui per i Comuni che attivano strutture per l’accoglienza abitativa degli stagionali, con l’obbligo che non siano utilizzate per più di 6 mesi all’anno. Altri 11-12 posti sono disponibili nell’ex casello ferroviario, “storica” struttura di accoglienza per i braccianti.

LAGNASCO: le strutture sono costituite da container forniti, ormai da 3 anni, dalla Cooperativa Lagnasco Group attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito con la Caritas di Saluzzo. Sono sistemati vicino alla sede della Lagnasco Group e al cimitero (in modo da rendere accessibili i collegamenti con le utenze come fognature, elettricità, acqua). Qui in totale sono disponibili 36-42 posti. I container non hanno riscaldamento e refrigeramento, hanno wc, docce e acqua potabile, oltre ad alcuni punti cottura realizzati sotto una struttura in ferro.

VERZUOLO: anche qui ci sono i container, sistemati vicino alla palestra comunale. I posti sono 30, uno dei container è utilizzato con spazio-cucina, all’esterno vi è un gazebo utilizzato cone refettorio. Sono presenti bagni e docce.

IL RUOLO DELLA CARITAS DI SALUZZO

Operatori e volontari si occupano (in accordo con il Consorzio Monviso Solidale) dei passaggi settimanali in ognuno dei quattro siti, incontrando i migranti, instaurando con loro un rapporto diretto, verificando i beni di prima necessità di cui hanno bisogno. Inoltre si occupano degli interventi in casi di malattia, ad esempio predisponendo il passaggio del bracciante dall’Accoglienza Diffusa a Casa Madre Teresa o invitandolo a presentarsi all’Ambulatorio Medico in Caritas.

Anche i Presidi mobili, realizzati settimanalmente, sono svolti per i lavoratori alloggiati nelle Accoglienze Diffuse: momenti di incontro, spesso la sera, per confrontarsi sulla giornata di lavoro, per offrire un piccolo quaderno per segnare le ore lavorate, per parlare del rinnovo dei contratti o dei documenti. 

La Caritas, inoltre, partecipa alle riunioni con il Consorzio Monviso Solidale, confrontandosi con gli operatori che monitorano le strutture dell’Accoglienza Diffusa ed occupandosi della sistemazione logistica (ad esempio delle pulizie). Infine la Caritas fornisce ad ogni persona che entra in una delle strutture dell’Accoglienza Diffusa un kit di ingress costituito da copri-materasso, coperta, cuscino, federa, lenzuolo, sapone, asciugamano, dentifricio e spazzolino.

CHI ENTRA NELL’ACCOGLIENZA DIFFUSA

Ad usufruire di queste strutture sono i lavoratori che fanno domanda presso il PAS o presso lo sportello Infopoint della Caritas, mostrando un contratto di lavoro di medio o lungo periodo cioè superiore al mese, stipulato da un’azienda che ha sede in uno dei 4 Comuni coinvolti e che non ha trovato accoglienza in altro modo, ad esempio in azienda. Questo sistema è dunque limitato perchè vincolato al Comune in cui si trova l’azienda che offre lavoro. Gli altri Comuni dell’area saluzzese, circa 20, non hanno aderito al progetto.

La domanda del braccianti per un posto letto nell’Accoglienza Diffusa viene recepita dal Consorzio Monviso Solidale che seleziona i migranti. Ogni anno le domande superano di gran lunga i posti disponibili (solo a Costigliole restano esclusi pochi lavoratori perché la maggior parte trova ospitalità “in cascina” cioè presso le aziende per cui lavora).

Il lavoratore che trova posto in una delle strutture dell’Accoglienza Diffusa contribuisce alle spese con 0,70 € al giorno e il Comune dove dimora invita, tramite contributo volontario, il suo datore di lavoro a un versamento di 2,5 € al giorno.

[20 Agosto 2019 – la seconda parte della news sarà pubblicata a breve]

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Saluzzo Migrante su Radio Radicale

By News

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese.

Nelle interviste ad Alessandro Armando e Virginia Sabbatini, il racconto delle attività svolte dal Presidio di Caritas Italiana a partire dal 2014 per supportare l’arrivo di questi uomini in cerca di lavoro con tutte le problematiche che la loro condizione comporta a livello alloggiativo, sanitario, amministrativo …

La stessa inchiesta è riportata in un articolo su Open Migration, sempre a cura di Daniela Sala: “La difficile situazione dei braccianti di Saluzzo”

Reportage da Saluzzo : parte 1     parte 2  

Qui l’intervista ad Alessandro Armando, responsabile del progetto Presidio Saluzzo Migrante

Qui l’intervista a Virginia Sabbatini, operatrice del progetto Presidio Saluzzo Migrante

Qui l’intervista a Mauro Calderoni, sindaco del Comune di Saluzzo

Qui l’intervista a Luisella Lamberti, responsabile immigrazione della CGIL Cuneo

Qui l’intervista a Piertomaso Bergesio, segreteria della CGIL Cuneo

Qui l’intervista a Walter Vassallo, Comitato Antirazzista

Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

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Agosto 19, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

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#Live2019_5 Le tende … nuovamente

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Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Anche il Presidio della Caritas per la lista pubblica di collocamento

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Come descritto nella “#Live2019_4 Storie di vita dentro un cv”, da quest’anno anche la Caritas di Saluzzo lavora per l’applicazione del “Protocollo sperimentale per la promozione del lavoro regolare in agricoltura, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale e dare soluzione ai problemi di trasporto dei lavoratori” promosso dalla Regione Piemonte nel marzo 2019.

La  Caritas di Saluzzo in particolare partecipa al Gruppo di lavoro Locale di Saluzzo attraverso i referenti del Presidio, in qualità di delegati dell’Arcidiocesi di Torino. Questo Gruppo di lavoro ha istituito un Tavolo Tecnico che  si occupa, oggi, della problematica di incontro tra domanda e offerta di lavoro in ambito agricolo: una delle questioni centrali della situazione migratoria saluzzese.

Al Tavolo, presieduto dal Centro per l’impiego di Saluzzo, si è avviata la sperimentazione di una lista pubblica di collocamento per i braccianti agricoli disponibili a lavorare, gestita in collaborazione con i sindacati (CGIL e CISL con le rispettive categorie FLAI e FAI) e le parti datoriali (Coldiretti e ConfAgricoltura) oltre ad un importate ruolo svolto dall’ente bilaterale EBAT FAVLA CUNEO.

In attesa che il sistema di trasmissione delle schede avvenga per via telematica, al momento la compilazione delle schede di domanda per la lista pubblica di collocamento, predisposte dal Centro per l’impiego, viene compilata manualmente da una serie di enti prestabiliti: le sedi del Centro per l’impiego di Saluzzo, l’Infopoint del progetto Presidio della Caritas, il Consorzio Monviso Solidale e dai sindacati che hanno sottoscritto il Protocollo di gestione del PAS per il 2019 presso la struttura stessa del PAS.

Questi soggetti devono trasmettere le schede compilate al Centro per l’impiego o all’ente bilaterale EBAT FAVLA CUNEO per l’elaborazione e l’inserimento dei dati nella lista pubblica. Il Centro per l’impiego può inviare ogni settimana la lista aggiornata dei lavoratori stagionali alle associazioni datoriali aderenti. Le stesse associazioni datoriali si impegnano a inviare i dati delle aziende agricole e dei lavoratori assunti al Centro per l’Impiego così da poter aggiornare le liste.

Anche le aziende sono invitate a compilare a loro volta, tramite le Associazioni datoriali, una scheda predisposta dal Centro per l’Impiego per individuare il numero di lavoratori di cui necessitano per le proprie attività. Anche queste schede vengono inviate all’ente bilaterale EBAT FAVLA CUNEO per l’elaborazione informatica dei dati. 

L’Ente Bilaterale, in cambio dell’adesione a questa nuova sperimentazione di collocamento della manodopera ha in previsione una premialità per le aziende agricole.

L’importanza del modello delle liste pubbliche di collocamento deriva dalla fondamentale necessità di organizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in modo regolare, andando ad intervenire sulla fase di reclutamento dei braccianti agricoli, evitando quindi che si alimenti un sistema di intermediazione illecita che vede ancora oggi, nel 2019, prevalere un reclutamento informale, con giovani braccia che in bicicletta percorrono strade di campagna, andando di azienda in azienda per trovare lavoro.

Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Agosto 24, 2019 in News

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Agosto 19, 2019 in News

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

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#Live2019_4 Storie di vita dentro un CV

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Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Agosto 13, 2019 in News

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Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

By News

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un loro dipendente di origine africana, ex-stagionale, sono stati raggiunti da un procedimento di custodia cautelare.

Il reato contestato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, descritto nell’art. 603 bis del codice penale che punisce sia chi recluta persone in stato di bisogno sia, dal 2016 grazie alle conquiste ottenute dalle lotte dei braccianti negli ultimi anni, gli imprenditori che hanno utilizzato il lavoro di quelle braccia.  A Saluzzo oggi sono state descritte dalle Forze dell’Ordine entrambe queste situazioni.

COME FUNZIONA QUESTO MECCANISMO

In Caritas riscontriamo quasi quotidianamente, dai racconti dei lavoratori migranti, come l’assenza di regole efficaci per il reclutamento della manodopera che aiutino le imprese a gestire in modo legale e ordinato la fase delle assunzioni, faccia sì che spesso queste finiscano per affidarsi ad un lavoratore fidelizzato, che conosce le necessità dell’azienda e le esigenze del lavoro agricolo.

A questa persona vengono così affidate notevoli responsabilità: reclutare altri braccianti, organizzare il lavoro e la squadra, identificare i lavoratori … Spesso l’imprenditore non conosce nemmeno il nome dei braccianti, né li sa riconoscere perciò si affida ad un lavoratore che faccia illecitamente da intermediario, dal momento che parla la lingua degli altri braccianti, conosce il contesto di provenienza e il luogo in cui vivono, la loro rete di riferimento.

Questo affidamento di responsabilità avviene in maniera del tutto informale, non vi è un riconoscimento differente di mansioni nella contrattualizzazione. Il lavoratore fidelizzato abita sul territorio da anni, è anch’egli un ex-stagionale che si è stabilizzato, conosce le dinamiche della raccolta, conosce gli uffici e gli sportelli del territorio. Spesso rappresenta un punto di riferimento per i lavoratori agricoli stagionali, per i quali i servizi sono scarsi e il disorientamento è enorme, pur essendo fondamentali per l’economia agricola del territorio.

Spesso vi è un forte rapporto di fiducia reciproca tra il datore di lavoro e i lavoratori storici: si mangia insieme, si conoscono i nomi dei famigliari, ci si racconta nella quotidianità del lavoro. La gestione di queste dinamiche è complessa e può facilmente portare ad abusi come quelli evidenziati dall’indagine. La procura ha infatti messo in luce situazioni con lavoratori sfruttati sottoposti a condizioni di lavoro indegne: mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di orario, retribuzione e contribuzione non corrispondente a quella prevista dalla contrattazione collettiva, metodi di sorveglianza e condizioni di alloggiamento degradanti.

UN FENOMENO PRESENTE ANCHE NEL SALUZZESE

Oggi il Procuratore di Cuneo in conferenza stampa ha parlato di un “fenomeno consolidalto nella zona” e di 19 lavoratori africani sfruttati e pagati meno di 5 euro l’ora. Oggi, come ogni mercoledì dell’anno, il Presidio della Caritas in corso Piemonte 59 sarà aperto per ascoltare le voci dei migranti del Saluzzese che di nuovo, con l’avvio della stagione, sono arrivati e stanno arrivando in cerca di lavoro nella raccolta.

Intervista La Stampa al Procuratore di Cuneo: “Caporalato, il procuratore di Cuneo: “Pagavano per lavorare, un fenomeno indegno e vergognoso”

In questo scenario, la Caritas di Saluzzo, attraverso il progetto Saluzzo Migrante, si impegna a continuare la partecipazione ai tavoli di lavoro locali e nazionali sul tema del lavoro bracciantile agricolo, ad assistere gli “ultimi” e costruire percorsi di legalità e dignità per lavoratori e imprese, con la volontà di ridurre le distanze e realizzare alternative sostenibili.

articolo La Stampa Cuneo – “Tre arresti per caporalato nel Saluzzese: migranti pagati meno di 5 euro all’ora”

video TargatoCN (fonte Polizia di Stato) – Operazione Momo: caporalato nel Saluzzese

articolo TargatoCN – “Caporalato nel Saluzzese: stagionali della frutta sottopagati e costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno”

articolo La Stampa – dichiarazioni di Caritas Saluzzo – Saluzzo Migrante, Cgil e Flai Cgil Cuneo, Comitato Antirazzista

[foto di archivio]

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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#Live2019_1 San Ferdinando

By Live blog

Saluzzo e San Ferdinando (Calabria): in questi giorni sono due parti d’Italia collegate dalle tante telefonate che ci arrivano da migranti che conosciamo da anni, testimoniando le difficoltà nel “ghetto” sgomberato mercoledì mattina (il 6 marzo).

Come Caritas Saluzzese crediamo che la politica degli sgomberi non sia utile ad affrontare le reali problematiche legate allo sfruttamento dei migranti in agricoltura, in situazioni dove i diritti dei lavoratori e quelli fondamentali garantiti dalla Costituzione vengono sistematicamente compromessi.

Il rifiuto da parte di molti migranti che vivono nella baraccopoli di trovare una migliore soluzione abitativa perché distante dai luoghi di lavoro e reclutamento della manodopera (fase non regolata in modo efficace e spesso gestita dai caporali) dimostra lo stretto legame tra le opportunità di lavoro e la necessità per questi braccianti di vivere nel territorio.

A Saluzzo, in queste settimane vediamo e incontriamo migranti che, pur assunti da mesi dalle aziende del territorio, ad oggi (marzo) non hanno una soluzione abitativa. L’impossibilità di trovare un alloggio è legata spesso alle forme di contratto e alle preoccupazioni di affittuari e agenzie immobiliari.

Pur sapendo che circa il 60% dei migranti che vivevano nella baraccopoli di San Ferdinando sarà trasferito in centri di accoglienza straordinari e in nuove strutture in un campo allestito di recente, rimane la nostra convinzione che gli sgomberi non siano la risposta corretta all’emarginazione sociale vissuta da centinaia di uomini che fanno parte della forza lavoro di questo Paese.

Per questo motivo, come Caritas Saluzzese continua il nostro impegno per garantire il rispetto dei diritti di queste persone (al lavoro, alla salute, all’abitare) attraverso l’attività dell’Infopoint,  degli sportelli (assistenza sanitaria, legale, amministrativa …) e l’accoglienza diffusa. Un’azione di supporto che in questi anni si è modificata, dato l’aumento di lavoratori che da stagionali decidono di restare sul territorio, avviando progetti di radicamento per sé e la propria famiglia. 

Le posizioni istituzionali su San Ferdinando – articolo Corriere della Calabria

L’appello di migranti e movimenti contro lo sgombero – articolo blog Hurriya

La posizione della Caritas diocesana di Oppido mamertina-Palmi – articolo Agensir

La cronaca dello sgombero e le testimonianze – articolo Avvenire

[continua]

(foto di archivio)

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 13, 2019 in News

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Giornata dei volontari

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Chi sono i migranti a Saluzzo e cos’è il progetto Saluzzo Migrante?

Sabato 17 giugno dalle 14.45 alle 20.45, lo staff di Saluzzo Migrante organizza il primo incontro aperto alle persone interessate a fare del volontariato, in questo progetto, sul territorio saluzzese.

Segui l’evento su Facebook: Giornata dei Volontari

Il pomeriggio si suddivide in 4 parti: durante la prima parte ci sarà un laboratorio di serigrafia a cura di Valeria Cardetti per imparare e provare la stampa serigrafica su magliette e  il laboratorio partecipato “Interagire e Costruire” per condividere gli strumenti di volontariato nel progetto Saluzzo Migrante; nella seconda parte si presenta il progetto Saluzzo Migrante e si discute sul tema dei migranti stagionali nel saluzzese; infine un apericena con tavole tematiche per conoscerci e scambiare idee e opinioni.

Vi aspettiamo “al Pozzo”, presso la Caritas in corso Piemonte 63 a Saluzzo (CN).

Per ulteriori informazioni e per offrire la vostra disponibilità come volontari scrivete a camposolidale@gmail.com

Per conoscerci meglio visita la nostra pagina Facebook: Saluzzo Migrante – progetto di Caritas Saluzzo

 

Volantino17giugnoVolontari