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frutta Archivi - Saluzzo Migrante

Nuova stagione: appello ai volontari

By News, Volontari

Una nuova stagione di raccolta della frutta inizia nel Saluzzese e la Caritas diocesana torna a lanciare una richiesta di supporto nella gestione dei servizi di accoglienza a favore dei  migranti stagionali.

Cerchiamo volontari e volontarie maggiorenni che ci diano una mano nel momento dei pasti nella Mensa di Casa Bona in corso Piemonte 63, per il servizio docce, per la distribuzione di generi di prima necessità attraverso la “Boutique du monde”, per la riparazione delle biciclette nella “Ciclofficina”. 

Se vuoi dedicare un po’ di tempo a questo impegno di solidarietà e di fratellanza può scrivere a

caritas@diocesisaluzzo.it

o telefonare al Direttore Carlo Rubiolo (cell. 333 6504439)  oppure ai numeri del Presidio Saluzzo Migrante (cell. 380 6910580 – cell. 334 1197296)

Il racconto dei medici volontari

By News

L’attività dell’Ambulatorio Medico per i lavoratori stagionali non sarebbe possibile senza il contributo in termini di tempo e competenze dei volontari, nel 2021 una quindicina tra medici e infermieri, che prestano gratuitamente la loro opera. L’Ambulatorio oggi è coordinato dalla dottoressa Tiziana Bertero, medico torinese con un’esperienza trentennale al Mauriziano in ematologia e immunologia, con la collaborazione del  dottor Paolo Allemano, medico ospedaliero in pensione,  ex consigliere regionale ed ex sindaco di Rifreddo e Saluzzo, dal 2020 volontaria in Caritas. La parte infermieristica, comprensiva del delicato aspetto della manutenzione dell’ambulatorio e del prontuario farmaceutico,  è coordinata dall’ex infermiera saluzzese Rinalda Lingua.

Leggi qui i dati sull’attività nel 2021

«Qui c’è uno scollamento rispetto al nostro modo di fare il medico – mette in evidenza il dottor Allemano –. Nel nostro lavoro sulla popolazione residente insistiamo molto sulla prevenzione; con i migranti, molti dei quali non hanno casa o servizi igienici, prevale l’aspetto della cura e dell’ascolto. La consegna di un farmaco, anche banale, acquista un particolare significato. Si fidano molto di noi e sono molto propensi a portare tutti i loro problemi, anche aspetti non direttamente legati al lavoro. Sui vaccini, ad esempio, abbiamo incontrato in loro meno resistenze che nella popolazione locale. Si fidano molto del ruolo dei medici e della medicina».

Una fiducia che si crea soprattutto grazie al dialogo, alla discrezione e alla professionalità dei volontari dell’Ambulatorio che, secondo i curanti Bertero e Allemano, qui possono fare «un’esperienza umanamente molto ricca. I pazienti che visitiamo sono persone aperte, che si fidano, arrivano con le infradito e con giacche improbabili e se ne vanno col sorriso perché li hai ascoltati e curati».

 «Vorremmo trovare forze nuove – dicono di due volontari – e spiegare ai medici giovani che oggi parlare di salute dei migranti è anche un’opportunità per capire, ad esempio, i condizionamenti culturali e superare i pregiudizi. Per queste persone, ad esempio, la visione del corpo è unitaria, mentre il nostro approccio compartimentale spesso è limitativo. Rimane poi sempre l’imbarazzo di congedare qualcuno con malattia delle vie aeree da raffreddamento che dorme su un viale: questo è un vulnus intollerabile, anche se negli anni si è ridotto grazie a strutture come Casa Madre Teresa, un importante filtro per i casi più vulnerabili. La porta sfondata dell’accoglienza in cascina ha per fortuna ridotto questi casi, eppure, alla domanda su dove dormono, la risposta “fuori” fa calare su di noi una grande angoscia … forse più su di noi visto che per loro ormai fa parte di un modus vivendi».

«Il nostro impegno è quello di capire anche cosa c’è dietro il sintomo – continua Tiziana Bertero – , riuscire ad essere accoglienti, dare attenzione alla persona. A volte far capire ai pazienti che hanno una patologia grave è umanamente difficile. Una cosa che mi angoscia molto è vedere passare tutte queste persone giovani, che al momento sembra non possano arrivare ad un’integrazione e continuano a reiterare un percorso di spostamento da una regione all’altra, con rassegnazione … Lo trovo molto triste e preoccupante: non diventano stanziali, non imparano l’italiano, non trovano un altro lavoro …».

 Per entrambi i volontari è infine importante sciogliere eventuali pregiudizi e stereotipi nei confronti di questi lavoratori migranti: «Deve essere chiaro e noto che non ci sono patologie che arrivano con loro, non sono portatori di malattie tropicali e né del viaggiatore, sono in Italia da anni. Al di là di pochi casi gravi e ad alta complessità – evidenzia il dottor Allemano -, le altre patologie che presentano sono problemi di tutti giorni, acuìti dalla povertà e dal disagio costante in cui vivono, che le rendono purtroppo più frequenti. Se arrivano qui e da 10 anni non vedono un igienista dentale, è logico che una carie diventa ascesso e stanno male”.

Ambulatorio: l’attività nel 2021

By News

Nel 2021 l’Ambulatorio, grazie ad una quindicina di volontari, ha portato avanti un’importante azione di prevenzione e sensibilizzazione sul Covid, oltre a quella “di routine” fatta di visite e prescrizioni di esami o accertamenti specialistici, dando ricette per farmaci che i braccianti possono acquistare in farmacia quando non vengono erogati direttamente dall’Ambulatorio grazie ai fondi della Caritas derivanti dall’8×1000 o dalle donazioni del Banco Farmaceutico.

Leggi qui la testimonianza dei medici volontari

Durante lo scorso anno l’ambulatorio Medico Stagionali è stato aperto per 51 giornate e nei mesi più intensi della raccolta, da luglio a settembre, ha garantito assistenza sanitaria per due volte alla settimana, dalle ore 18 in avanti per adattarsi agli orari di chi lavorano nei frutteti. 227 sono state le persone visitate dal presidio sanitario (migranti, per lo più uomini, di origine sub-sahariana, provenienti da 29 Stati diversi della costa centro-ovest dell’Africa come Mali, Senegal, Nigeria, Burkina Faso…).

Dal 2020 l’Ambulatorio ha operato in stretta sinergia con gli operatori del progetto SIPLA (équipe di cinque incaricati dalla Fondazione San Martino e due tirocinanti Caritas, coordinati da Virginia Sabbatini) che ha provveduto a effettuare il triage anti Covid con il rilevamento della temperatura,  l’igienizzazione delle mani ed ha promosso la campagna vaccinale tra i lavoratori agricoli non residenti  o sprovvisti di tessera sanitaria, accompagnando quelli più vulnerabili alle giornate di somministrazione. Proprio sul fronte del contrasto alla pandemia, gli operatori SIPLA, insieme ai volontari dell’Ambulatorio hanno portato avanti anche un’azione informativa, creando volantini in lingua e un video di spiegazione sulle vaccinazioni per invitare alla prevenzione.

LA PREVENZIONE DEL COVID

«Sul fronte Covid – spiega la dottoressa Tiziana Bertero – nel 2021 ci siamo adoperati molto per capire come realizzare i tamponi come i residenti in Piemonte. Alla fine, grazie al coraggio di alcuni volontari che avevano già manualità nel farli (mentre altri hanno imparato) abbiamo iniziato a farli chiedendo all’Asl Cn1 di avere in dotazione il materiale (tamponi rapidi, camici…). Ne abbiamo fatti una cinquantina di cui tutti con risultati negativi. Questo intervento è stato motivato da sintomi sospetti o dalla necessità di alcuni di avere una certificazione per motivi di lavoro o perché dovevano essere ospitati nel dormitorio di Casa Madre Teresa, per evitare un contagio collettivo».

 Sottolinea il dottor Paolo Allemano: «Mentre il 2020 è stato un anno vissuto come pericoloso, con l’angoscia di avere a che fare con eventuali positivi che non potevano isolarsi perché privi di un domicilio (immaginate cosa significa dire ad un ragazzo che ha bisogno di lavorare che deve andare in ospedale … è drammatico), quest’anno la nostra attività si è trasformata più in un’operazione di educazione sanitaria. Abbiamo fatto molta formazione e sensibilizzazione, convincimento rispetto alla vaccinazione, triage..».

 Sul fronte delle vaccinazioni, la collaborazione con l’ASL CN1 ha visto i medici volontari consigliare soprattutto il Johnson, a luglio 2021 ritenuto attivo con una monodose e più semplice da gestire per chi, come questi lavoratori, si sposta in tutta Italia. «Noi ne abbiamo accompagnati 178 all’hub vaccinale di Lagnasco e Saluzzo – indica la dottoressa Bertero – mentre il numero totale dei migranti vaccinati all’hub vaccinale di Saluzzo sale a 900 (cifra che include anche le persone inviate dall’ASL Cn1, dalle aziende e da altri progetti attivi sul territorio). Ci siamo organizzati per farli venire in ambulatorio a raccogliere la storia clinica e compilare insieme i moduli, prima della vaccinazione visti i tempi strettissimi per i medici vaccinatori dell’hub e date le difficoltà linguistiche con alcune persone. Abbiamo dato a tutti del paracetamolo per gestire eventuali sintomi post vaccino e lasciato i nostri recapiti per cercare subito un medico in caso di sintomi gravi».

Scarica il volantino sulla prevenzione del Covid

 LE PATOLOGIE RISCONTRATE

Tra i malesseri, se non addirittura le malattie, riscontrate con più frequenza tra i braccianti agricoli che hanno beneficiato dell’attività dell’Ambulatorio sostenuto dal progetto SIPLA, vi sono quelle odontoiatriche (il classico mal di denti), aspetto che ha spinto la Caritas diocesana ad inaugurare nell’ottobre dello scorso anno un nuovo Ambulatorio dedicato nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino. Anche qui le prestazioni sono erogate gratuitamente grazie ad odontoiatri e odontotecnici volontari.

Oltre a patologie minori come allergie, mal di stomaco, piccoli traumi… di cui soffre la maggioranza delle persone prese in carico dall’Ambulatorio Medico lo scorso anno, una piccola parte si presenta con problematiche decisamente serie, ad esempio di tipo neurologico o ematologico.

«Malattie importanti – spiega il dottor Allemano – che purtroppo prendono una piega inquietante perché questi ragazzi dovrebbero stare a riposo, essere curati, invece devono continuare a lavorare, sperando che nessuno si accorga della loro patologia, dato che il lavoro è fondamentale per loro». Non mancano poi i disturbi legati al disagio delle condizioni di vita dei braccianti come le numerose patologie dermatologiche riscontrate dai medici volontari: infezioni, verruche, perfino ipotermia dovuti al fatto che, ad esempio, non hanno scarpe e calze adatte o che vivono all’aperto in mancanza di un posto letto.

Cerchiamo medici volontari

By News

L’Ambulatorio Medico per i braccianti stagionali della Caritas di Saluzzo cerca volontari. Medici, infermieri, ma anche studenti delle stesse facoltà che vogliano prestare tempo e competenze in aiuto di chi, in quanto non residente sul territorio, non ha accesso alle cure del medico di base e dovrebbe pagare la visita occasionale. Si cercano sanitari in pensione o universitari che abbiamo disponibilità un pomeriggio a settimana per visite e prescrizioni. Gli interessati possono contattare il Presidio della Caritas all’indirizzo salutemigrante@saluzzomigrante.it.

COME OPERA L’AMBULATORIO

Nato nel 2014 grazie alla convenzione tra la Fondazione San Martino onlus e l’ASL CN1, l’Ambulatorio oggi ha sede in corso Piemonte 63, in un locale messo a disposizione della Caritas all’interno della Casa di Prima Accoglienza “Monsignor Bona”. Le prestazioni erogate sono tutte volontarie, mentre per le visite specialistiche e gli esami i braccianti pagano il ticket come tutti i cittadini. Questo servizio rientra fra le azioni del progetto “SIPLA – Sistema Integrato di Protezione dei Lavoratori in Agricoltura” che la Fondazione San Martino e la Caritas diocesana hanno avviato nel dicembre 2020, accogliendo la proposta di attivare nel Saluzzese uno dei punti di un progetto nazionale sostenuto da fondi europei FAMI (Fondo Asilo Migrazione Integrazione) capofilato dal Consorzio Communitas e Arci nazionale (www.retesipla.it).

Un’attività fondamentale, secondo Caritas e San Martino, per dare un accesso alle cure che sia dignitoso, come per tutti i residenti, con una facilitazione in più riguardante l’orario di accesso, visti gli orari di lavoro prolungati di chi raccoglie la frutta.

L’attività dell’Ambulatorio Medico per i lavoratori stagionali non sarebbe possibile senza il contributo in termini di tempo e competenze dei volontari, nel 2021 una quindicina tra medici e infermieri, che prestano gratuitamente la loro opera. L’Ambulatorio oggi è coordinato dalla dottoressa Tiziana Bertero, medico torinese con un’esperienza trentennale al Mauriziano in ematologia e immunologia, con la collaborazione del  dottor Paolo Allemano, medico ospedaliero in pensione,  ex consigliere regionale ed ex sindaco di Rifreddo e Saluzzo, dal 2020 volontaria in Caritas. La parte infermieristica, comprensiva del delicato aspetto della manutenzione dell’ambulatorio e del prontuario farmaceutico,  è coordinata dall’ex infermiera saluzzese Rinalda Lingua.

Leggi qui i dati sull’attività nel 2021

Leggi qui la testimonianza dei medici volontari 

Da stagionali ad apicoltori con Bee My Job

By New, News

Quest’anno per la prima volta la Caritas di Saluzzo partecipa tramite il progetto Presidio Saluzzo Migrante al progetto dell’Associazione Cambalache di Alessandria “Bee my job Academy”.

L’iniziativa, rivolta a richiedenti e titolari di protezione internazionale, vuole fornire strumenti efficaci e concreti per l’inserimento lavorativo in ambiti diversi dall’agricoltura stagionale, in particolare quello apistico. La selezione, iniziata a fine 2020,  è stata condotta dall’Associazione Cambalache, in collaborazione con gli operatori del Presidio Saluzzo Migrante (per il Nord Italia) e la onlus MEDU – Medici per i diritti umani (per il Centro-Sud) tenendo conto delle esigenze e delle aspettative sia delle aziende sia dei beneficiari, oltre agli aspetti legati alla logistica e allo status dei candidati.

Dopo le lezioni teoriche online durante il mese di marzo, i tre beneficiari individuati da Saluzzo Migrante tra i suoi utenti avrebbero dovuto seguire un seminario pratico nella sede alessandrina dell’Associazione Cambalanche, cosa che non è stata possibile a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia.

I tre giovani migranti coinvolti, due dei quali accolti in Casa Madre Teresa, hanno quindi intrapreso un primo avviamento al lavoro apistico grazie alla collaborazione di un volontario di Saluzzo Migrante e apicoltore, Matteo Mana, 35enne di Manta. Matteo ha ospitato gli “studenti” di “Bee My Job Academy” nel suo apiario, riferendo il loro grande entusiasmo verso questo mondo e il loro desiderio di riscatto attraverso l’apprendimento di un nuovo mestiere. Nessuno sembrava impaurito dalle api che, al contrario, hanno riferito essere decisamente più mansuete di quelle africane!

Ha avuto così inizio una nuova esperienza per M. 25enne originario del Gambia, M. e I., entrambi maliani di 27 e 29 anni, quest’ultimo con alle spalle un’esperienza da apicoltore nel suo Paese d’origine, aspetto che lo ha fortemente motivato ad approfondire le sue conoscenze per un futuro lavoro nel settore. Due di questi ragazzi hanno vulnerabilità psicologiche e la prima volta in cui gli operatori di Saluzzo Migrante li hanno incontrati erano senza dimora.

Nonostante le difficoltà dovute agli acuti della loro malattia, l’accoglienza in Casa Madre Teresa si è rivelata fondamentale per intraprendere un percorso di cura che ha consentito di affrontare la loro problematica in un luogo sicuro, nel quale sono stati accolti e accettati. M., inoltre, dopo un anno di accompagnamento, grazie a Saluzzo Migrante e al supporto della clinica legale gratuita dell’IUC (International University College) ha visto riconosciuto il suo status di rifugiato. Il percorso con “Bee My Job Academy” si è rivelato utilissimo per restituire loro un nuovo orizzonte di vita. Due sono stati accompagnati dai nostri operatori ad Acqui Terme ad incontrare l’azienda apistica per iniziare il tirocinio. Purtroppo al momento l’attivazione è stata solo per uno di loro per via delle problematiche derivanti dalle procedure sulle attese dei rinnovi dei permessi di soggiorno e l’assenza di ricevute che abbiano valore legale tra un rinnovo e l’altro. Non è certo come proseguirà il cammino di questi ragazzi, ma è evidente l’importanza di questo primo passo verso una maggiore autonomia e un equilibrio di vita.

Grazie al progetto “Bee My Job Academy” l’inserimento in azienda è facilitato grazie ai fondi della Compagnia di San Paolo che hanno permesso all’Associazione Cambalache di coprire per le aziende apistiche aderenti il 50% degli indennizzi di tirocinio, a fronte di un’attivazione minima di 4 mesi, garantire la copertura dei costi per le pratiche di attivazione dei tirocini, dare una consulenza sulla normativa sul lavoro per l’impiego di soggetti vulnerabili, offrire un tutoraggio educativo e interventi di mediazione linguistica e culturale durante tutto il percorso. Per quel che riguarda invece la ricerca dell’alloggio da parte dei beneficiari, il progetto offre loro supporto logistico e, se necessario, può arrivare a erogare un contributo economico per affittare un alloggio vicino alla sede aziendale durante il periodo di tirocinio.

La Caritas di Saluzzo e gli operatori di Saluzzo Migrante ripongono grandi aspettative in questo progetto di apicoltura sociale, riconosciuto a livello internazionale come buona pratica di inclusione, grazie alla collaborazione a partire dal 2018 con l’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. La speranza è quella che, attraverso una formazione qualificata, un accompagnamento professionale di operatori sociali e strumenti concreti come l’inserimento lavorativo in tirocinio, i tre giovani africani coinvolti possano uscire dalle condizioni di disagio e marginalità in cui vivevano.

Cerchiamo personale medico volontario

By New, News

Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” si prepara a riattivare la collaborazione con l’Ambulatorio Medico Stagionali per garantire ai braccianti un adeguato accesso alle cure.

Dal 2014, infatti, la Caritas di Saluzzo, grazie ad una convenzione tra l’ASL CN1 e la Fondazione San Martino, attiva un Ambulatorio Medico che offre gratuitamente visite di base ai lavoratori stagionali nello spazio della Casa di Prima Accoglienza Mons. Bona in corso Piemonte 63.

Da maggio a dicembre questo Ambulatorio diventa fondamentale per i braccianti che lavorano come stagionali: grazie all’attività volontaria di medici e assistenti sanitari che mettono gratuitamente a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo, grazie alla disponibilità dell’Asl CN1, negli anni questo Ambulatorio è riuscito a garantire un’adeguata e pronta cura a centinaia di persone che, seppur presenti in Italia da anni, non avevano mai avuto accesso alle visite necessarie.

Sono diverse le difficoltà ad accedere al servizio sanitario per le persone straniere non residenti nel Saluzzese che arrivano nel nostro territorio ogni anno per lavorare come stagionali.

Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” cerca medici, infermieri e studenti di medicina o scienze infermieristiche che vogliano diventare volontari del servizio fornito dall’Ambulatorio Medico Stagionali e dallo sportello di assistenza sanitaria.

L’Ambulatorio diventa ogni anno un presidio fondamentale per garantire la salute di queste persone, tanto più in questo anno di pandemia, dove alla tutela della loro salute si aggiunge quella della collettività.

Per candidarsi si richiede di inviare una mail all’indirizzo salutemigrante@gmail.com all’attenzione della referente, la dott.ssa Tiziana Bertero.

#Live2020_8 Dopo il nubifragio

By Live blog, New
Tetti scoperchiati, frutteti devastati, alberi abbattuti: mercoledì 12 agosto, dopo ore di temporali, vento e grandine il Saluzzese fa i conti con i danni a case, strade, economia locale.
Il giorno dopo sui giornali però non abbiamo trovato accenno a quelle persone che, anche sotto il nubifragio, sfrecciavano in bicicletta lungo le strade inondate dove il fango si mescolava alla frutta abbattuta.
Siamo partiti quello stesso mercoledì sera per un Presidio Mobile e ritornati il giorno successivo, al mattino, là dove i braccianti in cerca di lavoro dormono all’aperto.
Nell’insediamento nato a Lagnasco, accanto al cimitero, nella serata di mercoledì abbiamo nuovamente portato coperte che il giorno dopo abbiamo trovato stese ad asciugare e teli anti-pioggia. I secchi erano ancora pieni dell’acqua che i braccianti hanno tentato di levare dalle pozze create sotto le baracche auto-costruite. I cartoni fradici erano ammassati all’ingresso lungo le reti, le scarpe ricoperte di fango erano ordinate ai piedi di ogni giaciglio improvvisato.
Abbiamo raccolto la rabbia e frustrazione di chi, ci ha raccontato, é in Italia da anni e si ritrova a vivere in questa condizione. Molti sono braccianti “storici”, che ci hanno detto di avere già un contatto con un datore con cui hanno lavorato negli anni precedenti, da cui aspettano una chiamata o che sanno già li assumerà più avanti.
A pochi metri i container dell’Accoglienza Diffusa dove ha trovato un tetto chi ha un contratto o lo sta per firmare. Il vento e la grandine hanno danneggiato alcuni vetri delle strutture, un pezzo del muro che divide i container é crollato.
Poche ore di nubifragio sono bastate a rendere ancora più difficile la condizione dei braccianti, che risentirà anche dei danni provocati ai frutteti, alla produzione e, di conseguenza, dei condizionamenti sulla richiesta di manodopera.

[continua]

Maggio 13, 2022 in News, Volontari

Nuova stagione: appello ai volontari

Una nuova stagione di raccolta della frutta inizia nel Saluzzese e la Caritas diocesana torna a lanciare una richiesta di supporto nella gestione dei servizi di accoglienza a favore dei …
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Maggio 4, 2022 in News

Cerchiamo 2 tirocinanti

La Caritas diocesana di Saluzzo cerca 2 tirocinanti (ambo sessi, tra i 20 e i 30 anni) per un’esperienza di formazione e inserimento nell’ambito delle attività di contrasto alle condizioni…
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Aprile 11, 2022 in News

Processo Momo: commento alla sentenza

La Caritas Diocesana di Saluzzo, prima con il progetto Presidio di Caritas Italiana poi insieme alla Fondazione San Martino con il progetto SIPLA Centro Nord di Consorzio Communitas e Arci,…
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Marzo 22, 2022 in News

Comuntà è casa con il progetto Ubuntu

A partire dal mese di giugno del 2021 (fino a novembre del 2022)  la Caritas di Saluzzo ha dato il via alle azioni operative del progetto "Ubuntu" promosso dal Comune…
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#Live2020_7 Mantenere legami

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Ricaricare il cellulare è un gesto per molti quasi automatico: la sera, ad esempio prima di dormire, inseriamo la spina nella presa della corrente e colleghiamo il cavo al cellulare. Ricaricarci (dormendo) e ricaricare (il cellulare) sono diventate azioni quotidiane, quasi scontate per chi una casa ce l’ha.
In estate, a partire dall’inizio della stagione di raccolta, il nostro Presidio inizia a incontrare centinaia di braccianti che arrivano a Saluzzo da altre regioni italiane alla ricerca di un lavoro.
Sono spesso giovani accomunati dall’investimento che la famiglia ha fatto su di loro per cercare un modo di sostenersi fuori dal continente, investendoli della necessità di mantenere una famiglia spesso allargata (per tradizione culturale) a decine di altri parenti.
Per loro, quindi, il cellulare è simbolo di un ponte, l’ultimo collegamento sicuro con una vita che, per quanto difficile, era fatta di persone care.
Per cercare di mantenere questi legami, il nostro Presidio offre la possibilità di ricaricare il cellulare negli orari dei servizi.
Mentre attendono in coda per l’Infopoint o prima di fare una doccia, i ragazzi lasciano a noi il loro telefono che viene contrassegnato da un’etichetta in modo da essere riconosciuto al momento della consegna.
In questi momenti molti iniziano a raccontarsi, come B. che con le mani coperte di cicatrici stringe il telefono. Quando gli chiediamo come si è fatto quei graffi, ci racconta che se li è fatti sradicando a mano i mandarini durante la raccolta a Rosarno, mentre qui a Saluzzo ci dice con sollievo che almeno gli danno degli attrezzi per raccogliere i mirtilli e non deve farlo a mano. Oppure c’è O., un ragazzo maliano dai modi tranquilli che assieme al cellulare ci chiede di poter caricare anche il rasoio per farsi la barba e tagliarsi i capelli.
Man mano che le ore passano, i nostri volontari scollegano e ricollegano almeno una cinquantina di telefoni che ogni tanto vibrano, suonano, gli schermi si illuminano e sullo sfondo appaiono foto di parenti o amici distanti. Una distanza, Italia – Africa, che una semplice chiamata può coprire.

[continua]

Maggio 13, 2022 in News, Volontari

Nuova stagione: appello ai volontari

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Maggio 4, 2022 in News

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#Live2020_6 Custodire speranze

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In queste prime settimane di agosto, dopo la nostra richiesta, abbiamo ricevuto decine di mail e messaggi sui social da parte di persone che dal resto della provincia, della regione e d’Italia desideravano aiutarci donando borse e zaini.            

I primi zaini hanno iniziato ad arrivare da zone vicine a Saluzzo e da altre città italiane: rispolverati dagli armadi o ordinati apposta, a mano a mano che le settimane sono diventate più calde, si sono fatti spazio nel magazzino del Pozzo pronti per essere distribuiti ai braccianti che ogni settimana (circa 150) arrivano nel cortile della nostra Caritas per fare una doccia, chiedere vestiti, scarpe o, appunto, uno zaino.

Borsa, valigia, zainetto … hanno un’importanza fondamentale per i braccianti senza dimora. Contengono gli averi di una vita fatta di spostamenti, precarietà e marginalità. Uno zaino diventa la casa che puoi portare con te e la contiene proprio come se fosse un pezzo di sé che si cerca di difendere da tutto, anche da chi vorrebbe rubartela, perché la sopravvivenza è anche questo. Come nel caso di S. che è arrivato alla nostra “Boutique du monde” (dove distribuiamo zaini, vestiti e scarpe) cercando una busta di nylon per poter riparare la sua valigia dalla pioggia.

Oppure M. che, come altre centinaia, da inizio giugno bivacca all’aperto insieme ad un piccolo gruppo di connazionali a Saluzzo, vicino ad un supermarket, arrotolandosi in una coperta per cercare di scacciare l’insistenza delle luci al neon dell’insegna dove un volantino reclama un kg di pesche a pochi centesimi, quelle stesse pesche che spera di raccogliere con un contratto, anche solo di qualche giorno, di qualche settimana. Per chi come M. sta dormendo all’aperto, nelle notti che alternano tempeste di pioggia e zanzare, il problema di dove custodire e come trasportare in giro le proprie cose mentre si va in bicicletta a cercare lavoro è fondamentale.

Molti dei braccianti che abbiamo incontrato la notte, quando con il Doblò usciamo per i Presidi mobili, dopo il lungo viaggio che li ha portati anche molto tempo prima in Italia (dal Mali, Senegal, Gambia, Costa d’Avorio, Guinea, Ghana e Burkina Faso) sono costretti a dormire nascosti nei parchi, nei sottopassi o nei parcheggi in periferia, a Saluzzo come in altri piccoli Comuni attorno. Costretti a cercare, giorno dopo giorno, giacigli di fortuna dove passare la notte e lasciare i propri bagagli, magari incustoditi durante il giorno.

Spesso alcuni braccianti, quando arrivano al nostro sportello Infopoint in corso Piemonte, raccontano di essere rientrati da una giornata di lavoro nei frutteti oppure alla ricerca di un ingaggio e di non aver più ritrovato i loro bagagli (perdendo così documenti, vestiti, ricordi…). Dopo lo sgombero del parco di Villa Aliberti a luglio, molti ci hanno raccontato che le loro valigie erano state spostate nei magazzini comunali, ma non erano riusciti a recuperarle.  Una situazione che ha generato parecchi disagi e difficoltà.

Per questo motivo, come già accadeva gli anni scorsi, in accordo con il Comune e la Polizia Municipale abbiamo iniziato a raccogliere i bagagli e gli effetti personali dei braccianti per riporli in un deposito della nostra Caritas che possono raggiungere facilmente e in sicurezza, senza il rischio di dover attendere troppo tempo o creare assembramenti.

Su ogni bagaglio mettiamo un’etichetta con il nome del proprietario perché sappiamo che dentro quegli zaini e quelle valigie ci sono vite intere, arrivate a Saluzzo (e con alle spalle altri viaggi da molto più lontano) con la speranza di trovare il modo di sopravvivere, mantenere la famiglia o rinnovare il permesso di soggiorno.

Ad oggi nel nostro deposito abbiamo circa sessanta bagagli che sappiamo contenere tanti oggetti, ma anche speranze, ricordi e storie che custodiamo affinché non vadano dispersi.

[continua]

Maggio 13, 2022 in News, Volontari

Nuova stagione: appello ai volontari

Una nuova stagione di raccolta della frutta inizia nel Saluzzese e la Caritas diocesana torna a lanciare una richiesta di supporto nella gestione dei servizi di accoglienza a favore dei …
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Maggio 4, 2022 in News

Cerchiamo 2 tirocinanti

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Aprile 11, 2022 in News

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Marzo 22, 2022 in News

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#Live2020_5 CERCHIAMO COPERTE

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Cerchiamo coperte.

Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a 0,98 centesimi

Per D. che a 21 anni si trova a pregare il suo Dio su un cartone umido sotto un portico a Saluzzo dove è arrivato per la prima volta, convinto da un amico che qui avrebbe trovato un ingaggio.

Per S. di 23 anni che a Bergamo faceva il metalmeccanico, ma la crisi causata dal Covid ha lasciato senza lavoro.

Sono oltre 100 i giovani africani (originari delle zone subsahariane come Mali, Gambia, Senegal…) che abbiamo incontrato la notte in queste settimane, durante i nostri Presidi Mobili, mentre con i volontari distribuiamo mascherine, gilet catarifrangenti, ma soprattutto coperte.

Sono arrivati qui da Torino o da altre regioni, con la speranza di lavorare  nella raccolta, a cavallo tra i mirtilli e le mele, ma rimangono senza un tetto perché i posti nelle strutture dell’accoglienza diffusa (115 disponibili) non sono sufficienti, inoltre le aperture di alcuni siti sono state posticipate o non ancora attuate.

Alcuni hanno il permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato, molti i nuovi arrivi che passano dal nostro Infopoint in corso Piemonte, alcuni ci mostrano un contratto in Comuni che (a differenza degli otto firmatari su 34 del distretto frutticolo cioè Saluzzo, Cuneo, Tarantasca, Busca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Verzuolo e Savigliano) non hanno sottoscritto i protocolli con la Prefettura.

Molti ci dicono di avere un contratto con un datore di lavoro che li assumerà per la raccolta delle mele, ma è forte il loro timore a mostrarlo per paura di controlli in azienda.

I temporali di questi giorni li hanno esposti a piogge gelide, grandine e freddo, costringendoli a cercare un riparo anche sotto tettoie improvvisate, in condizioni indegne e promiscue, ancora più a rischio in questo periodo di diffusione del Covid-19.

Il nostro timore è per loro e per la salute dei cittadini: chiediamo che venga applicata una norma che già esiste, l’articolo 103 comma 20 del Decreto Rilancio, come già ribadito dalla Ministra Bellanova, che prevede un intervento per prevenire la nascita di insediamenti informali a tutela della salute di tutti.

[continua]

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