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Saluzzo Migrante

Intervento a “PASsi Avanti”

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Anche “Saluzzo Migrante”, per voce del responsabile Alessandro Armando, è intervenuta giovedì 31 gennaio al convegno “PASsi avanti” sul tema dell’accoglienza dei migranti che ogni anno arrivano nel territorio per lavorare come stagionali nella raccolta della frutta.

Il referente ha ripercorso l’ultimo anno di attività a favore delle persone in difficoltà sul territorio, ponendo l’accento sull’evoluzione di una situazione degli stagionali che la Caritas Saluzzese, diretta da Don Giuseppe Dalmasso, monitora dal 2008, coinvolgendo operatori e volontari, anche molto giovani.

intervento integrale CARITAS convegno PASsi Avanti

Qui i materiali del convegno:

Slides convegno “PASsi avanti”

Relazione conclusiva “PASsi avanti”

IL FORO BOARIO

L’intervento è iniziato ricordando l’attività svolta presso il Foro Boario a partire dal 2013 dove “ci hanno chiamati ad essere parte. A non poter ignorare. A metterci a disposizione, delle istituzioni, ad aiutare le imprese agricole, ad incontrare i lavoratori. Per tre anni pochi soggetti, tra i quali il Comune di Saluzzo, si sono addentrati quotidianamente in quella manciata di km di asfalto del Foro Boario per provare a capire e a leggere quello che tutti chiamavano “fenomeno degli stagionali”. Tre anni in cui abbiamo dovuto ripetutamente ricordare che non si trattava di un’emergenza sociale migratoria, ma di una questione attinente al mondo del lavoro agricolo”.

Rispetto al 2013 ha voluto poi sottolineare come nel 2018 la situazione si sia notevolmente trasformata con la creazione del dormitorio PAS (Prima Accoglienza Stagionali) dove, come ha ricordato Armando: “Caritas ha seguito, supportato per quanto le è stato possibile intervenire, la progettazione e i lavori che hanno portato al campeggio-dormitorio. Una scelta  che leggiamo come mescolata di concretezza e “coraggio politico””

L’OCCUPAZIONE IN VIA LATTANZI

L’occupazione del magazzino in via Lattanzi, come sottolineato dal referente di “Saluzzo Migrante”, ha segnato un momento di cambiamento nella geografia dei luoghi dell’accoglienza degli stagionali, arrivando a diventare in poco tempo “un’alternativa al PAS per centinaia di uomini”.

Armando ha ricordato come per operatori e volontari della Caritas diocesana non sia stato facile accedere all’ex magazzino per monitorare la situazione eppure “la fiducia di alcuni ci ha permesso di trascorrere diverse ore, assistendo a situazioni terrificanti, in un non-luogo, uno spazio di sopraffazione e abusi di ogni genere. Un luogo di fronte al quale si sono firmati centinaia di contratti di lavoro, da cui ogni mattina, per mesi, un esercito di uomini partiva per la raccolta della frutta delle nostre campagne per poi tornare al tramonto cercando legna per scaldare l’acqua piovana e provare a lavarsi o a cucinare.

Non possiamo non raccontare la nostra difficoltà nel ritrovarci ad allestire un presidio mobile nel buio di via Lattanzi. Ritrovarci ad assistere un malato, sollevandolo con le braccia da un cartone buttato sull’asfalto freddo di quegli enormi stanzoni senza luce, né acqua, né bagni. Abbiamo visto un minorenne infortunato, ascoltato un lavoratore sfruttato. Dopo quasi dieci anni, è per noi inaccettabile che lavoratori del nostro territorio non trovino nessunaltra sistemazione, ritrovandosi a dover scegliere tra bivaccare lungo il viale alberato del Foro Boario oppure occupare una vecchia fabbrica abbandonata”.

 L’ACCOGLIENZA DIFFUSA

Il referente di “Saluzzo Migrante” ha poi ricordato che l’attività della Caritas Saluzzese si è dipanata anche nei tanti luoghi del progetto di “Accoglienza Diffusa” gestiti insieme al Consorzio Monviso Solidale. Qui 170 persone (delle 350 che ne hanno fatto richiesta) hanno trovato una sistemazione dignitosa nei 114 posti messi a disposizione a Verzuolo, Lagnasco, Costigliole e Saluzzo.

I NUMERI DEL PRESIDIO DELLA CARITAS SALUZZESE

Da maggio a dicembre 2018, come evidenziato durante il convegno, operatori e volontari di “Saluzzo Migrante” hanno incontrato  migliaia di persone (oltre 150 a settimana) attraverso i servizi messi a disposizione dall’Infopoint allestito in corso Piemonte: docce calde, abiti e cibo distribuiti dalla “Boutique du monde”,  biciclette e riparazioni.

Gli sportelli del progetto presidio sono stati attivi 3 volte a settimana da aprile a dicembre per un totale di 103 giorni durante i quali la Caritas ha registrato 874 accessi di cui, per la prima volta,  4 da parte di donne.

(nell’intervento integrale i dettagli sugli accessi ai servizi di assistenza sanitaria, legale, sindacale) 

IL FUTURO

Grande preoccupazione è emersa dalle prospettive disegnate dal referente di “Saluzzo Migrante”. In particolare Alessandro Armando ha evidenziato il timore della Caritas diocesana rispetto alle attuali politiche nazionali sull’immigrazione, esprimendo “forte preoccupazione in merito alle novità legislative recentemente introdotte. La cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, in assenza di un decreto per l’incremento dei flussi per motivi di lavoro, intaccherà enormemente il nostro territorio. Prevediamo che molti braccianti ritorneranno per la prossima stagione agricola senza un permesso di soggiorno, disposti a lavorare in condizione di illegalità e esposti maggiormente a pratiche di sfruttamento”.

Per affrontare questa situazione, al termine del suo intervento, il referente di “Saluzzo Migrante” ha auspicato un necessario lavoro di rete, un costante confronto tra il mondo agricolo, sociale e le istituzioni, a più livelli, nel comune obiettivo di normare un fenomeno strutturato, ma non gestito sia indispensabile.

Il PAS, l’Accoglienza Diffusa – Coltiviamo Solidarietà, i campi della Coldiretti, il coinvolgimento del Consorzio Monviso Solidale nella tutela delle persone fragili, il sindacato di strada rappresentano secondo la Caritas Saluzzese interventi migliorabili, ma necessari, che “dimostrano una presa di coscienza e l’operatività di un territorio che non abbandona, ma prova a prendersi cura”.

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Tra meno di 40 giorni inizia l’inverno, la scorsa settimana le Alpi si sono riempite di neve, ma le accoglienze diffuse e il Foro Boario sono ancora abitati.

Nelle case e nei mini-campi stanno vivendo ancora molte persone che hanno contratti attivi con le aziende del territorio saluzzese. Chi di loro ha concluso da poco il contratto è in attesa di ricevere la paga o la busta paga, poi ripartirà per cercare altro lavoro in Italia. In alcuni casi i migranti si sono impegnati a rimanere a Saluzzo per pratiche obbligatorie inerenti il rinnovo del permesso di soggiorno o per questioni legate al loro status giuridico e hanno appuntamenti in Questura tra novembre e dicembre.

Al Foro Boario ci sono circa 60 persone: alcuni con contratti attivi presso imprese che si trovano in Comuni che non hanno aderito all’accoglienza diffusa, altri stanno provando a cercare casa e circa una trentina sono spaesati e non hanno un luogo dove andare.

Le stagioni della frutta sono quasi finite, con esse finirà anche il lavoro di questi uomini.

Si continua a lavorare affinché ognuna di queste persone possa proseguire la sua strada.

 

[continua]

Foro Boario Saluzzo novembre 2017
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