Tag

agricoltura Archivi - Saluzzo Migrante

Il nemico non è quello che dicono. . .

By

Venerdì 31 maggio alle ore 21 presso il Salone “Ludovico Geymonat” della Biblioteca Comunale “Michele Ginotta”
“Il nemico non è quello che dicono. . .” a cura de “La Cricca Giovanile” di Barge in collaborazione con la Caritas Saluzzo e Saluzzo Migrante.

La serata affronterà il tema dell’immigrazione con le testimonianze di due giovani, Babatunde e Lasana, sui percorsi migratori dall’Africa e sulla situazione degli stagionali nel Saluzzese.

Ingresso libero e gratuito

(l’iniziativa rientra nel programma della rassegna “Maggio per i diritti” promossa dal Comune di Barge)

qui il programma per esteso

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

By News

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un loro dipendente di origine africana, ex-stagionale, sono stati raggiunti da un procedimento di custodia cautelare.

Il reato contestato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, descritto nell’art. 603 bis del codice penale che punisce sia chi recluta persone in stato di bisogno sia, dal 2016 grazie alle conquiste ottenute dalle lotte dei braccianti negli ultimi anni, gli imprenditori che hanno utilizzato il lavoro di quelle braccia.  A Saluzzo oggi sono state descritte dalle Forze dell’Ordine entrambe queste situazioni.

COME FUNZIONA QUESTO MECCANISMO

In Caritas riscontriamo quasi quotidianamente, dai racconti dei lavoratori migranti, come l’assenza di regole efficaci per il reclutamento della manodopera che aiutino le imprese a gestire in modo legale e ordinato la fase delle assunzioni, faccia sì che spesso queste finiscano per affidarsi ad un lavoratore fidelizzato, che conosce le necessità dell’azienda e le esigenze del lavoro agricolo.

A questa persona vengono così affidate notevoli responsabilità: reclutare altri braccianti, organizzare il lavoro e la squadra, identificare i lavoratori … Spesso l’imprenditore non conosce nemmeno il nome dei braccianti, né li sa riconoscere perciò si affida ad un lavoratore che faccia illecitamente da intermediario, dal momento che parla la lingua degli altri braccianti, conosce il contesto di provenienza e il luogo in cui vivono, la loro rete di riferimento.

Questo affidamento di responsabilità avviene in maniera del tutto informale, non vi è un riconoscimento differente di mansioni nella contrattualizzazione. Il lavoratore fidelizzato abita sul territorio da anni, è anch’egli un ex-stagionale che si è stabilizzato, conosce le dinamiche della raccolta, conosce gli uffici e gli sportelli del territorio. Spesso rappresenta un punto di riferimento per i lavoratori agricoli stagionali, per i quali i servizi sono scarsi e il disorientamento è enorme, pur essendo fondamentali per l’economia agricola del territorio.

Spesso vi è un forte rapporto di fiducia reciproca tra il datore di lavoro e i lavoratori storici: si mangia insieme, si conoscono i nomi dei famigliari, ci si racconta nella quotidianità del lavoro. La gestione di queste dinamiche è complessa e può facilmente portare ad abusi come quelli evidenziati dall’indagine. La procura ha infatti messo in luce situazioni con lavoratori sfruttati sottoposti a condizioni di lavoro indegne: mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di orario, retribuzione e contribuzione non corrispondente a quella prevista dalla contrattazione collettiva, metodi di sorveglianza e condizioni di alloggiamento degradanti.

UN FENOMENO PRESENTE ANCHE NEL SALUZZESE

Oggi il Procuratore di Cuneo in conferenza stampa ha parlato di un “fenomeno consolidalto nella zona” e di 19 lavoratori africani sfruttati e pagati meno di 5 euro l’ora. Oggi, come ogni mercoledì dell’anno, il Presidio della Caritas in corso Piemonte 59 sarà aperto per ascoltare le voci dei migranti del Saluzzese che di nuovo, con l’avvio della stagione, sono arrivati e stanno arrivando in cerca di lavoro nella raccolta.

Intervista La Stampa al Procuratore di Cuneo: “Caporalato, il procuratore di Cuneo: “Pagavano per lavorare, un fenomeno indegno e vergognoso”

In questo scenario, la Caritas di Saluzzo, attraverso il progetto Saluzzo Migrante, si impegna a continuare la partecipazione ai tavoli di lavoro locali e nazionali sul tema del lavoro bracciantile agricolo, ad assistere gli “ultimi” e costruire percorsi di legalità e dignità per lavoratori e imprese, con la volontà di ridurre le distanze e realizzare alternative sostenibili.

articolo La Stampa Cuneo – “Tre arresti per caporalato nel Saluzzese: migranti pagati meno di 5 euro all’ora”

video TargatoCN (fonte Polizia di Stato) – Operazione Momo: caporalato nel Saluzzese

articolo TargatoCN – “Caporalato nel Saluzzese: stagionali della frutta sottopagati e costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno”

articolo La Stampa – dichiarazioni di Caritas Saluzzo – Saluzzo Migrante, Cgil e Flai Cgil Cuneo, Comitato Antirazzista

[foto di archivio]

Giugno 15, 2019 in News

In 150 alla Tavolata senza muri della Caritas

150 persone hanno trovato posto alla “Tavolata senza muri” allestita sabato 15 giugno nel cortile della Caritas che si è fatta promotrice dell’iniziativa insieme a “Saluzzo Migrante”. Operatori e volontari…
Read More
Maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un…
Read More
Maggio 12, 2019 in Live blog

#Live2019_2 Casa, ma a che prezzo

Abdin e Ibra sono in Italia da tanti anni, tanto che se gli chiedi da dove arrivano rispondo "da Brindisi". Dicono di non aver mai avuto una casa vera. FINALMENTE…
Read More
Maggio 6, 2019 in News

Coltivare orti e legami

Il 1° maggio per le famiglie eritree arrivate a Saluzzo grazie ai corridoi umanitari é stata una giornata di condivisione insieme ai giovani nuovi inquilini del cohousing sociale della Caritas…
Read More

#Live2019_1 San Ferdinando

By Live blog

Saluzzo e San Ferdinando (Calabria): in questi giorni sono due parti d’Italia collegate dalle tante telefonate che ci arrivano da migranti che conosciamo da anni, testimoniando le difficoltà nel “ghetto” sgomberato mercoledì mattina (il 6 marzo).

Come Caritas Saluzzese crediamo che la politica degli sgomberi non sia utile ad affrontare le reali problematiche legate allo sfruttamento dei migranti in agricoltura, in situazioni dove i diritti dei lavoratori e quelli fondamentali garantiti dalla Costituzione vengono sistematicamente compromessi.

Il rifiuto da parte di molti migranti che vivono nella baraccopoli di trovare una migliore soluzione abitativa perché distante dai luoghi di lavoro e reclutamento della manodopera (fase non regolata in modo efficace e spesso gestita dai caporali) dimostra lo stretto legame tra le opportunità di lavoro e la necessità per questi braccianti di vivere nel territorio.

A Saluzzo, in queste settimane vediamo e incontriamo migranti che, pur assunti da mesi dalle aziende del territorio, ad oggi (marzo) non hanno una soluzione abitativa. L’impossibilità di trovare un alloggio è legata spesso alle forme di contratto e alle preoccupazioni di affittuari e agenzie immobiliari.

Pur sapendo che circa il 60% dei migranti che vivevano nella baraccopoli di San Ferdinando sarà trasferito in centri di accoglienza straordinari e in nuove strutture in un campo allestito di recente, rimane la nostra convinzione che gli sgomberi non siano la risposta corretta all’emarginazione sociale vissuta da centinaia di uomini che fanno parte della forza lavoro di questo Paese.

Per questo motivo, come Caritas Saluzzese continua il nostro impegno per garantire il rispetto dei diritti di queste persone (al lavoro, alla salute, all’abitare) attraverso l’attività dell’Infopoint,  degli sportelli (assistenza sanitaria, legale, amministrativa …) e l’accoglienza diffusa. Un’azione di supporto che in questi anni si è modificata, dato l’aumento di lavoratori che da stagionali decidono di restare sul territorio, avviando progetti di radicamento per sé e la propria famiglia. 

Le posizioni istituzionali su San Ferdinando – articolo Corriere della Calabria

L’appello di migranti e movimenti contro lo sgombero – articolo blog Hurriya

La posizione della Caritas diocesana di Oppido mamertina-Palmi – articolo Agensir

La cronaca dello sgombero e le testimonianze – articolo Avvenire

[continua]

(foto di archivio)

Giugno 15, 2019 in News

In 150 alla Tavolata senza muri della Caritas

150 persone hanno trovato posto alla “Tavolata senza muri” allestita sabato 15 giugno nel cortile della Caritas che si è fatta promotrice dell’iniziativa insieme a “Saluzzo Migrante”. Operatori e volontari…
Read More
Maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un…
Read More
Maggio 12, 2019 in Live blog

#Live2019_2 Casa, ma a che prezzo

Abdin e Ibra sono in Italia da tanti anni, tanto che se gli chiedi da dove arrivano rispondo "da Brindisi". Dicono di non aver mai avuto una casa vera. FINALMENTE…
Read More
Maggio 6, 2019 in News

Coltivare orti e legami

Il 1° maggio per le famiglie eritree arrivate a Saluzzo grazie ai corridoi umanitari é stata una giornata di condivisione insieme ai giovani nuovi inquilini del cohousing sociale della Caritas…
Read More