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#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

Il progetto di “Accoglienza Diffusa” per i braccianti stagionali vede un ampio ruolo di monitoraggio e accompagnamento da parte degli operatori della nostra Caritas. Tramite la referente Virginia Sabbatini, abbiamo…
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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

Anche quest’anno sono state aperte le strutture del progetto “Accoglienza Diffusa”. Il progetto, che coinvolge i Comuni di Saluzzo, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Lagnasco, prevede la messa a disposizione di…
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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

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Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non hanno trovato altre soluzioni al loro arrivo durante la stagione di raccolta nel Saluzzese.

I PUNTI DI FORZA

Una delle ricchezze del sistema di “Accoglienza Diffusa” è la circolarità delle persone: i posti letto, infatti, non sono sempre occupati dagli stessi braccianti, anche perché lavorano in momenti dell’anno diversi a seconda dei tipi di raccolta. Ne risulta che il numero di lavoratori ospitati a rotazione supera il numero di posti messi a disposizione dal sistema.

Molto più importanti sono altri effetti positivi generati dall’inserimento in queste strutture, come la creazione di un contesto più vicino al concetto di “casa”, con una maggiore intimità, autonomia e dignità del vivere, stimolando inoltre un rapporto di collaborazione tra gli ospiti nella gestione e pulizia degli spazi comuni. Soprattutto i siti necessitano ancora di miglioramenti: più servizi e punti cottura, soluzioni strutturali per il freddo autunnale.

Dal punto di vista logistico, specie a Costigliole e Verzuolo, i braccianti si trovano a risiedere molto più vicino al luogo di lavoro, risparmiando così molti chilometri in bicicletta per raggiungere i frutteti rispetto a quando partivano dal Foro Boario di Saluzzo. Un aspetto che incide anche sulla riduzione del rischio di incidenti mentre raggiungono il posto di lavoro. Infine, per gli operatori dell’ “Accoglienza Diffusa” si crea l’opportunità di conoscere meglio le persone ospitate, i loro bisogni, la loro situazione lavorativa, rendendo più efficaci e tempestivi gli interventi (di carattere amministrativo, sanitario …) sul singolo.

LE DIFFERENZE RISPETTO AI “CAMPUS” COLDIRETTI

I quattro siti dell’ “Accoglienza Diffusa” nei Comuni di Saluzzo, Lagnasco, Costigliole e Verzuolo presentano notevoli differenze tra loro: due sono luoghi di passaggio significativi perché sono “siti-case” (a Costigliole si tratta di un appartamento in centro messo a disposizione dal Comune e di un ex casello ferroviario, l’altra è l’ex Casa del Custode del Cimitero a Saluzzo). Queste strutture rappresentano, in alcuni casi, una condizione molto importante per consentire al bracciante di trovare una sistemazione autonoma e continuativa sul territorio attraverso l’affitto di un’abitazione privata.

La Casa del Cimitero è la struttura più ampia dei 4 siti e in alcuni momenti della stagione ospita oltre 40 persone: l’affollamento può generare tensioni per l’utilizzo degli spazi comuni; Inoltre una zona della “casa” non ha il riscaldamento e quindi è difficilmente utilizzata in autunno e inverno.

A Verzuolo e Lagnasco, invece, le strutture sono costituite da container collocati in due piazzali, come descritto nella prima parte della News. In tutti i casi si tratta di soluzioni abitative fortemente diverse dal PAS, il dormitorio allestito dal Comune di Saluzzo in un’ex caserma accanto al Foro Boario.

Quelle nei container seguono il modello dei “campus” della Coldiretti a Saluzzo (vicino allo stadio “Damiano”) e a Lagnasco dove Caritas, sindacati e il Consorzio Monviso Solidale non rientrano né nella gestione né nell’attività di supporto (in tutto contano 78 posti, di cui 48 a Saluzzo e 30 a Lagnasco).

Nei “campus” della Coldiretti il sistema d’ingresso del lavoratore è completamente diverso rispetto a quello previsto nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa”, infatti è totalmente in capo all’imprenditore agricolo. Ogni anno, in primavera, la Coldiretti invia una lettera alle aziende socie per invitarle a prenotare un posto nei “campus”, supportando le spese con un contributo giornaliero di 2.50€ (stessa cifra che viene chiesta come contributo volontario alle aziende dai sindaci dei 4 Comuni coinvolti nell’ “Accoglienza Diffusa”). La Coldiretti, a seconda delle prenotazioni ricevute dalle aziende, si fa carico di tutta la gestione del “campus”, contattando il bracciante che così può arrivare nel Saluzzese e trovare già un posto letto assegnato.

Sulle centinaia di aziende iscritte alla Coldiretti, però, solo una trentina seguono questa modalità. Il sistema crea condizioni migliori di accoglienza per i braccianti che lavorano presso le aziende che aderiscono, ma riguarda solo una minima parte dei braccianti che prima dormivano al PAS o all’aperto lungo il viale del Foro Boario. Spesso, infatti, sono i braccianti più fidelizzati a trovare un posto nei “campus” Coldiretti.

Questo sistema, se potenziato, sarebbe premiale perché consentirebbe di organizzare l’assegnazione di un posto letto prima dell’arrivo del bracciante sul territorio, evitando lunghe giornate in cui finiscono per accamparsi in città mentre cercano un posto letto al riparo.

I Campus della Coldiretti, inoltre, hanno un periodo di apertura che non sempre coincide con l’intero arco della stagione di raccolta: aprono a luglio e chiudono a fine ottobre. L’anno scorso, ad esempio, la nuova tipologia di mela invernale ha protratto oltre l’estate il periodo di impiego di numerosi lavoratori.

GLI EFFETTI DEL MODELLO “ACCOGLIENZA DIFFUSA”

Come testimoniano gli operatori della Caritas, con l’ingresso dei braccianti nelle strutture dell’ “Accoglienza Diffusa” si può notare spesso un profondo cambiamento della persona. Chi, come succede alla maggior parte dei casi, prima ha dormito a terra oppure ha vissuto in un ghetto, dopo pochi mesi di lavoro e di vita in un luogo dignitoso, con un monitoraggio e un accompagnamento costante, inizia a parlare più facilmente della propria vita, si apre, vive finalmente una condizione diversa, anche se temporanea, di ri-avvicinamento a una “normalità” alla quale spesso non era più abituato. Una “normalità” che permette a questi lavoratori di ritrovare nuovi stimoli, spesso manifestati dalla volontà di intraprendere un percorso di studi, ottenere la patente di guida, dedicarsi alla ricerca di un’abitazione propria, solitamente da condividere con altri lavoratori per abbattere i costi di affitto e gestione.

Un aspetto molto positivo e interessante è che si tratta dell’unico modello che unisce pubblico (Consorzio Monviso Solidale e Comuni), privato sociale (Caritas e sindacati) e imprenditoria agricola. I sindaci, infatti, acquisiscono i dati di chi usufruisce di un posto letto nelle strutture nel loro Comune (ogni migrante firma un “patto di accoglienza” con regole e tutele per i gestori) e, a loro discrezione, possono poi contattare l’azienda presso cui lavora il migrante per chiedere un contributo alle spese per l’accoglienza. Lo scorso anno, ad esempio, a Lagnasco i contributi delle aziende hanno coperto (insieme ai fondi regionali ed al contributo giornaliero dei migranti) tutte le spese per le strutture. Il contributo dato dal lavoratore stagionale è anche un meccanismo per farlo diventare parte attiva del processo di integrazione abitativa.

CONSIDERAZIONI

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” presenta quindi caratteristiche positive come la replicabilità, la sostenibilità economica, la possibilità di essere rimodulato, un ruolo attivo del bracciante e un’integrazione tra pubblico, privato sociale e imprese agricole. Restano, tuttavia, alcune questioni aperte rispetto alle quali la Caritas di Saluzzo pone molta attenzione: il monitoraggio degli ingressi e della “regolarità” delle assunzioni per i migranti accolti, la necessità di un accompagnamento all’uscita al termine del contratto, la cura della relazione per incidere positivamente sulla convivenza tra persone che si trovano per la prima volta a dividere gli stessi spazi.

Il modello dell’“Accoglienza Diffusa” appare ad oggi l’unico in grado di generare un “sistema dell’accoglienza” quando non si attiva quello in azienda, unendo aspetti di presa in carico della persona nelle sue diverse esigenze e un positivo impatto anche sul fronte lavorativo (basti pensare alla minore fatica negli spostamenti per il lavoratore). Un sistema che offre la possibilità di un monitoraggio e accompagnamento  efficace soprattutto rispetto all’emersione di eventuali forme di sfruttamento lavorativo.

Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

Il progetto di “Accoglienza Diffusa” per i braccianti stagionali vede un ampio ruolo di monitoraggio e accompagnamento da parte degli operatori della nostra Caritas. Tramite la referente Virginia Sabbatini, abbiamo…
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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

Anche quest’anno sono state aperte le strutture del progetto “Accoglienza Diffusa”. Il progetto, che coinvolge i Comuni di Saluzzo, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Lagnasco, prevede la messa a disposizione di…
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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

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Anche quest’anno sono state aperte le strutture del progetto “Accoglienza Diffusa”. Il progetto, che coinvolge i Comuni di Saluzzo, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Lagnasco, prevede la messa a disposizione di strutture per offrire una soluzione abitativa temporanea ai braccianti che, non avendo trovato altre soluzioni, hanno un contratto di lavoro con un’azienda agricola con sede in uno dei 4 Comuni.

La gestione delle strutture quest’anno è in capo al Consorzio Monviso Solidale insieme ai Comuni coinvolti: i posti totali previsti per la stagione agricola 2019 sono 132.

I LUOGHI DELL’ACCOGLIENZA DIFFUSA

SALUZZO: la parte più consistente del progetto, in termini numerici, è l’ex-Casa del Custode del Cimitero con 23 posti dislocati su tre piani dell’abitazione, insieme ad altri 17 nella zona adiacente. Nel 2019 è stato realizzato un ampliamento della struttura, con bagni e docce che il Comune ha finanziato con i fondi della legge regionale Allemano del 2016. La cucina è esterna.

COSTIGLIOLE: qui il Comune ha messo a disposizione 8 posti in un alloggio in centro, vicino al Municipio. I fondi per i lavori di ristrutturazione sono sempre quelli previsti dalla legge regionale Allemano (promossa dall’ex sindaco di Saluzzo) che prevede un contributo di 25mila euro annui per i Comuni che attivano strutture per l’accoglienza abitativa degli stagionali, con l’obbligo che non siano utilizzate per più di 6 mesi all’anno. Altri 11-12 posti sono disponibili nell’ex casello ferroviario, “storica” struttura di accoglienza per i braccianti.

LAGNASCO: le strutture sono costituite da container forniti, ormai da 3 anni, dalla Cooperativa Lagnasco Group attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito con la Caritas di Saluzzo. Sono sistemati vicino alla sede della Lagnasco Group e al cimitero (in modo da rendere accessibili i collegamenti con le utenze come fognature, elettricità, acqua). Qui in totale sono disponibili 36-42 posti. I container non hanno riscaldamento e refrigeramento, hanno wc, docce e acqua potabile, oltre ad alcuni punti cottura realizzati sotto una struttura in ferro.

VERZUOLO: anche qui ci sono i container, sistemati vicino alla palestra comunale. I posti sono 30, uno dei container è utilizzato con spazio-cucina, all’esterno vi è un gazebo utilizzato cone refettorio. Sono presenti bagni e docce.

IL RUOLO DELLA CARITAS DI SALUZZO

Operatori e volontari si occupano (in accordo con il Consorzio Monviso Solidale) dei passaggi settimanali in ognuno dei quattro siti, incontrando i migranti, instaurando con loro un rapporto diretto, verificando i beni di prima necessità di cui hanno bisogno. Inoltre si occupano degli interventi in casi di malattia, ad esempio predisponendo il passaggio del bracciante dall’Accoglienza Diffusa a Casa Madre Teresa o invitandolo a presentarsi all’Ambulatorio Medico in Caritas.

Anche i Presidi mobili, realizzati settimanalmente, sono svolti per i lavoratori alloggiati nelle Accoglienze Diffuse: momenti di incontro, spesso la sera, per confrontarsi sulla giornata di lavoro, per offrire un piccolo quaderno per segnare le ore lavorate, per parlare del rinnovo dei contratti o dei documenti. 

La Caritas, inoltre, partecipa alle riunioni con il Consorzio Monviso Solidale, confrontandosi con gli operatori che monitorano le strutture dell’Accoglienza Diffusa ed occupandosi della sistemazione logistica (ad esempio delle pulizie). Infine la Caritas fornisce ad ogni persona che entra in una delle strutture dell’Accoglienza Diffusa un kit di ingress costituito da copri-materasso, coperta, cuscino, federa, lenzuolo, sapone, asciugamano, dentifricio e spazzolino.

CHI ENTRA NELL’ACCOGLIENZA DIFFUSA

Ad usufruire di queste strutture sono i lavoratori che fanno domanda presso il PAS o presso lo sportello Infopoint della Caritas, mostrando un contratto di lavoro di medio o lungo periodo cioè superiore al mese, stipulato da un’azienda che ha sede in uno dei 4 Comuni coinvolti e che non ha trovato accoglienza in altro modo, ad esempio in azienda. Questo sistema è dunque limitato perchè vincolato al Comune in cui si trova l’azienda che offre lavoro. Gli altri Comuni dell’area saluzzese, circa 20, non hanno aderito al progetto.

La domanda del braccianti per un posto letto nell’Accoglienza Diffusa viene recepita dal Consorzio Monviso Solidale che seleziona i migranti. Ogni anno le domande superano di gran lunga i posti disponibili (solo a Costigliole restano esclusi pochi lavoratori perché la maggior parte trova ospitalità “in cascina” cioè presso le aziende per cui lavora).

Il lavoratore che trova posto in una delle strutture dell’Accoglienza Diffusa contribuisce alle spese con 0,70 € al giorno e il Comune dove dimora invita, tramite contributo volontario, il suo datore di lavoro a un versamento di 2,5 € al giorno.

[20 Agosto 2019 – la seconda parte della news sarà pubblicata a breve]

Agosto 27, 2019 in Live blog

#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 1)

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Serata volontari Casa Madre Teresa

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Mercoledì 22 maggio alle ore 20 presso il Pozzo in corso Piemonte 63 (ingresso dal cortile) Saluzzo Migrante organizza una serata informativa e formativa dedicata ai volontari che opereranno alla Casa Madre Teresa di Calcutta (via Sant’Agostino 27).

Ci sarà un aperitivo insieme: ognuno è invitato a portare qualcosa da condividere.

La struttura di Casa Madre Teresa offre 24 posti letto destinati non solo ai migranti che ogni anno arrivano in zona per cercare lavoro nella raccolta della frutta, ma a tutte le persone in situazioni di grave vulnerabilità (minori, malati, vittime di sfruttamento lavorativo, della tratta o persone colpite da gravi reati).

La serata affronterà la presa di in carico delle persone ospiti in Casa Madre Teresa, il ruolo del volontario e le tipologie di attività e di accompagnamento pensate per gli ospiti di questa struttura.

Lavora con noi

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La Caritas di Saluzzo cerca 2 operatori generici per lavorare all’interno del progetto Presidio “Saluzzo Migrante”.

Si offrono due impieghi part-time a tempo determinato:

 

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Dati 2017 Definitivi ARTICOLO

#Live2017_12 Dati conclusivi di Saluzzo Migrante

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La Caritas di Saluzzo presenta i dati del 2017 del progetto Saluzzo Migrante. I dati raccolti grazie al lavoro degli operatori del Progetto Presidio di Caritas Italiana sono il frutto delle centinaia di incontri avuti con i migranti che sono arrivati sul territorio saluzzese.

In modo schematico sono presentati i dati generali dell’Infopoint, le specifiche degli interventi dei diversi sportelli, in forte aumento rispetto agli anni scorsi; i dati relativi all’Accoglienza Diffusa che descrivono il lavoro fatto da alcuni Comuni, ma evidenziano la sproporzione rispetto ai numeri di richieste ricevute dalla Caritas.

Le percentuali relative ai diversi permessi di soggiorno narrano un fenomeno in mutamento e sono preoccupanti le condizioni, non dignitose e precarie, in cui vivono la maggior parte degli uomini che giunge sul territorio saluzzese alla ricerca di lavoro.
Sono presenti i primi dati sul “lavoro”, che sottolineano il crescente utilizzo della manodopera di origine africana nelle campagne: la Caritas ad inizio 2018 presenterà una relazione dettagliata sui dati con un approfondimento sul tema del lavoro e dello sfruttamento.

Premi questo link per vedere i dati del 2017 del progetto Saluzzo Migrante sul nostro sito:

>>> DATI CONCLUSIVI 2017 <<<

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 24, 2019 in News

Riattivata l'”Accoglienza diffusa” (parte 2)

Dopo aver descritto come funziona l’ “Accoglienza Diffusa” nella scorsa News pubblicata sul nostro sito, un ulteriore approfondimento su questo modello per soluzioni temporanee abitative destinate ai braccianti che non…
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Agosto 19, 2019 in News

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

Anche Saluzzo Migrante è tra le voci raccolte dalla giornalista Daniela Sala per una lunga inchiesta su Radio Radicale dedicata alla situazione dei braccianti stagionali nel Saluzzese. Nelle interviste ad…
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Live10 foro boario saluzzo migrante novembre 2017

#Live2017_10 Il lavoro non è ancora finito

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Tra meno di 40 giorni inizia l’inverno, la scorsa settimana le Alpi si sono riempite di neve, ma le accoglienze diffuse e il Foro Boario sono ancora abitati.

Nelle case e nei mini-campi stanno vivendo ancora molte persone che hanno contratti attivi con le aziende del territorio saluzzese. Chi di loro ha concluso da poco il contratto è in attesa di ricevere la paga o la busta paga, poi ripartirà per cercare altro lavoro in Italia. In alcuni casi i migranti si sono impegnati a rimanere a Saluzzo per pratiche obbligatorie inerenti il rinnovo del permesso di soggiorno o per questioni legate al loro status giuridico e hanno appuntamenti in Questura tra novembre e dicembre.

Al Foro Boario ci sono circa 60 persone: alcuni con contratti attivi presso imprese che si trovano in Comuni che non hanno aderito all’accoglienza diffusa, altri stanno provando a cercare casa e circa una trentina sono spaesati e non hanno un luogo dove andare.

Le stagioni della frutta sono quasi finite, con esse finirà anche il lavoro di questi uomini.

Si continua a lavorare affinché ognuna di queste persone possa proseguire la sua strada.

 

[continua]

Agosto 27, 2019 in Live blog

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Agosto 19, 2019 in News

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Agosto 13, 2019 in News

Saluzzo Migrante su Radio Radicale

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