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Una nuova stagione con il progetto Sipla

By New, News

Dal dicembre 2020 la Caritas di Saluzzo, attraverso la Fondazione San Martino come ente gestore, ha attivato il progetto SIPLA – Sistema di Protezione dei Lavoratori in Agricoltura, promosso per il Centro Nord Italia dal Consorzio Communitas con Arci Piemonte (www.retesipla.it)

In questi primi mesi dell’anno, gli operatori stanno portando avanti le attività che già erano del progetto Presidio, con il supporto amministrativo, legale, sindacale, sanitario ai braccianti in arrivo per la nuova stagione di raccolta e i servizi come la Ciclofficina e la “Boutique du Monde”.

Nel corso dei primi cinque mesi del 2021 gli operatori hanno incontrato 173 persone e registrato 341 accesso, principalmente per motivi legati a questioni amministrative (24%), esigenze di beni di prima necessità come coperte, cibo, vestiti (13%), necessità di ricerca di una casa (11%) e per motivi sanitari (10%).

PRESIDIO

Da gennaio a maggio 2021 il Presidio in corso Piemonte 59 è stato aperto tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19). Gli stagionali sono arrivati solo verso metà aprile mentre in precedenza gli operatori hanno incontrato stranieri residenti da tempo, che si sono fermati sul territorio, in buona parte con trascorsi come lavoratori agricoli e che presumibilmente saranno impiegati nuovamente nei frutteti anche quest’anno. Molte persone tornano più volte allo sportello, per chiedere aggiornamenti sulle loro pratiche, ma soprattutto per necessità e bisogni. Spesso servono più colloqui per costruire un rapporto di fiducia tale da far sì che la persona possa superare la diffidenza nei confronti degli operatori e la paura di parlare di situazioni di sfruttamento per il timore di ripercussioni da parte del datore, del caporale, o dell’ “amico” che l’ha aiutata a trovare il lavoro. A questo si aggiunge la paura di perdere il contratto, necessario per il rinnovo del permesso di soggiorno. La maggior parte delle persone incontrate ha un’istanza in corso, una protezione umanitaria, sussidiaria, per lavoro o è un richiedente asilo (10%). 

Il 24% del totale delle richieste arrivate finora all’Infopoint riguardano difficoltà o la mancanza di comprensione dell’iter per il disbrigo di pratiche amministrative (modificare i dati anagrafici sui documenti, rinnovare il permesso di soggiorno – la maggior parte delle persone incontrate ha infatti un’istanza in corso-, richiedere il passaporto o un altro titolo di viaggio). Ci sono poi , a ciò si aggiunge la necessità della dichiarazione di ospitalità per il rinnovo del permesso di soggiorno, estremamente problematica per chi è senza dimora, per chi è stagionale e trova alloggio presso conoscenti che però hanno già attivato molte altre ospitalità o hanno case affollate. Infine risulta una grande richiesta relativa alle dichiarazioni di residenza e di conseguenza alla richiesta di case da affittare per poter avere una residenza a causa della prassi della questura di Cuneo di richiedere il certificato di residenza, nonostante non sia necessario, per la conversione del pds umanitario e di casi speciali in permssi di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.

CICLOFFICINA, BOUTIQUE, DEPOSITO BAGAGLI

Il Presidio in corso Piemonte funge anche da tramite per i servizi di prima necessità quali la Ciclofficina (che offre riparazioni e biciclette su cauzione, un deposito con le due ruote lasciate dai braccianti nella scorsa stagione) e la “Boutique du monde” (allestita nella sala polivalente oggi intitolata all’ex Direttrice Caritas Anna Maria Busso Olivero) dove si distribuiscono vestiti, scarpe, zaini, coperte, gilet … tramite una tessera che assegna un tot di capi a seconda del tipo e della stagione. Come gli altri anni, per i braccianti è inoltre possibile utilizzare l’indirizzo di corso Piemonte 59 per ricevere la posta (in quanto molti hanno residenza in altre regioni oppure sono senza dimora o non possono riceverla perché alloggiati in sistemazioni temporanee come quelle del progetto di Accoglienza Diffusa). Torna attivo anche il deposito bagagli per consentire ai braccianti di depositare valigie e borsoni con i loro avere in un luogo custodito anziché rischiare di vederli rimossi in quanto incustoditi durante il giorno, mentre lavorano o cercano lavoro, nei luoghi pubblici in cui si sistemano la notte perchè senza dimora.

ASSISTENZA LEGALE

L’attività dell’Infopoint procede anche con la presenza degli avvocati volontari che supportano un orientamento legale gratuito che riguarda per lo più questioni sui rinnovi dei permessi di soggiorno e sulle richieste di protezione internazionale. Sono comunque presenti situazioni specifiche di presa in carico di persone in situazioni di sfruttamento lavorativo, questioni penali o civili. Rispetto alle prese in carico legali si è aggiunto da due anni l’affiancamento della Human Rights and Migration Law Clinic (International university college) che offre orientamento gratuito e l’appoggio di un proprio circuito di avvocati.

AMBULATORIO MEDICO STAGIONALI

Tra i servizi di supporto riparte anche quello di assistenza sanitaria tramite l’Ambulatorio medico stagionali, riattivato da metà maggio, per persone non residenti, ma che hanno la tessera sanitaria. L’Ambulatorio, grazie alla convenzione tra ASL CN1 e Fondazione San Martino, offre assistenza continuativa a chi non ha medico di base sul territorio dunque potrebbe accedere a visite di base solo a pagamento. Attivo il martedì dalle 17 alle 19, per accedervi è necessario prenotarsi per consentire il triage anti Covid. Basta telefonare ai numeri dell’Ambulatorio (cell. 380 6910580) o del Presidio (cell. 334 1197296) ed un operatore organizza l’appuntamento con i medici volontari. L’Ambulatorio  fornisce visite di base oltre a dare un supporto riguardo documentazione e pratiche per le visite specialistiche alle quali spesso questo genere di pazienti non riesce comunque ad accedere in altri territori, a volte anche coprendo una parte delle spese grazie ai fondi della Caritas Diocesana.

CASA MADRE TERESA DI CALCUTTA

In vista dell’avvio della stagione di raccolta, anche quest’anno la Caritas riapre anche il dormitorio maschile al piano terra di Casa Madre Teresa. L’ingresso degli ospiti avverrà su parere dei medici volontari dell’Ambulatorio Medico Stagionali proprio perché la struttura è dedicata a persone con particolari vulnerabilità dal punto di visto socio-sanitario, oltre a quelle che stanno affrontando un percorso di emersione dallo sfruttamento, ma non sono ancora inserite in progetti specifici di tutela come quelli anti tratta.

Aderiamo all’appello “Difendiamo i diritti”

By New, News

Anche il progetto Saluzzo Migrante aderisce all’appello (pubblicato qui) promosso da associazioni quali ASGI e Antigone, rivolto alla Prefettura di Torino dopo la morte nel CPR (Centro di permanenza e rimpatrio) del capoluogo piemontese di un 23enne originario del Gambia nella notte tra sabato 22 e domenica 23 maggio.

La notizia della morte di Moussa Balde, portato nella struttura in quanto irregolare dopo aver subito un’aggressione a Ventimiglia lo scorso 9 maggio, secondo i promotori dell’appello rappresenta un ennesimo, grave episodio che riaccende i riflettori sulle responsabilità delle organizzazioni statali in merito al rispetto dei diritti fondamentali delle persone extracomunitarie, spesso vittime di irregolarità e abusi.

Nel Saluzzese ogni anno gli operatori di Saluzzo Migrante incontrano migranti senza permesso di soggiorno, la cui esistenza rimane connotata da invisibilità e sofferenza. Al contrario, questa dimensione viene meno quando li si etichetta esclusivamente per la loro funzione, quella di braccia utili all’economia agricola locale che ogni stagione li recluta come manodopera. Come se la loro dignità e l’esistenza andasse riconosciuta (e raccontata) solo in quanto strumentali al soddisfare un bisogno del sistema produttivo anziché in quanto persone.

Nell’esperienza degli operatori di Saluzzo Migrante sono moltissimi i casi di chi ha perso il permesso di soggiorno a causa di una burocrazia che diventa discriminatoria per via della farraginosità degli iter che rendono impossibile il rinnovo. La precarietà di questa condizione spesso mina anche l’equilibrio psicofisico delle persone che gli operatori di Saluzzo Migrante incontrano, sommandosi ai già numerosi traumi legati al percorso migratorio e alla permanenza in Italia, magari in luoghi ad alto sfruttamento e caporalato. L’attività di Presidio nasce proprio per fornire un adeguato accompagnamento e comprensione dell’iter per poter ottenere i documenti necessari a rimanere regolarmente in Italia.

La storia di Moussa Balde ricorda una situazione simile, incontrata un anno e mezzo fa dai nostri operatori, quella di M.K. arrivato a Saluzzo con una diagnosi da disturbo post-traumatico da stress, si è presentato al Presidio con una situazione di forte instabilità emotiva e con un permesso di un soggiorno scaduto. M.K. non era riuscito ad ottenere nuovamente la protezione umanitaria perché, vivendo in strada, gli era stata negata la possibilità di rinnovarlo, nonostante la legge preveda la possibilità di farlo anche per i senza dimora, nonostante non abbiamo un indirizzo di domicilio stabile.

Agli occhi degli operatori di Saluzzo Migrante M.K. è subito parsa come una persona estremamente fragile (tanto da aver più volte minacciato di togliersi la vita), tale da aver bisogno di uno specifico sostegno. Una persona divenuta involontariamente “invisibile” per le Istituzioni. La sua condizione ha richiesto da parte di Saluzzo Migrante un lungo accompagnamento, complicato dai limiti delle Istituzioni territoriali (servizi sociali, strutture di accoglienza per i lavoratori stagionali, servizio sanitario nazionale).

Grazie al supporto del Presidio e all’orientamento legale fornito dalle cliniche dell’International University College che collaborano con Saluzzo Migrante, M.K. oggi ha un permesso di soggiorno come rifugiato politico, il titolo più alto di protezione che viene riconosciuto dallo Stato Italiano. Oggi sta cercando non senza fatica di ottenere il documento, a distanza di oltre 4 mesi dal riconoscimento. Grazie agli operatori è stato coinvolto in un progetto di formazione professionale apistica per consolidare una professionalità che lo faccia uscire dalla precarietà del lavoro stagionale.

M.K. è solo uno dei centinaia di migranti che il Presidio incontra ogni anno, persone che senza il supporto di volontari e realtà del Terzo Settore coinvolte da Saluzzo Migrante rischiano di rimanere invisibili. Il reato di clandestinità è l’unico, introdotto nel sistema penale italiano, a punire uno status e non un’azione: il rischio di condurre un’esistenza degradante, fatta di esclusione e marginalità, che può condurre ad una morte di Stato, come è stato per Moussa Balde.

Ci uniamo all’appello per chiedere che sia fatta chiarezza sulla morte di questo giovane e su tutte le inadempienze nel garantire i diritti delle persone a cui assistiamo da troppi anni, affinchè per chiunque siano garantiti diritti, dignità e libertà.

 

Saluzzo Migrante cerca due tirocinanti

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Il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” della Caritas cerca 2 tirocinanti (ambo sessi, tra i 20 e i 30 anni) per un’esperienza di formazione e inserimento nell’ambito delle attività di contrasto alla grave marginalità e allo sfruttamento lavorativo dei migranti presenti sul territorio come braccianti stagionali nella raccolta frutticola.

I tirocini, retribuiti secondo la normativa regionale, saranno attivati tramite convenzione dal 1 giugno al 30 novembre 2021.

TIROCINIO A
Il/La tirocinante affiancherà gli operatori del Presidio nelle azioni di orientamento amministrativo, socio-sanitario, legale e sindacale rivolte ai lavoratori agricoli stagionali.
Il/La tirocinante si occuperà di :
– raccolta dati
– elaborazione di analisi
– interventi nei luoghi di vita o lavoro dei braccianti (Presidi Mobili)
– supporto ad azioni di prevenzione e assistenza medico-sanitaria in collaborazione con l’Ambulatorio Medico Stagionali

TIROCINIO B
Il/La tirocinante affiancherà gli operatori del Presidio nelle azioni di supporto ai bisogni primari delle persone seguite; alcuni esempi
– interventi di inserimento abitativo in strutture
– interventi per assicurare un accesso a servizi igienici e beni di prima necessità
– programmazione e apertura di servizi (Cicloffocina, Boutique du Monde… ) insieme ai volontari
– supporto al progetto Case per favorire il matching con locatari e agenzie utile all’integrazione nel tessuto socio-economico locale

Ad entrambe le figure si richiede:
– conoscenza di almeno una lingua (inglese o francese)
– patente di tipo B

Le candidature vanno inviate ENTRO IL 14 MAGGIO
all’indirizzo info@saluzzomigrante.it
allegando un curriculum aggiornato, con foto e firma per la privacy.

(indicare nella mail per quale dei due tirocini ci si candida : TIROCINIO A o TIROCINIO B)

 

 

Il Progetto Ubuntu cerca un operatore

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Nell’ambito del progetto “UBUNTU (in lingua bantu “Io sono perché noi siamo”) promosso in partenariato dal Comune di Saluzzo (capofila), Caritas di Saluzzo e Consorzio Monviso Solidale, grazie al bando “Territori Inclusivi” della Compagnia di San Paolo, si ricerca:

1 operatore/operatrice sociale
per lavoro part-time riferito ad attività inerenti l’inserimento abitativo di persone in condizioni di grave marginalità; l’incarico sarà dal 1 giugno al 31 dicembre 2021 nell’ambito del progetto “UBUNTU” a supporto di persone con background migratorio.

Si richiede:

  • formazione specifica o esperienza pregressa (lavorativa o di volontariato) nell’ambito delle politiche di contrasto alla grave marginalità o dell’accoglienza di persone straniere
  • conoscenza di almeno una lingua (inglese o francese)
  • patente B

L’operatore/trice si occuperà

1) delle azioni del progetto che riguardano la facilitazione dell’intermediazione immobiliare tra persone straniere in cerca di alloggio, locatari e agenzie immobiliari per favorire una reale integrazione di quanti non riescono ad accedere al mercato degli alloggi a causa di condizioni di lavoro precarie, assenza di una rete familiare/amicale, difficoltà di comprensione della lingua.

2) di supportare il custode della struttura “Casa Madre Teresa di Calcutta” (in via Sant’Agostino 27 a Saluzzo), nella gestione della permanenza delle persone accolte e nella progettazione individuale dei percorsi degli accolti nel dormitorio maschile al piano terra (riservato a persone in particolare condizione di vulnerabilità socio-sanitaria).

Si propone, prima dell’assunzione che farà data dal 1 giugno 2021, la partecipazione a momenti di conoscenza del progetto Presidio “Saluzzo Migrante” e del progetto “UBUNTU”.

Inviare un curriculum aggiornato, con foto e firma per la privacy, all’indirizzo info@saluzzomigrante.it entro il 12 maggio.

Da stagionali ad apicoltori con Bee My Job

By New, News

Quest’anno per la prima volta la Caritas di Saluzzo partecipa tramite il progetto Presidio Saluzzo Migrante al progetto dell’Associazione Cambalache di Alessandria “Bee my job Academy”.

L’iniziativa, rivolta a richiedenti e titolari di protezione internazionale, vuole fornire strumenti efficaci e concreti per l’inserimento lavorativo in ambiti diversi dall’agricoltura stagionale, in particolare quello apistico. La selezione, iniziata a fine 2020,  è stata condotta dall’Associazione Cambalache, in collaborazione con gli operatori del Presidio Saluzzo Migrante (per il Nord Italia) e la onlus MEDU – Medici per i diritti umani (per il Centro-Sud) tenendo conto delle esigenze e delle aspettative sia delle aziende sia dei beneficiari, oltre agli aspetti legati alla logistica e allo status dei candidati.

Dopo le lezioni teoriche online durante il mese di marzo, i tre beneficiari individuati da Saluzzo Migrante tra i suoi utenti avrebbero dovuto seguire un seminario pratico nella sede alessandrina dell’Associazione Cambalanche, cosa che non è stata possibile a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia.

I tre giovani migranti coinvolti, due dei quali accolti in Casa Madre Teresa, hanno quindi intrapreso un primo avviamento al lavoro apistico grazie alla collaborazione di un volontario di Saluzzo Migrante e apicoltore, Matteo Mana, 35enne di Manta. Matteo ha ospitato gli “studenti” di “Bee My Job Academy” nel suo apiario, riferendo il loro grande entusiasmo verso questo mondo e il loro desiderio di riscatto attraverso l’apprendimento di un nuovo mestiere. Nessuno sembrava impaurito dalle api che, al contrario, hanno riferito essere decisamente più mansuete di quelle africane!

Ha avuto così inizio una nuova esperienza per M. 25enne originario del Gambia, M. e I., entrambi maliani di 27 e 29 anni, quest’ultimo con alle spalle un’esperienza da apicoltore nel suo Paese d’origine, aspetto che lo ha fortemente motivato ad approfondire le sue conoscenze per un futuro lavoro nel settore. Due di questi ragazzi hanno vulnerabilità psicologiche e la prima volta in cui gli operatori di Saluzzo Migrante li hanno incontrati erano senza dimora.

Nonostante le difficoltà dovute agli acuti della loro malattia, l’accoglienza in Casa Madre Teresa si è rivelata fondamentale per intraprendere un percorso di cura che ha consentito di affrontare la loro problematica in un luogo sicuro, nel quale sono stati accolti e accettati. M., inoltre, dopo un anno di accompagnamento, grazie a Saluzzo Migrante e al supporto della clinica legale gratuita dell’IUC (International University College) ha visto riconosciuto il suo status di rifugiato. Il percorso con “Bee My Job Academy” si è rivelato utilissimo per restituire loro un nuovo orizzonte di vita. Due sono stati accompagnati dai nostri operatori ad Acqui Terme ad incontrare l’azienda apistica per iniziare il tirocinio. Purtroppo al momento l’attivazione è stata solo per uno di loro per via delle problematiche derivanti dalle procedure sulle attese dei rinnovi dei permessi di soggiorno e l’assenza di ricevute che abbiano valore legale tra un rinnovo e l’altro. Non è certo come proseguirà il cammino di questi ragazzi, ma è evidente l’importanza di questo primo passo verso una maggiore autonomia e un equilibrio di vita.

Grazie al progetto “Bee My Job Academy” l’inserimento in azienda è facilitato grazie ai fondi della Compagnia di San Paolo che hanno permesso all’Associazione Cambalache di coprire per le aziende apistiche aderenti il 50% degli indennizzi di tirocinio, a fronte di un’attivazione minima di 4 mesi, garantire la copertura dei costi per le pratiche di attivazione dei tirocini, dare una consulenza sulla normativa sul lavoro per l’impiego di soggetti vulnerabili, offrire un tutoraggio educativo e interventi di mediazione linguistica e culturale durante tutto il percorso. Per quel che riguarda invece la ricerca dell’alloggio da parte dei beneficiari, il progetto offre loro supporto logistico e, se necessario, può arrivare a erogare un contributo economico per affittare un alloggio vicino alla sede aziendale durante il periodo di tirocinio.

La Caritas di Saluzzo e gli operatori di Saluzzo Migrante ripongono grandi aspettative in questo progetto di apicoltura sociale, riconosciuto a livello internazionale come buona pratica di inclusione, grazie alla collaborazione a partire dal 2018 con l’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. La speranza è quella che, attraverso una formazione qualificata, un accompagnamento professionale di operatori sociali e strumenti concreti come l’inserimento lavorativo in tirocinio, i tre giovani africani coinvolti possano uscire dalle condizioni di disagio e marginalità in cui vivevano.

Cerchiamo personale medico volontario

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Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” si prepara a riattivare la collaborazione con l’Ambulatorio Medico Stagionali per garantire ai braccianti un adeguato accesso alle cure.

Dal 2014, infatti, la Caritas di Saluzzo, grazie ad una convenzione tra l’ASL CN1 e la Fondazione San Martino, attiva un Ambulatorio Medico che offre gratuitamente visite di base ai lavoratori stagionali nello spazio della Casa di Prima Accoglienza Mons. Bona in corso Piemonte 63.

Da maggio a dicembre questo Ambulatorio diventa fondamentale per i braccianti che lavorano come stagionali: grazie all’attività volontaria di medici e assistenti sanitari che mettono gratuitamente a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo, grazie alla disponibilità dell’Asl CN1, negli anni questo Ambulatorio è riuscito a garantire un’adeguata e pronta cura a centinaia di persone che, seppur presenti in Italia da anni, non avevano mai avuto accesso alle visite necessarie.

Sono diverse le difficoltà ad accedere al servizio sanitario per le persone straniere non residenti nel Saluzzese che arrivano nel nostro territorio ogni anno per lavorare come stagionali.

Anche quest’anno il progetto Presidio “Saluzzo Migrante” cerca medici, infermieri e studenti di medicina o scienze infermieristiche che vogliano diventare volontari del servizio fornito dall’Ambulatorio Medico Stagionali e dallo sportello di assistenza sanitaria.

L’Ambulatorio diventa ogni anno un presidio fondamentale per garantire la salute di queste persone, tanto più in questo anno di pandemia, dove alla tutela della loro salute si aggiunge quella della collettività.

Per candidarsi si richiede di inviare una mail all’indirizzo salutemigrante@gmail.com all’attenzione della referente, la dott.ssa Tiziana Bertero.

Cerchiamo volontari

By News

Siamo alla ricerca di nuovi volontari per i servizi di Saluzzo Migrante!

Nonostante la pandemia, anche se la stagione di raccolta non è ancora iniziata, i nostri servizi non si sono mai fermati. Continuiamo a offrire supporto ai braccianti presenti nel nostro territorio.

Queste sono le attività che grazie al vostro aiuto potremo portare avanti:

– aiutare lavoratori stranieri in condizioni di vulnerabilità che stanno studiando per la patente, dando disponibilità a fare videochiamate o ad incontrarli in Caritas (in giorni e orari in base alla disponibilità del/della volontario/a)

– creare un gruppo di supporto all’orientamento lavorativo: redazione e invio di CV, ricerca di opportunità formative e lavorative, cura dei rapporti con il Centro per l’impiego (in giorni e orari in base alle disponibilità del/della volontario/a)

aiuto logistico (pulizia dei locali di Casa Madre Teresa e in cui avvengono i servizi di Saluzzo Migrante, sistemazione e ripristino dei locali o delle strumentazioni, spostamento di biciclette e mobili, passaggi in discarica) (martedì e mercoledì pomeriggio)

ciclofficina: riparazione di biciclette usate, aiuto nella gestione del deposito e del prestito (martedì e mercoledì dalle 10 alle 16:30, si possono pensare altri orari in accordo con gli operatori di Saluzzo Migrante)

accompagnamenti sanitari/amministrativi : accompagnare le persone in ospedale/ambulatorio/studio dentistico per visite mediche e specialistiche, accompagnare le persone per appuntamenti presso uffici pubblici/sportelli (a chiamata, a seconda dei bisogni)

servizio mensa (tutte le mattine dalle 10 alle 13)

supporto alle attività di Infopoint : redazione CV, orientamento amministrativo e lavorativo (martedì e giovedì pomeriggio dalle 16:45 alle 19)

insegnamento della lingua italiana (si può fare in base alle disponibilità del volontario)

Tutte le attività proposte vengono svolte nel pieno rispetto delle noromative anti Covid per poter mantenere l’apertura di servizi di prima necessità, fondamentali al contrasto delle situazioni di marginalità e povertà economico-sociale che la pandemia sta moltiplicando e aggravando.

Saluzzo Migrante cerca volontari dai 18 anni in su, anche fuori dal Comune di Saluzzo (verranno inviate apposite certificazioni per consentire gli spostamenti).

Per saperne di più e/o candidarsi, scrivete a info@saluzzomigrante.it

Progetto “Bee My Job”

By News

Per il primo anno anche la Caritas di Saluzzo, tramite il progetto Presidio “Saluzzo Migrante”, è partner del progetto “Bee My Job” promosso da APS Cambalache che per il settimo anno consecutivo propone l’apicoltura come motore di inclusione, offrendo nuove opportunità di formazione e inclusione lavorativa.

Grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e con il patrocinio dell’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Fin dalla sua nascita, Bee My Job ha avuto tra i suoi obiettivi il contrasto a ogni forma di caporalato e sfruttamento in ambito agricolo e la promozione dell’accesso al lavoro degno. Quest’anno lo sguardo sarà ancora più attento a questa tematica e l’accesso alla Bee My Job Academy sarà promosso principalmente a favore di rifugiati, richiedenti asilo e migranti che sono stati vittime di sfruttamento lavorativo e sono al di fuori dei circuiti dell’accoglienza.

Una direzione che sarà possibile percorrere grazie alla partnership con la Caritas di Saluzzo, tramite il Presidio “Saluzzo Migrante”, e la onlus MEDU – Medici per i diritti umani che lavora in diversi contesti delicati su tutto il territorio italiano, dalla Piana di Gioia Tauro (Calabria) a Vicofaro (Pistoia, Toscana), a Roma. La Caritas di Saluzzo, infatti, selezionerà 3 beneficiari, per arrivare a definire il gruppo di 12 aspiranti apicoltori che potranno accedere al percorso di formazione che durerà per tutto marzo e ad un tirocinio in azienda.

Per far fronte all’emergenza Covid19, la formazione teorica sarà a distanza (teoria apistica, italiano settoriale, sicurezza sul lavoro e orientamento al mondo lavorativo, per un totale di 57 ore) e 18 ore di pratica apistica ad Alessandria, presso l’apiario urbano nel parco comunale del Forte Acqui. 

Terminata la formazione, partiranno i tirocini lavorativi in aziende di tutta Italia che garantiranno il rispetto dei criteri etici che sono alla base del progetto, riportati nella Carta Etica stilata in collaborazione con l’UNHCR.

Per saperne di più:

  • Cambalache: piazza Monserrato 7/8 – Alessandria
    info@beemyjob.it 0131 483190 – 351 0901647 referente: Esther Garcia
  • Medici per i Diritti Umani: via dei Volsci 101 – Roma
    mariarita.peca@mediciperidirittiumani.org 06 97844892 – 334 3929765 referente: Mariarita Peca
  • Caritas di Saluzzo: presso Infopoint Saluzzo Migrante, corso Piemonte 59 – Saluzzo
    caritas@saluzzomigrante.it 334 1197296

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Entra nella Casetta!

By New, News

A Saluzzo c’è una casa che inizia proprio dove i binari della ferrovia finiscono.
Qui la Caritas di Saluzzo ha deciso di iniziare un progetto per i giovani, costruendo un luogo in cui si potesse iniziare un cammino verso l’indipendenza.

Sono passati due anni da quando la “Casetta” in via Savigliano 30 ha accolto i suoi primi inquilini e da quel momento, per tutto l’anno, giovani hanno potuto vivere, per lunghi o brevi periodi, un’esperienza di crescita e condivisione nuova.

Anche quest’anno, la “Casetta” cerca nuovi inquilini trai i 18 e i 30 anni che abbiano voglia di abitare nel cohousing per un periodo che va da un minimo di sei mesi ad un anno.

La “Casetta” è divisa in due piani:

– al piano terra si trovano la cucina comune, un bagno e una camera da letto che può avere un uso polivalente (coworking, ospitalità…)
– al primo piano ci sono tre camere da letto e un bagno

Il “cuore” della Casetta è l’orto-giardino sul retro, in cui nel corso delle estati passate i giovani del cohousing hanno proposto serate di cinema, teatro, dibattiti…

Vivere in “Casetta” significa condividere tempo e valori: agli inquilini viene chiesto di partecipare come volontari alle attività promosse dai diversi Servizi della Caritas, creare momenti di convivialità, progettare iniziative e attività aperte al territorio. 

La vita in “Casetta” è improntata ad uno stile eco-friendly e sostenibile nei consumi: il progetto chiede agli inquilini una particolare attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, all’impatto dei consumi (ad esempio acquistando attraverso Gruppo di Acquisto Solidale, Botteghe locali e del commercio equo…) .

In cambio il progetto offre un affitto calmierato, in base alle possibilità di ciascuno (studente/studentessa, lavoratore/lavoratrice, disoccupato/disoccupata).

VUOI ENTRARE IN CASETTA?

Manda la tua candidatura entro il 1 marzo 2021 

con una mail all’indirizzo : info@caritassaluzzo.it

Invia una breve mail di presentazione (con nome cognome, età, contatto telefonico, impegni di studio o lavoro) e le motivazioni che ti spingono a candidarti.

Settembre 15, 2021 in Live blog, New

#Live2021_3 Vaccini per i braccianti

Anche quest’anno, grazie ai medici volontari coordinati dai dottori Paolo Allemano e Tiziana Bertero, l’Ambulatorio medico stagionali in corso Piemonte 63 ha riaperto in concomitanza con l’arrivo estivo dei lavoratori…
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Giugno 25, 2021 in Live blog, New

#Live2021_2 La salute dei braccianti a rischio

Quand’è che un lavoratore si può considerare sfruttato? Non è solo questione di mancanza di contratti, niente contributi... tra gli indici che il codice penale individua c'è anche il mancato…
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Giugno 19, 2021 in New, News

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Giugno 4, 2021 in New, News

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Tornare ad accogliere

By New, News

Anche quest’anno, con la fine della stagione della raccolta, è arrivata la chiusura delle Accoglienze Diffuse, messe a disposizione da 9 Comuni su 32 del distretto frutticolo che hanno scelto di aderire al protocollo siglato con Prefettura, Regione e realtà del terzo settore. Nonostante il significativo impegno di queste istituzioni locali, che hanno permesso di aprire e gestire le strutture in un momento così delicato, una volta arrivata la chiusura a fine novembre, non si è trovata una soluzione per i lavoratori rimasti ancora sul territorio, ma senza dimora.

Una condizione, la loro, aggravata dai primi freddi e dalle nevicate di inizio dicembre, oltre alla normativa anti-Covid che limita gli spostamenti tra Comuni e Regioni (tenendo conto che la maggior parte dei braccianti normalmente a fine stagione si sposta al sud per continuare nelle raccolte), oltre alle difficoltà dei dormitori sul territorio di accogliere per via delle limitazioni imposte dalla diffusione del contagio.

Dopo la chiusura delle strutture dell’Accoglienza Diffusa una ventina di braccianti si è ritrovata senza una soluzione alternativa e alcuni di loro si sono presentati alla nostra Caritas con zaini e bagagli senza sapere dove andare. Alcuni hanno contratti ancora attivi con aziende del saluzzese, altri sono in attesa di ricevere la busta paga o di un appuntamento in Questura o, semplicemente, non hanno un posto dove andare.

A differenza degli altri passati, la pandemia ha reso ancora più difficile la situazione con una seconda ondata di contagi che non ha risparmiato le zone del sud Italia, meta dei flussi di braccianti che qui di solito si spostano per proseguire il lavoro di raccolta, ma dove in molti ghetti e tendopoli (da Rosarno e San Ferdinando in Calabria a Castelvetrano in Sicilia) il Covid sta creando situazioni di marginalità estrema e disagio per i braccianti che, impossibilitati ad uscire per le quarantene, rimangono senza reddito e senza mezzi per sopravvivere.

Di fronte a questa situazione la nostra Caritas, alla luce dell’emergenza sanitaria alla quale si aggiungono freddo e neve, ha per settimane chiesto che venissero individuate soluzioni abitative per questi lavoratori senza dimora da parte della Regione, della Prefettura e delle Istituzioni.

Come annunciato dal nostro Direttore, Carlo Rubiolo, nelle scorse settimane, 11 braccianti rimasti senza dimora sono stati ospitati al piano terra di Casa Madre Teresa di Calcutta che, pur non essendo una struttura adeguata ad ospitare nei mesi invernali per l’assenza di una cucina interna e di un numero adeguato di docce, nella prima settimana di dicembre ha riaperto temporaneamente il dormitorio maschile per accogliere questi lavoratori, sottoposti preventivamente ad un tampone rapido.

Per l’approvvigionamento dei pasti si collabora con la fraternità francescana di San Bernardino dove Frate Andrea Nico Grossi, arrivato da poco da Parma, ha messo a disposizione la sua esperienza di gestione di una mensa, cucinando e trasportando ogni giorno i pasti caldi in Casa Madre Teresa, dove ai piani superiori sono ospitati due giovani in situazione di fragilità nel cohousing al primo piano e una famiglia al secondo.

In merito alla situazione, il Direttore Carlo Rubiolo sottolinea:

“La Caritas Diocesana ha deciso di dare ospitalità ad alcuni dei migranti che lavorano come braccianti stagionali, rimasti senza un luogo in cui dormire. Della ventina di persone uscite dalle strutture dell’Accoglienza Diffusa, alcune non hanno mai avuto un tetto. Abbiamo segnalato al Prefetto la gravità della situazione, evidenziando l’assurdità di chiudere le strutture comunali in un momento in cui il lockdown impedisce gli spostamenti tra regioni: se i braccianti vengono fatti uscire, ma non possono raggiungere le zone di provenienza o quelle in cui potrebbero trovare altro lavoro in agricoltura (in particolare al Sud), è ovvio che per loro ci sarà solo il gelo delle notti all’aperto. 
Il Prefetto, pur dimostrando attenzione per il problema, ci ha detto che questo tipo di accoglienza non è previsto da alcuna norma o convenzione e che quindi non ci sono spazi per un suo intervento. Nelle strutture della Caritas ci sono solo pochi posti che saranno riservati a coloro che in tutti i mesi passati non hanno mai avuto dove dormire. Saranno ammessi dopo aver fatto il tampone e potranno rimanere fino a quando non verranno eliminate le restrizioni agli spostamenti.
Questa situazione fa emergere con cruda evidenza le carenze di un sistema di protezione invernale per le persone senza dimora, per le quali sono disponibili ad intervenire gli enti caritativi come il nostro”.

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