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#Live2019_2 Casa, ma a che prezzo

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FINALMENTE A CASA

maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un... Read More
maggio 12, 2019 in Live blog

#Live2019_2 Casa, ma a che prezzo

Abdin e Ibra sono in Italia da tanti anni, tanto che se gli chiedi da dove arrivano rispondo "da Brindisi". Dicono di non aver mai avuto una casa vera. FINALMENTE... Read More
maggio 6, 2019 in News

Coltivare orti e legami

Il 1° maggio per le famiglie eritree arrivate a Saluzzo grazie ai corridoi umanitari é stata una giornata di condivisione insieme ai giovani nuovi inquilini del cohousing sociale della Caritas... Read More
aprile 24, 2019 in News

In marcia per la solidarietà

Anche Saluzzo Migrante aderisce alla marcia di solidarietà ai migranti e contro la chiusura delle frontiere organizzata dall'associazione Roya Citoyenne. La marcia farà tappa a Saluzzo lunedì 29 aprile dove... Read More
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#Live2019_1 San Ferdinando

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Saluzzo e San Ferdinando (Calabria): in questi giorni sono due parti d’Italia collegate dalle tante telefonate che ci arrivano da migranti che conosciamo da anni, testimoniando le difficoltà nel “ghetto” sgomberato mercoledì mattina (il 6 marzo).

Come Caritas Saluzzese crediamo che la politica degli sgomberi non sia utile ad affrontare le reali problematiche legate allo sfruttamento dei migranti in agricoltura, in situazioni dove i diritti dei lavoratori e quelli fondamentali garantiti dalla Costituzione vengono sistematicamente compromessi.

Il rifiuto da parte di molti migranti che vivono nella baraccopoli di trovare una migliore soluzione abitativa perché distante dai luoghi di lavoro e reclutamento della manodopera (fase non regolata in modo efficace e spesso gestita dai caporali) dimostra lo stretto legame tra le opportunità di lavoro e la necessità per questi braccianti di vivere nel territorio.

A Saluzzo, in queste settimane vediamo e incontriamo migranti che, pur assunti da mesi dalle aziende del territorio, ad oggi (marzo) non hanno una soluzione abitativa. L’impossibilità di trovare un alloggio è legata spesso alle forme di contratto e alle preoccupazioni di affittuari e agenzie immobiliari.

Pur sapendo che circa il 60% dei migranti che vivevano nella baraccopoli di San Ferdinando sarà trasferito in centri di accoglienza straordinari e in nuove strutture in un campo allestito di recente, rimane la nostra convinzione che gli sgomberi non siano la risposta corretta all’emarginazione sociale vissuta da centinaia di uomini che fanno parte della forza lavoro di questo Paese.

Per questo motivo, come Caritas Saluzzese continua il nostro impegno per garantire il rispetto dei diritti di queste persone (al lavoro, alla salute, all’abitare) attraverso l’attività dell’Infopoint,  degli sportelli (assistenza sanitaria, legale, amministrativa …) e l’accoglienza diffusa. Un’azione di supporto che in questi anni si è modificata, dato l’aumento di lavoratori che da stagionali decidono di restare sul territorio, avviando progetti di radicamento per sé e la propria famiglia. 

Le posizioni istituzionali su San Ferdinando – articolo Corriere della Calabria

L’appello di migranti e movimenti contro lo sgombero – articolo blog Hurriya

La posizione della Caritas diocesana di Oppido mamertina-Palmi – articolo Agensir

La cronaca dello sgombero e le testimonianze – articolo Avvenire

[continua]

(foto di archivio)

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live 7 il freddo saluzzo migrante progetto presidio caritas saluzzo italiana
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maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un... Read More
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#Live2018_10 Sgombero: il racconto + Abitare Saluzzo

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La prima neve è scesa su Saluzzo e le montagne sono tornate a imbiancarsi. Alcune mele però resistono sugli alberi: è la “coda” di questa stagione di raccolta che dura fino a dicembre. Una “coda” piena di fatti.

Mercoledì 5 dicembre l’ex Fabbrica di Via Lattanzi, occupata il 10 luglio nel pieno della stagione di raccolta, è stata sgomberata dopo quasi 150 giorni, quando la stagione non è ancora finita per tutti. All’arrivo delle forze dell’ordine molte persone che abitavano la ex-Fabbrica non c’erano, erano al lavoro. Le altre sono state identificate e allontanate per permettere alla proprietà di mettere i sigilli.

Il Presidio della Caritas di Saluzzo non è stato avvertito circa la data dell’intervento e gli operatori si sono presentati in seguito alla segnalazione da parte di alcuni cittadini che avevano visto l’arrivo di numerosi mezzi delle forze dell’ordine in città. Ecco il racconto:

Al nostro arrivo, abbiamo interagito con le forze dell’ordine locali e con i vigili urbani che ci hanno autorizzato a restare nell’area. Lo scopo principale è stato quello di consentire un recupero di beni ed effetti personali delle persone che vivevano in via Lattanzi, ma che non erano presenti nel momento dello sgombero in quanto a lavoro. Questi beni spesso rappresentano tutto ciò che i migranti possiedono: molti zaini erano pieni di documenti o di fotografie. Tutto ciò che era rimasto all’interno della ex-Fabbrica al nostro arrivo sarebbe stato destinato verso l’isola ecologica e i migranti che erano già all’esterno non avevano la possibilità di rientrare per prendere alcuni beni rimasti negli “stanzoni”.

E’ anche su loro richiesta che siamo restati.

Lo scopo secondario era quello di assistere alle operazioni e alle modalità con cui esse sono state poste in essere e di prendere contatto con le persone “oggetto dello sgombero”, per permettere loro una prima assistenza e una tutela anche legale.

Ci siamo avvicinati ai cancelli, e abbiamo così compreso che lo sgombero era in atto già da diverso tempo, in quanto le forze dell’ordine avevano già identificato e allontanato dalla ex-Fabbrica i migranti presenti, permettendo loro di recuperare alcuni effetti personali. Le forze dell’ordine hanno così acconsentito a fare rientrare alcuni dei migranti presenti, insieme a noi, per prendere altro materiale che era rimasto all’interno prima che la proprietà mettesse i sigilli. Insieme a loro siamo entrati nell’ ex-Fabbrica come fatto decine di altre volte. Tutto era deserto ma i segni dell'”abitare” erano evidenti ed è stato possibile recuperare uno zaino, una borsa di cibo, alcuni vestiti dei documenti.

Non vi è stata alcuna collaborazione al fine di un “sollecito svolgimento delle operazioni”, ma una presenza necessaria come attenzione e cura verso chi ha vissuto la durissima situazione dell’ex Fabbrica e che si è ritrovato sul marciapiede antistante, con i pochi beni che aveva potuto prendere, con scarsa consapevolezza di quanto stesse accadendo.

Abbiamo aiutato i migranti a portare i loro zaini in alcuni luoghi di accoglienza individuati in via emergenziale, passando attraverso il Presidio, nell’Infopoint di corso Piemonte, dove i braccianti hanno potuto farsi una doccia calda, bere un the e raccontare le loro storie. Abbiamo ascoltato e fornito loro i recapiti per una pronta assistenza legale.

Tra loro c’era chi non ha trovato posto nelle accoglienze organizzate e ha vissuto in via Lattanzi sin dal suo arrivo a Saluzzo, c’era chi ha vissuto al P.A.S, nei campi Coldiretti oppure dal datore di lavoro e alla chiusura di questi posti è stato costretto a cercare un riparo dal freddo rigido nell’ex-Fabbrica, in attesa della fine del lavoro o di ricevere paga e busta paga.

C’era O. che di giorno lavora in nero come muratore. Lavora su un territorio vasto, spostandosi con il suo datore sino a Moncalieri o a Cuneo. Dormiva nell’ex-Fabbrica perché sapeva quanto sia impossibile riuscire ad affittare un appartamento senza un contratto di lavoro e nonostante molte sollecitazioni “il capo ha detto che non può farmi il contratto perché ha paura della busta paga, ma continua a dirmi che ci penserà”. Quando rientrava in via Lattanzi si scaldava i piedi vicino al braciere sul quale cucinava del riso come cena.

Con lui abbiamo incontrato anche M. che, ultimata la raccolta, stava aspettando di essere pagato per poi partire verso la Calabria. Aveva finito di lavorare da due settimane. Abbiamo telefonato al suo datore di lavoro: sapeva che M. stava dormendo al freddo, senza ripari, nella fabbrica occupata. Gli ha dato appuntamento per martedì prossimo per pagamenti e buste paga.

C’era J. che aveva un appuntamento in Questura dopo pochi giorni per il rilascio del permesso di soggiorno e alla chiusura del P.A.S. ha preferito aspettare alcuni giorni per comprare un biglietto per Nardò: per una nuova raccolta.

C’era S., che ha iniziato un lavoro di apprendistato e da un mese ci ha chiesto di affittare una casa.
Anche a S. era stato preparato, una settimana fa, un posto nella ex Casa del Custode del Cimitero, una delle strutture ancora aperte messa a disposizione dal Comune di Saluzzo. Purtroppo, a seguito della chiusura dei campi Coldiretti e del P.A.S., la Casa è stata riempita oltre le sue capacità e il posto offerto a S. era in un “capanno” freddo, che di notte raggiunge anche i 2-4°: S. era tornato in via Lattanzi perchè “lì è più caldo”.

P. era molto agitato, teso. Parla inglese e nessuno gli stava spiegando cosa stesse accadendo. Anche lui era già sul marciapiede, in attesa di indicazioni. Abbiamo dato anche a lui la stessa assistenza, gli abbiamo consegnato i nostri numeri di telefono prima che corresse via. Non è arrivato in Presidio come gli altri. Abbiamo appreso nel pomeriggio che verso mezzogiorno è tornato alla ex-Fabbrica, in forte stato di agitazione, è stato fermato ed è stato oggetto di un TSO: dopo l’intervento dei medici che lo hanno sedato è stato trasportato in Ospedale. Ci siamo messi in contatto con il reparto dell’ospedale e ieri siamo andati a trovarlo.

Più tardi è arrivato in Presidio C. che era stato accompagnato in caserma perché privo di documenti. In mano aveva i fogli con la notifica del “decreto di espulsione”. Da anni C. ritorna, da anni trova impiego nelle nostre campagne.

Alla sera mentre queste persone trovavano posti alla Casa del Custode del Comune di Saluzzo e in Casa Madre Teresa, le uniche accoglienze ancora aperte, sono arrivati B., J., S., D.: avevano terminato la giornata di lavoro e cercavano i loro zaini. Hanno trovato la ex-Fabbrica chiusa, hanno telefonato alcuni amici che li hanno indirizzati in Caritas: abbiamo cercato tra il cumulo di beni recuperati qualche effetto personale e li abbiamo accompagnati ad un letto. Alcuni di loro hanno contratti, per altri di loro il contratto è finito ma “il capo ha bisogno ancora di qualche giornata di lavoro”.

Ci sono altre storie, altre voci, domande alle quali non sappiamo rispondere. Tra tutte, quella di D. “noi abbiamo lavorato anche per tutti voi, perchè ora ci buttano via?”.

Questa cronaca e questa stagione non si chiudono oggi, quest’anno sono stati numerosi gli enti che hanno lavorato per costruire proposte abitative e migliorare la condizione degli stagionali. Tuttavia, le temperature invernali e il protrarsi della raccolta trovano molte di queste accoglienze e di queste soluzioni non ancora adeguate.

La Caritas di Saluzzo denuncia con forte preoccupazione la mancanza di tutele e di dignità a cui spesso molti lavoratori sono costretti: ancora oggi necessarie braccia da lavoro, anziché uomini. L’abitare diventa così una necessità sempre più difficile da soddisfare per questi lavoratori.

PROGETTO  ABITARE SALUZZO: cASe

Per questo motivo, la Caritas sta strutturando il progettoAbitare Saluzzo: cASe”: un’iniziativa semplice, alla ricerca di appartamenti per lavoratori assunti per un periodo medio/lungo. Stiamo lavorando con persone, realtà del sociale e agenzie del territorio, provando a condividere nuove prospettive di intervento. “Abitare Saluzzo: cASe” nasce proprio perché in quei container dell’accoglienza diffusa a Lagnasco, così come nella ex Casa del Custode al Cimitero, abitano persone che hanno un contratto regolare fino ad aprile del 2019. Incontrando questi lavoratori cerchiamo di capire i loro bisogni e di provare a costruire con loro e per loro un futuro diverso.

Quella che cercano non è solo una “casa vera”, ma la possibilità di uscire da una condizione precaria che deriva dal continuo spostarsi, dal migrare da una parte all’altra dell’Italia, aspetto che rende difficile stabilizzarsi in un luogo. Crediamo che sia necessario continuare a progettare proposte che permettano a questi lavoratori stagionali di insediarsi stabilmente, anche nelle nostre città per chi lo desidera, iniziando così un percorso di protagonismo, di cittadinanza attiva, che parta dalla creazione di legami solidi con le persone del posto.

[continua]

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Saluzzo Migrante
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maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

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maggio 12, 2019 in Live blog

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In marcia per la solidarietà

Anche Saluzzo Migrante aderisce alla marcia di solidarietà ai migranti e contro la chiusura delle frontiere organizzata dall'associazione Roya Citoyenne. La marcia farà tappa a Saluzzo lunedì 29 aprile dove... Read More
Copertina live9 La nuova mela e l'insicurezza di chi la raccoglie Saluzzo Migrante Caritas Saluzzo Migranti

#Live2018_9 La nuova mela e l’insicurezza di chi la raccoglie

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Nel Saluzzese, in genere, novembre è il mese in cui la stagione è già conclusa: la frutta estiva è raccolta, chiudono i campi di accoglienza dei braccianti organizzati dalla Coldiretti, i Tavoli di confronto istituzionale iniziano ad elaborare i dati annuali.

Non è così, invece, per il nostro Presidio Caritas e per gli Enti che anche quest’anno si sono attivati con l’obiettivo di gestire e rispondere con soluzioni concrete alle difficoltà dei lavoratori stagionali.

Per noi l’autunno è il tempo della nuova raccolta, dell’intensificarsi delle attività del nostro Presidio, del freddo e delle nuove vulnerabilità.

IN SELLA ALLE BICI, SI CONTINUA A LAVORARE

In questo periodo, infatti, ha preso il via la raccolta di una nuova varietà di mela introdotta nel Saluzzese dall’Australia: una mela dalla buccia rosso porpora, caratterizzata da tempi di maturazione che la rendono commerciabile proprio mentre tutte le altre varietà sono già state vendute. Questa nuova mela invernale dovrebbe quindi permettere alle aziende agricole di ottimizzare l’organizzazione della raccolta che inizia dopo quella della frutta estiva. Eppure la quotidianità degli accessi ai nostri servizi racconta una realtà ben diversa.

Sono infatti ancora tanti, in autunno, i braccianti che affollano l’Infopoint arrivando a bordo delle loro biciclette con le camere d’aria ormai consumate e il terriccio delle strade di campagna ancora attaccato. Hanno contratti stipulati da pochi giorni, hanno rinnovi che in alcuni casi arriveranno all’inverno. Chi parte può lasciare la sua “preziosa” bicicletta, unico mezzo di trasporto per lavorare, in un deposito che abbiamo messo a disposizione, ritirandola l’anno successivo, quando tornerà nel Saluzzese per la raccolta dei piccoli frutti, in realtà tra pochi mesi.

A tutto ciò si aggiunge la difficoltà di accesso agli sportelli pubblici che, non sapendo della nuova varietà di mela invernale, sostengono di non poter più erogare servizi ai migranti non residenti in quanto la stagione di lavoro sarebbe già terminata. Le buste paga, invece, raccontano di giornate diverse da quelle effettivamente lavorate, ma correggerle richiederebbe ai braccianti di fermarsi a Saluzzo altre settimane in una sistemazione troppo precaria.

VIA LATTANZI: UN CROCEVIA DI INCERTEZZE

L’ascolto, cuore delle nostre attività, avviene anche attraverso il Presidio Mobile che ci offre l’occasione di incontrare le persone con maggiori fragilità, quelle che non hanno trovato un posto nelle accoglienze in azienda o al dormitorio PAS del Comune. Quasi ogni sera andiamo alla fabbrica occupata in via Lattanzi a Saluzzo: un luogo in cui l’esistenza è precaria, i contratti di lavoro attivi sono ancora numerosi, dove si “ammassano” persone stanche, preoccupate, ma forti. Incontriamo vecchie e nuove fragilità: la paga che non arriva a tutti, la preparazione dei bagagli per trasferirsi in altri luoghi di lavoro stagionale in Italia o in Europa, la salute che peggiora con il freddo, il buio che arriva presto e la bicicletta difficile da governare sotto la pioggia, la mancanza di servizi igienici, le voci sui cambi di rotta dettati dalle nuove normative governative.

Attendiamo il tempo dei bilanci, preoccupati per chi è sprovvisto di una sistemazione adeguata ad affrontare il freddo. La nuova mela, arrivata dall’Australia, con il suo sapore esotico non avrà certo lo stesso “sapore” delle condizioni in cui viveva chi l’ha raccolta a novembre.

[continua]

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maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

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Copertina Live8 Ascolto, voci e numeri saluzzo migrante caritas saluzzo

#Live2018_8 Ascolto, voci e numeri

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La stagione si avvia al termine e per i molti è già tempo di bilanci. Rispondiamo, in Presidio e a chi in riunione ci fa domande: “Quanti ce ne sono ancora? In quali luoghi abitano? Il dormitorio PAS è pieno? In quanti lavorano?”.

Sono domande “bianche” perché zeppe di numeri. Numeri che fanno sì notizia, ma che non restituiscono la singolarità di ogni storia, di ogni persona che abbiamo finora incontrato, ascoltato, aiutato.

Tra queste, ogni giorno, con l’arrivo della sera troviamo nel nostro Presidio Caritas o al telefono dello sportello, le domande “nere”. Sono quelle di chi ha trovato ospitalità in Casa Madre Teresa, almeno 12-15 persone in questi settimane di autunno, arrivate qui perché malate o perché hanno deciso di denunciare una situazione lavorativa che non vogliono più accettare. Poi ci sono le persone ospitate nei 4 siti del progetto “Accoglienza Diffusa”: 114. Ascoltiamo anche loro, mentre ci salutano dalle strutture comunali messe a disposizione, mentre saldano il conto della loro spesa mensile e partono per chissà dove. A volte sappiamo dove andranno, a volte, no … l’unica certezza è che il loro posto in poco tempo sarà occupato da un’altra persona in cerca di un luogo in cui dormire, con un contratto in mano già da qualche mese.

Ascoltiamo le voci di chi lavora, spesso le stesse ascoltate dagli operatori del dormitorio PAS: chiedono quando chiuderà il dormitorio o se ci sia un posto libero in una casa, altri chiedono una coperta perché nella fabbrica occupata in via Lattanzi fa freddo, ma qui devono rimanere perché di lavoro ce n’è ancora, la raccolta va terminata, la paga riscossa.

“Sono venuto qui per questo” sentiamo dire dalla maggior parte di questi che per noi non sono numeri, ma voci, volti, storie. Ascoltiamo la loro voce, preoccupata, che chiede informazioni sul permesso di soggiorno, su dove andare perché non hanno un riparo o perché non hanno più lavoro, se il contratto può essere utile.

Ascoltiamo la voce di chi posa una bicicletta in corso Piemonte, davanti al nostro Presidio, registra il suo nome, controlla la posta per l’ultima volta nella saletta gialla e parte. Per lui non c’è qualcosa che finisce, c’è semplicemente il continuare a migrare, la sua voce è stata molto più di un numero.

UNA DOMENICA DI OTTOBRE

Proprio perché il nostro aiuto parte prima di tutto dall’ascolto, abbiamo voluto creare un’occasione di ascolto reciproco fra chi vive ai due opposti del mondo e spesso della filiera agricola.

Sabato 27 e domenica 28 ottobre abbiamo ospitato in Caritas 15 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Giovani che arrivano da tutta Italia e da tutto il mondo per studiare il mondo del cibo e che a Saluzzo hanno voluto capire da vicino cosa ruota attorno alla produzione agricola fin dal campo, dalla raccolta.

Gli studenti hanno ascoltato da Janiki l’evolversi della situazione dei braccianti saluzzesi negli anni, come e perché il nostro Presidio è nato, cosa facciamo tutti insieme (équipe e volontari) per molti di questi lavoratori. Cosa fanno le istituzioni e le aziende.

L’ascolto è passato anche attraverso la condivisione del pasto con i braccianti alla Casa del Custode di Saluzzo dove gli studenti dell’Università di Pollenzo hanno organizzato la spesa, cucinato e pranzato insieme. Abbiamo scelto la Casa del Custode perché è uno dei tanti luoghi accoglienza, di lavoro e di vita saluzzese per molti mesi all’anno, per molte persone.

Dopo siamo partiti per un presidio itinerante in via Lattanzi dove abbiamo incontrato chi vive nella fabbrica occupata e chi da mesi è solidale con questi braccianti. E’ stata una domenica di ascolto in una stagione non ancora finita.

[continua]

Live8 Ascolto, voci e numeri saluzzo migrante caritas saluzzo
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maggio 22, 2019 in News

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In marcia per la solidarietà

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live 7 copertina il freddo saluzzo migrante progetto presidio caritas saluzzo italiana

#Live2018_7 Il freddo

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Il freddo dell’alba che ti sveglia quando dormi all’aperto, il freddo del vento che sferza mani e viso mentre pedali in bicicletta, il freddo del pasto che consumi nei campi tra ore di lavoro dure e lunghe, il freddo che ti accompagna mentre rientri al tuo bivacco, il freddo della doccia gelida che usi per scacciare via la giornata, il freddo della pioggia che batte sull’asfalto o sui vetri del luogo dove hai trovato un posto in cui dormire.

È la costante di queste ultime settimane per i braccianti che ancora vivono e lavorano a Saluzzo. Perché la stagione della raccolta in realtà non è ancora finita nonostante già circolino dichiarazioni sulla chiusura delle accoglienze a fine ottobre.

La maggior parte di loro, specie quando il contratto di lavoro sarà terminato, non sa assolutamente dove andare perché non ha una casa, un altro lavoro, non ha alternative. Come Presidio Caritas incontriamo e ascoltiamo molti stagionali che ancora lavorano, provando ad aiutarli nel progettare uno spostamento da Saluzzo.

Mancano pochi mesi a dicembre, quando la neve fermerà ogni attività, eppure per i braccianti questi sono i mesi più duri perché oltre al disagio abitativo, come per chi vive accampato e senza servizi igienici in via Lattanzi, si somma l’incertezza per il futuro, il buio che avvolge le strade, il freddo delle notti sempre più rigide e delle giornate autunnali.

Per il nostro Presidio Caritas è una stagione di preoccupazione e lavoro incessante. Siamo preoccupati per le conseguenze del freddo, già visibili tra i braccianti malati che stanno aumentando ogni giorno, come verificato dall’ambulatorio medico in corso Piemonte e dal Pronto Soccorso.

Siamo preoccupati per chi, dopo una dura giornata di lavoro spostandosi solo in bicicletta, non ha indumenti adatti ad affrontare le temperature autunnali e al rientro nelle accoglienze, in genere dopo le 19, trova ad attenderlo una doccia fredda. Per questo motivo abbiamo attivato una raccolta di coperte che ha trovato sostegno grazie alla solidarietà di tanti Saluzzesi. Anche la distribuzione di indumenti nella “Boutique du monde” allestita al Pozzo ormai vede addirittura 140 passaggi al giorno.

Siamo preoccupati per cosa accadrà quando, chiuse le accoglienze come il PAS nell’ex caserma Filippi, rischieranno di aggravarsi situazioni come quella in via Lattanzi.

Eppure siamo consapevoli che basterebbero interventi minimi, senza necessità di grandi investimenti economici in strutture, per mitigare la durezza della situazione che gli stagionali stanno vivendo in queste settimane. Una doccia calda, una coperta o un sacco a pelo, indumenti pesanti o stufe elettriche costituirebbero già un efficace intervento per migliorare le difficilissime condizioni di vita di queste persone.

Riteniamo urgente affrontare la situazione, ma siamo consapevoli che non possiamo farlo da soli, che serve strutturare una serie di azioni in coordinamento fra realtà che già si sono spese anche quest’anno per gestire l’arrivo degli stagionali e il mondo agricolo che, in molti casi, guarda alla partenza del proprio lavoratore a fine giornata senza provare a immaginare dove andrà a passare un’altra notte fredda.

Perché il nostro obiettivo, estate o inverno che sia, resta sempre lo stesso: lavorare per garantire una degna accoglienza e dignità per i lavoratori stagionali della frutta.

[continua]

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maggio 22, 2019 in News

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#Live2018_6 Lavoro, salute, diritti

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Tra i servizi del nostro Presidio di Caritas Saluzzo ci sono anche uno Sportello di assistenza sanitaria e un Ambulatorio medico.

In questi giorni è arrivato S., un bracciante con una storia comune a quella di molti altri: mentre lavorava è caduto da un macchinario agricolo ferendosi ad un ginocchio, ma nonostante ciò ha continuato a lavorare. A fine giornata è salito sulla bicicletta tornando lentamente a Saluzzo.

Il giorno dopo S. è arrivato al nostro Ambulatorio: qui gli è stata garantita una visita medica di base, l’accompagnamento al Pronto Soccorso (su suggerimento del dottore), l’assistenza per le pratiche di infortunio e la possibilità di ricevere i farmaci prescritti.

Abbiamo scattato una foto per raccontare la storia di S. mentre aspettava il nostro volontario che in auto lo ha portato in ospedale.

Una storia che ci ricorda quanto diritti, salute, lavoro siano strettamente collegati fra loro.

UNO SPORTELLO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Per S., come per molti altri stagionali, tra i servizi che la nostra Caritas porta avanti, lo Sportello di assistenza sanitaria e l’Ambulatorio medico sono fondamentali.

Siamo convinti che promuovere lo sviluppo umano e la giustizia sociale passi necessariamente attraverso il garantire a tutti diritti fondamentali come quello alla salute.

L’Ambulatorio è attivo in corso Piemonte 63 presso la Casa di Pronta Accoglienza della Caritas ogni martedì e venerdì dalle 18 alle 19:30. In questo periodo l’Ambulatorio visita in media tra le 30 e le 40 persone a settimana, sebbene la richiesta sia maggiore.

Questo servizio della nostra Caritas è reso possibile grazie all’impegno di 15 fra medici volontari, infermieri e tecnici ospedalieri oltre ad alcuni studenti di medicina che fanno da assistenti. Un servizio fondamentale per garantire ai braccianti stagionali l’accesso immediato a cure e diagnosi.

Scopri di più sul nostro Sportello Sanitario (link)

Assistenza sanitaria anche ai primi ospiti di Casa Madre Teresa (link)

[continua]

Sportello santiario ambulatorio medico saluzzo migrante progetto presidio migranti
composizione bici Sportello santiario ambulatorio medico saluzzo migrante progetto presidio migranti
Sportello santiario ambulatorio medico saluzzo migrante progetto presidio migranti
maggio 22, 2019 in News

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

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Copertina live_5 fiera meccanica agricola saluzzo

Live2018_5 Alla fine della fiera

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Da sabato 1 settembre a lunedì 3 settembre Saluzzo si ritroverà a fare da sfondo alla 71^ Mostra della Meccanica Agricola. Un evento che viene pubblicizzato per il suo “forte carattere distintivo” cioè “una mostra specialistica per gli agricoltori in continua evoluzione, ma nello stesso tempo che non perde la vocazione secolare d’incontro popolare con il mondo agricolo del territorio”.

Agricoltura e territorio. Come non pensare ai circa 250 braccianti africani che proprio al Foro Boario, dove si inaugura la Fiera e in Via Lattanzi vivono accampati in condizioni senza dignità pur essendo parte di quella connessione fra agricoltura e territorio che passa attraverso le loro braccia? Si è fatto molto, Istituzioni Pubbliche, come Regione e Comune di Saluzzo, Sindacati e forze sociali hanno compiuto sforzi importanti, ma molti lavoratori dormono e vivono a terra.

Come Caritas Saluzzo quest’anno abbiamo deciso di metterci in ascolto di quel mondo agricolo che sarà rappresentato e si ritroverà alla Mostra. Vogliamo metterci in ascolto per capire, ad esempio, se e quanta consapevolezza abbia rispetto al proprio collegamento con quegli stagionali, in particolare i 250 che non hanno trovato una sistemazione né in azienda né nelle accoglienze gestite dai Comuni: al PAS, alla Casa del Custode a Saluzzo e presso altri posti gestiti dal progetto “Accoglienza Diffusa-Coltiviamo Solidarietà”.

La nostra presenza sabato 1 settembre alla Mostra ci sarà, ma itinerante, perché non dimentichiamo di essere un Presidio sul territorio. Per questo motivo, oltre ad essere presenti alla Mostra, sabato mattina continueremo ad essere nei luoghi dove si trova la manodopera che i macchinari non possono sostituire nella raccolta. Saremo all’Infopoint in Corso Piemonte, sul viale del Foro Boario, in via Lattanzi dove alcuni stagionali hanno occupato un magazzino privato, saremo dentro il dormitorio PAS (Prima Accoglienza Stagionali) dove 368 di loro hanno trovato una sistemazione promossa dal Comune di Saluzzo.

Saremo in questi luoghi, in quattro diversi “angoli” di Saluzzo, per ascoltare chi di quel mondo agricolo fa parte a tutti gli effetti, secondo noi.

Dalla nostra presenza alla Mostra forse sorgeranno anche domande irrisolte: continuiamo a vedere al Foro Boario uomini costretti a vivere all’aria aperta, dormendo per terra senza servizi igienici … eppure queste persone si alzano ogni mattina all’alba per andare a lavorare, tornando al loro bivacco verso sera … qualcosa non torna, alla “fine della Fiera” … perché?

[continua]

Foto di copertina di Pietro Battisti

saluzzo migrante infopoint caritas saluzzo corso piemonte 63
foro boario saluzzo migrante migranti
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Copertina Live4 Fonte immagine TPI Saluzzo Migrante Caritas

#Live2018_4 A quale prezzo? E Perché?

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3 giorni, 2 incidenti, 16 morti… Le vittime erano lavoratori, erano braccianti, erano africani… Viaggiavano su pulmini stipati che sfrecciavano lungo le strade del Foggiano, nella Piana della Capitanata dove stavano raggiungendo quei campi in cui si coltiva l’oro rosso italiano: il pomodoro. Questa la cronaca, stringata di quanto accaduto negli ultimi giorni, che ci ha posto molti interrogativi e a cui dedichiamo qualche riga di riflessioni condividendo articoli e idee con alcuni link.

OLTRE LA CRONACA UNA REALTÀ CONOSCIUTA

Queste morti hanno riportato sotto i riflettori il tema dello sfruttamento, del caporalato, del bracciantato agricolo, della manodopera spesso straniera, in gran parte africana. Lavoratori stagionali impiegati con un salario bassissimo per raccogliere un prodotto che arriva nella grande distribuzione spesso sottocosto.

E, come di recente ha scritto il giornalista Stefano Liberti su Internazionale, “quando noi compriamo sottocosto c’è sempre qualcun altro che quel costo lo sta pagando”.

Internazionale – La morte dei braccianti riguarda tutti noi consumatori

Lo hanno pagato questi lavoratori e molti altri lo pagano ogni giorno, con il capo chino a raccogliere nei campi indossando berretti rossi come quelli che avevano i braccianti morti nei due incidenti, unica protezione dal sole cocente d’agosto.

TUTTO QUESTO CI RIGUARDA

Il nostro pensiero in questi giorni è a Foggia, alle persone che non ci sono più, alle loro famiglie lontane. E’ a chi ogni giorno incontriamo qui a Saluzzo, con un berretto in testa, stanco del lavoro, a chi di lavoro, proprio in Italia, muore o rischia di morire.

Tutto questo ci riguarda perché sappiamo che sono morti annunciate. Le condizioni di sfruttamento nel lavoro agricolo, la precarietà abitativa e sociale, la vulnerabilità e la mancanza di tutele dei braccianti stranieri sono conosciute da anni. Una realtà che da nord a sud Italia viene fotografata ogni anno in numerosi rapporti

dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil:  Sintesi 4° rapporto Agromafie e Caporalato

al Rapporto Agromafie di Eurispes e Coldiretti: Agromafie – 5° rapporto sui crimini agroalimentari in Italia

SCHIAVI MODERNI E I NOSTRI GIOVANI DA LIBERARE

Questi morti sono “schiavi moderni”, frutto di una società che spesso li sfrutta ma allo stesso tempo ne ha paura. Come ha sottolineato il presidente della CEI Bassetti: “Il fenomeno migratorio è sicuramente complesso, ma è strutturale; non è una emergenza ma coinvolge il mondo intero, non solo il Mediterraneo e la nostra Europa. Il popolo italiano nella sua base non è razzista ma terribilmente impaurito. E la paura è terribile perché ti porta non più ad accogliere l’altro ma a proteggerti, difenderti dall’altro fino a vedere nell’altro un nemico. La Chiesa deve liberare il più possibile la gente dalla paura”.

Avvenire – Bassetti: “Una vita indegna, strage che sgomenta: fare giustizia”

Ogni giorno, nel nostro lavoro, proviamo a portare anche queste parole e queste riflessioni.

[Continua]

Saluzzo Migrante Live 4 Fonte Osservatorio Diritti
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Copertina Live3 Saluzzo Migrante Caritas saluzzo migranti

#Live2018_3 Nessuno resta indietro

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Continua questa difficile estate che ci vede sempre più impegnati a garantire supporto e accoglienza ai migranti arrivati nel Saluzzese per la raccolta della frutta. Nonostante quest’anno il Comune di Saluzzo, insieme alla Cooperativa Armonia e ai mediatori culturali della Cgil, abbia allestito nell’ex caserma Filippi il dormitorio PAS (Prima Accoglienza Stagionali), i 368 posti disponibili sono stati subito assegnati. La struttura quindi non ha potuto dare ospitalità a tutti gli stagionali arrivati in cerca di lavoro.

LA NOSTRA PRESENZA AL FORO BOARIO
I posti al PAS sono andati esauriti in pochissimi giorni così circa 200 persone sono rimaste accampate all’esterno, sul viale del Foro BoarioÈ qui che in questi giorni si sta concentrando l’azione della nostra équipe e dei volontari CaritasUn’attività che parte dall’incontro e dall’ascolto dei braccianti, per capire i loro bisogni e i loro problemi. Alcuni sono originari del Burkina Faso, del Senegal e del Mali, altri anche del Togo e del Gambia, ma tutti hanno in comune la necessità (e la speranza) di trovare lavoro nei frutteti. Anche le esigenze sono comuni: un posto dove dormire, acqua e bagni, poter cucinare insieme. Alcuni vorrebbero rinnovare il permesso di soggiorno per non dover lasciare Saluzzo mentre lavorano o cercano lavoro. Sia per gli stagionali presenti al PAS sia per chi si trova al Foro Boario, fuori dal dormitorio, i nostri volontari e l’équipe portano avanti un costante lavoro di informazione, ascoltandoli e invitandoli all’Infopoint in corso Piemonte 59 nel caso in cui abbiano necessità di assistenza legale, medica o amministrativa.

SULL’OCCUPAZIONE DEL MAGAZZINO
Mercoledì 11 luglio alcune decine di persone, che non hanno trovato posto in altre strutture di accoglienza, hanno occupato illegalmente un capannone privato in disuso, nei pressi di via Lattanzi a Saluzzo. Ci siamo subito mobilitati per monitorare la situazione e capire meglio cosa fosse accaduto. Siamo riusciti a parlare con alcuni di loro che ci hanno spiegato il motivo dell’azione. Pur comprendendo l’estremo disagio di quanti ormai da alcune settimane sono costretti a vivere all’aperto, siamo preoccupati che l’occupazione sia un motivo di ulteriore vulnerabilità della loro condizionePensiamo sia necessario che queste persone restino in una situazione di legalità e speriamo si possa trovare presto una soluzione soddisfacente.

DOCCE, CIBO E VESTITI 
Per queste persone ogni settimana come Caritas apriamo un servizio di docce che, interrotto dopo l’apertura del dormitorio PAS, è stato riattivato ed è disponibile il lunedì e il giovedì. Alle docce si aggiunge tutti i martedì e i giovedì la nostra “Boutique du Monde”, un punto distribuzione che abbiamo allestito in una casetta gonfiabile, per offrire generi di prima necessità (abbigliamento, coperte e cibo) in collaborazione con l’Emporio della solidarietà di via Maghelona. Qui gli stagionali che ne fanno richiesta, oltre 200 negli ultimi 7 giorni, contribuiscono al servizio con un’offerta libera per riconoscere loro dignità e garantire l’accesso a tutti quanti.

[continua]

foro boario saluzzo migrante migranti
equipe e volontari saluzzo migrante
persone fuori dalla boutique saluzzo migrante
maggio 22, 2019 in News

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