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“Live blog” è la sezione del sito che raccoglie le principali informazioni sul lavoro del progetto Saluzzo Migrante e sulla vita degli stagionali a Saluzzo.

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

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Cerchiamo coperte.

Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a 0,98 centesimi

Per D. che a 21 anni si trova a pregare il suo Dio su un cartone umido sotto un portico a Saluzzo dove è arrivato per la prima volta, convinto da un amico che qui avrebbe trovato un ingaggio.

Per S. di 23 anni che a Bergamo faceva il metalmeccanico, ma la crisi causata dal Covid ha lasciato senza lavoro.

Sono oltre 100 i giovani africani (originari delle zone subsahariane come Mali, Gambia, Senegal…) che abbiamo incontrato la notte in queste settimane, durante i nostri Presidi Mobili, mentre con i volontari distribuiamo mascherine, gilet catarifrangenti, ma soprattutto coperte.

Sono arrivati qui da Torino o da altre regioni, con la speranza di lavorare  nella raccolta, a cavallo tra i mirtilli e le mele, ma rimangono senza un tetto perché i posti nelle strutture dell’accoglienza diffusa (115 disponibili) non sono sufficienti, inoltre le aperture di alcuni siti sono state posticipate o non ancora attuate.

Alcuni hanno il permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato, molti i nuovi arrivi che passano dal nostro Infopoint in corso Piemonte, alcuni ci mostrano un contratto in Comuni che (a differenza degli otto firmatari su 34 del distretto frutticolo cioè Saluzzo, Cuneo, Tarantasca, Busca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Verzuolo e Savigliano) non hanno sottoscritto i protocolli con la Prefettura.

Molti ci dicono di avere un contratto con un datore di lavoro che li assumerà per la raccolta delle mele, ma è forte il loro timore a mostrarlo per paura di controlli in azienda.

I temporali di questi giorni li hanno esposti a piogge gelide, grandine e freddo, costringendoli a cercare un riparo anche sotto tettoie improvvisate, in condizioni indegne e promiscue, ancora più a rischio in questo periodo di diffusione del Covid-19.

Il nostro timore è per loro e per la salute dei cittadini: chiediamo che venga applicata una norma che già esiste, l’articolo 103 comma 20 del Decreto Rilancio, come già ribadito dalla Ministra Bellanova, che prevede un intervento per prevenire la nascita di insediamenti informali a tutela della salute di tutti.

[continua]

Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

Cerchiamo coperte. Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a…
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Luglio 13, 2020 in New, News

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#Live2020_4 INCONTARE I BRACCIANTI

By Live blog
1. CHI DORME FUORI
Da ormai qualche settimana, dopo aver chiuso il servizio di Infopoint, lasciamo l’ufficio per andare a parlare con i tanti ragazzi che dormono all’aperto. Quasi tutte le sere, attraverso i Presidi Mobili cerchiamo di informare, offrire assistenza legale, sanitaria, sindacale e di prima necessità a queste persone che vivono la loro fragilità in un momento storico che ne aggrava la situazione.
Incontriamo tra loro alcuni “storici” braccianti che ogni anno tornano a lavorare nelle nostre campagne, mentre molti altri sono qui per la prima volta.
Ad oggi abbiamo incontrato circa una ventina di lavoratori contrattualizzati che dormono in strada, e sappiamo che molti altri si stanno organizzando per arrivare. 
Ogni settimana scriviamo alla Prefettura e alla Regione per segnalare quanto da noi raccolto. Chiediamo di realizzare un sistema di accoglienza per i lavoratori agricoli stagionali sia pubblico che privato che coinvolga anche i sindacati agricoli e la riapertura delle strutture già presenti attraverso il coinvolgimento del dipartimento della protezione civile.
Come Caritas e come Progetto Presidio insistiamo anche sulla necessità di collaborare con gli imprenditori agricoli per quanto riguarda il rispetto dei diritti lavorativi di questi braccianti: l’equa retribuzione e la contribuzione che rispetta le giornate lavorative sono diritti fondamentali che possono permettere a queste persone di rendersi autonome anche nella ricerca di una casa.
In questa situazione pensiamo sia destinato ad aumentare il numero delle persone che dormiranno all’aperto a Saluzzo, specie in concomitanza con l’inizio della raccolta delle pesche.
Ribadiamo, come abbiamo detto questa mattina nell’intervento che ci ha visti al tavolo con il Sindaco di Saluzzo e il Vice Prefetto che hanno incontrato i manifestanti, che un alloggio dignitoso è una condizione fondamentale per la tutela del diritto alla salute dei braccianti agricoli e della salute pubblica. Tale situazione è attualmente insostenibile ed esprime forti criticità, come già segnalato alla Prefettura di Cuneo in una lettera che come Caritas abbiamo deciso di inviare.
2. COSA FACCIAMO
Dopo i primi, numerosi, arrivi la situazione dei braccianti stagionali a Saluzzo rimane ancora complessa. Molti dei ragazzi che abbiamo incontrato durante i nostri Presidi Mobili la sera in giro per Saluzzo o nello spazio del nostro Infopoint in corso Piemonte ci raccontano di essere arrivati qui per la prima volta: chi da Napoli, chi da Torino, perfino dalla Sardegna… Tutti sono in cerca di un lavoro stagionale, ma nessuno ha un posto dove stare.

Ad oggi abbiamo incontrato circa 70 ragazzi che dormono all’aperto in città (nei parchi pubblici, sotto i portici dei palazzi, nei parcheggi…) ai quali abbiamo donato una coperta e consigliato di venire al nostro Infopoint in modo da fornirgli assistenza dal punto di vista legale, lavorativo, sindacale e amministrativo. Quando arrivano li aiutiamo a iscriversi alla piattaforma “Io lavoro in agricoltura”, distribuiamo libretti per segnare il numero di ore lavorate durante la giornata, spieghiamo loro le novità che l’emergenza sanitaria ha portato con sé. 

Inoltre, sono già 6 le persone che hanno ricevuto assistenza sanitaria da parte del nostro ambulatorio medico o dal pronto soccorso che hanno spesso sottolineato come la cura dell’igiene e un adeguato risposo siano importanti per la guarigione.     
Senza una casa, però, il riposo e la possibilità di lavarsi vengono meno.

Molti arrivano da lontano e sono disposti a restare qui nonostante le condizioni precarie, il freddo e la pioggia di questi giorni: per loro Saluzzo non significa altro che la possibilità di trovare un lavoro, di sopravvivere, di rinnovare il permesso di soggiorno.

3. IL NOSTRO AIUTO
In queste settimane abbiamo cercato di capire come adattare alle condizioni create dall’emergenza Covid-19 i nostri servizi che solitamente apriamo proprio con l’inizio della stagione di raccolta, tra la primavera e l’estate.

Nelle ultime settimane dal nostro Infopoint in corso Piemonte il numero di persone in attesa aumenta ogni giorno e attraverso l’aiuto dei volontari riusciamo a permettere che l’attesa sia sicura per tutti quei braccianti che arrivano a chiederci aiuto, compilare in curriculum, ricaricare i telefonini o semplicemente fermarsi un attimo. Distribuiamo loro le mascherine frutto di tante donazioni di chi sostiene il nostro progetto Presidio e ci dimostra la sua vicinanza.

Un altro servizio indispensabile per la dignità di queste persone sono le docce. Abbiamo già incontrato persone che hanno problematiche di salute collegate al vivere senza un tetto, addirittura un #bracciante ci ha detto di essersi lavato in un torrente in questi giorni.
A questo proposito da lunedì il nostro servizio docce riaprirà in tutta sicurezza seguendo tutte le disposizioni necessarie per garantire la salute di tutti: attraverso il contributo dei volontari i braccianti potranno usufruire del servizio che sarà sanificato dopo ogni utilizzo.

Inoltre, molti stagionali costretti a dormire in strada spesso sono tornati al loro giaciglio senza più trovare i loro bagagli o altri effetti personali che avevano lasciato incustoditi per partire in bicicletta a cercare lavoro. È nata così la nostra idea di creare un deposito bagagli nella nostra #Caritas e da qualche giorno abbiamo iniziato a offrire loro la possibilità di depositarli al sicuro.

[continua]

Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

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Luglio 13, 2020 in New, News

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#Live2020_3 Arrivi e primi presidi mobili

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A differenza delle previsioni che abbiamo letto in diversi comunicati stampa durante queste settimane, né l’emergenza sanitaria né le restrizioni alla mobilità hanno scoraggiato l’arrivo di braccianti in cerca di lavoro stagionale o chiamati dai datori. 

Nelle ultime settimane assistiamo ai primi arrivi: al nostro Infopoint si presentano braccianti che cercano informazioni su dove dormire. 

Ieri mattina alcuni sono stati fermati dalle forze dell’ordine che li hanno multati perché arrivavano da fuori regione: ci hanno detto di essere arrivati in seguito ad una telefonata di un datore di lavoro e di un amico, al quale era stato chiesto dal datore di trovare della manodopera: richieste informali, senza una lettera di invito o un contratto, fuori della piattaforma “Io lavoro in agricoltura” predisposta dalla Regione.

Ad oggi abbiamo registrato  una serie di arrivi, in piccoli numeri, ma costanti. I primi presidi mobili che abbiamo fatto in queste serate ci restituiscono già la realtà di persone senza casa che stanno dormendo accampate in angoli nascosti della città. 

Nel corso dei presidi mobili abbiamo donato mascherine a tre persone coricate a terra, nei campi, arrivate dalla Calabria e dalla Puglia: hanno detto di essere arrivate perchè oggi avrebbero iniziato a lavorare nella raccolta dei mirtilli.

Abbiamo chiarito a tutti i lavoratori incontrati che devono ottenere un posto dove dormire dal datore di lavoro, come previsto dai comunicati siglati ai Tavoli dai sindacati agricoli e dalle organizzazioni produttive, di concerto con la Regione e con i sindaci. Purtroppo sono tanti i braccianti che ci dicono che il “capo” non offrirà loro un alloggio: d’altronde, la normativa non impone alcun obbligo in questo senso.

Confidiamo che nei prossimi giorni si possano trovare soluzioni adeguate: la raccolta dei mirtilli sta iniziando, quella delle pesche è alle porte. Siamo preoccupati dal constatare che al momento è stata prevista alcuna struttura per un’accoglienza d’emergenza di queste persone, senza dimora, ma arrivate nel Saluzzese per lavorare, nel rispetto delle previsioni per contrastare il contagio da Covid 19.

Come Caritas sottolineiamo la nostra preoccupazione perché questa situazione non può gravare solo su persone già fragili per la precarietà della loro condizione. Questi braccianti, già gravati da rapporti di lavoro spesso non pienamente regolari, oggi sono costretti a dormire in strada, ma anche in strada sono costantemente oggetto di pressioni per trovare altri luoghi in cui stare: ancora più isolati, ancora più vulnerabili, ancora più ricattabili.

articolo La Stampa Cuneo – 28/05/2020 – Saluzzo non ha ancora deciso dove ospitare i braccianti impegnati nella raccolta frutta

Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

Cerchiamo coperte. Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a…
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Luglio 13, 2020 in New, News

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Luglio 1, 2020 in New, News

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Giugno 30, 2020 in New, News

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#Live2020_2 Non ci sono più le stesse stagioni

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Ogni anno, a questo punto dell’anno, il nostro Presidio si confronta con l’avvio di una nuova stagione di raccolta che coincide con l’arrivo dei primi braccianti. Ma questa volta tutto è complicato dall’emergenza sanitaria e questa complessità ce la restituisce l’incontro con B., originario del Ghana, che abbiamo incontrato in una sera di inizio maggio.

Nei mesi primaverili, da anni, ci prepariamo per i Presidi mobili: in auto, appena fa sera, percorriamo per ore le strade di Saluzzo, soffermandoci nei luoghi che possono fornire un riparo improvvisato per una notte: le tettoie nella periferia, i parcheggi coperti, i magazzini, i parchi con le loro panchine nel verde. Indossiamo il gilet della Caritas per renderci riconoscibili, riempiamo le tasche di biglietti con il numero di telefono dell’Infopoint, ci avviciniamo agli spazi più bui e silenziosi alla ricerca di chi, da solo o in piccoli gruppi, ci mette di fronte alla sua solitudine e marginalità.

L’anno scorso, i primi tre erano arrivati a metà aprile, pochi cartoni stesi sul piazzale del Foro Boario. Quest’anno, invece, B. aspettava a inizio maggio un contratto, seduto su una panchina di pietra, nel viale alberato. È arrivato da Ventimiglia su indicazione di un suo conoscente, un ragazzo che dopo anni di lavoro a Saluzzo gli ha detto “se arrivi al Foro Boario e aspetti, ti offriranno un lavoro”.

In effetti B. è stato il primo ad arrivare al Foro Boario, ma non il primo a Saluzzo: negli scorsi mesi abbiamo incontrato altri braccianti chiamati dai datori di lavoro, ma loro sono riusciti a trovare ospitalità da amici o connazionali che vivono nel territorio. B. è il primo senza dimora che ha cercato nei cartoni sull’asfalto un modo per dormire al Foro Boario. In questa situazione di emergenza sanitaria, infatti, è estremamente difficile accogliere nei dormitori un senza dimora, per via degli spazi promiscui e delle camerate collettive: in questi luoghi servirebbe poter effettuare in tempi rapidi un tampone per escludere la positività al Covid-19 o spazi per un isolamento precauzionale.

Abbiamo incontrato B. a distanza, telefonicamente, grazie al supporto di giovani volontari e abbiamo così conosciuto il suo nome, la sua storia, il motivo per cui fosse in strada.

B. ci ha racconta di avere una famiglia in Ghana e la necessità di trovare un lavoro per poter rinnovare il permesso di soggiorno dal momento che la sua protezione umanitaria è stata abolita dal “Decreto Sicurezza”. B. spiega di essere tornato in Liguria (dove si trova la Questura di competenza) per rinnovare il suo permesso di soggiorno quando è stato colto dalla pandemia che ha bloccato tutti nei luoghi di domicilio. Il Covid19 è arrivato anche nel campo di accoglienza in cui si trovava, costringendolo all’isolamento. Tempo prezioso per chi ha una protezione umanitaria che, nonostante il prolungamento della validità dei permessi di soggiorno attuato dai decreti in materia di Coronavirus, necessiterà tra pochi mesi di essere convertita in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Gli parliamo delle restrizioni imposte dalle norme per prevenire il contagio e della situazione in Italia: B. ci racconta di aver vissuto l’isolamento con la paura di ammalarsi, che non si sentiva al sicuro nel campo in cui si trovava a stretto contatto con centinaia di persone. Nemmeno la prospettiva di partire, senza sapere cosa avrebbe trovato, lo tranquillizzava: il timore di contrarre una malattia che impedisce di lavorare e sostenere così la famiglia, lo terrorizza. Al telefono gli spieghiamo che non può proteggersi dal contagio dormendo in strada, ma nemmeno abbiamo a disposizione alternative da offrirgli.

B. ci racconta che ha viaggiato senza alcun controllo fino a Saluzzo, ha trovato il Foro Boario e conosce quello che è gli hanno raccontato dei connazionali: gli imprenditori agricoli assumono i braccianti aspettando che arrivino nel campo a proporsi, chiedendo ad altri stagionali che lavorano per loro da tempo di chiamare degli “amici” o andando al Foro Boario. Un sistema di reclutamento della manodopera che offre spazio a fenomeni di sfruttamento e scarica il costo economico e sociale dell’accoglienza sul territorio, rendendo impossibile la programmazione degli arrivi e degli alloggiamenti, un incrocio tra domanda e offerta di lavoro legale e tracciato.

Per questa ragione B. ci dice che vuole aspettare al Foro Boario l’arrivo di qualcuno che gli offra un lavoro, vuole cercare una bicicletta per poter andare a proporsi nelle cascine.

Gli spieghiamo che esistono modalità sicure di ingaggio, ad esempio attraverso la piattaforma regionale per il reclutamento della manodopera agricola e che lo possiamo aiutare nell’iscrizione. Lo informiamo del fatto che nessuno assumerà una persona che dorme per strada, per questioni di sicurezza. Individuiamo per lui, con estrema fatica e dopo numerose telefonate, la disponibilità di accoglierlo da parte un dormitorio in un’altra città. I nostri volontari gli forniscono indicazioni adeguate e due pasti caldi, prima di vederlo ripartire.

B. è partito, ma continua ad aspettare una chiamata: non sappiamo dove dormirà nelle prossime sere, né se riuscirà a rinnovare il permesso di soggiorno. Sappiamo che questa stagione si presenta completamente diversa dalle altre: è chiara la necessità per il settore agricolo di trovare braccia per raccogliere la frutta che arriva sulle nostre tavole, mentre la questione dell’accoglienza di chi non ha una casa rimane aperta. 

[continua]

 

PER APPROFONDIRE: Covid-19: la precarietà di chi è senza casa

Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

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Luglio 13, 2020 in New, News

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Luglio 1, 2020 in New, News

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Giugno 30, 2020 in New, News

Don Ciotti e Petrini aderiscono all’appello

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#Live2020_1 Continuiamo a presidiare

By Live blog

In queste difficili settimane, in cui assistiamo ad una situazione che mai avremmo immaginato di vivere, il lavoro del nostro Presidio, come chiesto dal Direttore della nostra Caritas in linea con l’appello di Caritas Italiana, continua. I nostri servizi di supporto ai migranti proseguono, assecondando le normative del Governo, per garantire un sostegno continuo a quei lavoratori stagionali che si trovano ancora sul territorio saluzzese in condizioni di particolare fragilità sanitaria, legale o lavorativa.

La lettera del Presidente di Caritas Italiana, mons. Francesco Soddu, che chiede, pur con la dovuta prudenza, di non dimenticare gli ultimi, ci ha esortati a non perdere di vista l’obiettivo del nostro Presidio. Per questo motivo abbiamo deciso di continuare a lavorare anche in questi giorni, mantenendo aperti e operativi lo sportello Infopoint in corso Piemonte 59, proseguendo gli accompagnamenti al piano terra di Casa Madre Teresa, spostando in smartworking l’attività di sensibilizzazione e comunicazione. 

Abbiamo adeguato gli spazi di lavoro alle precauzioni richieste dal Governo, cercando di aiutare chi arriva nel nostro ufficio a capire, anche attraverso la distribuzione di materiali in diverse lingue, cosa stia accadendo e quali effetti questa situazione ha sulla loro vita (precauzioni da prendere, consigli sanitari, gestione degli spostamenti …).

I nostri operatori nell’ultima settimana hanno continuato a lavorare, anche a distanza, per riorganizzare e attrezzare adeguatamente i locali del Presidio. Dopo giornate segnate dal riassetto di spazi e servizi, vogliamo raccontare ciò che concretamente è stato fatto per riuscire a garantire, nella tutela di tutti, la continuità dei servizi di “Saluzzo Migrante”.

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE 

In linea con le nuove norme del Governo, recepite dalla Diocesi di Saluzzo, abbiamo deciso di limitare i giorni di apertura del nostro Infopoint in corso Piemonte 59, rendendolo accessibile solo il mercoledì dalle 17 alle 19:30, lasciando però attivo il numero di telefono del Presidio 24 ore su 24 (cell. 334 1197296). Invitiamo le persone a contattarci telefonicamente per prendere appuntamento e rimandare tutte le assistenze non urgenti, per evitare al massimo la mobilità.

I locali dell’Infopoint sono stati predisposti in modo da rispettare le distanze di sicurezza tra l’operatore e le persone che arrivano per chiedere informazioni e orientamento. Inoltre, gli operatori indossano sempre la mascherina durante i colloqui per limitare ulteriormente le possibilità di contagio. 

Le persone che accedono all’Infopoint sono accolte nella sala d’attesa ed invitate a mantenere la distanza minima. Inoltre a tutte viene misurata la febbre con un termometro a infrarossi prima di accedere al servizio.

L’obiettivo di queste misure è informare chiunque arrivi sulle precauzioni da rispettare e sui potenziali rischi di contagio, oltre a fornire a tutti i braccianti le autocertificazioni necessarie per potersi spostare sul territorio per motivi di lavoro. 

Abbiamo adottato le stesse misure anche in Casa Madre Teresa, il nuovo servizio della Caritas inaugurato un mese fa in via Sant’Agostino 27, dove al momento sono accolti 12 uomini nel dormitorio al piano terra ed al secondo piano una famiglia in condizioni di particolare fragilità. La struttura è stata dotata di tutti i prodotti necessari per mantenere e garantire l’igiene dei locali e delle persone. Un operatore di “Saluzzo Migrante” continua ad effettuare passaggi settimanali, dotato di mascherina e guanti, per aiutare gli ospiti che qui tendono a vivere una dinamica molto simile a quella di una grande famiglia. Proprio per via del numero di persone presenti, abbiamo ritenuto importante incontrare ogni ospite, singolarmente e in gruppo, per poter spiegare tutti i rischi che il Coronavirus comporta, quali sono le precauzioni da prendere all’interno e all’esterno della casa, come compilare ed utilizzare adeguatamente l’autocertificazione.

LE REAZIONI DI CHI AIUTIAMO 

Molti ragazzi, in particolare quelli che vivono in Casa Madre Teresa, all’inizio erano evidentemente disorientati da questa situazione ed hanno chiesto molte informazioni sul contagio. A questo proposito abbiamo distribuito loro del materiale informativo che, anche in diverse lingue sia europee (italiano, francese e inglese), ma anche arabo e dialetti africani, per spiegare in modo specifico cos’è il Coronavirus, come si diffonde il contagio e quindi quali precauzioni è bene adottare nella vita quotidiana che, ovviamente, deve cambiare e riadattarsi.

I nostri operatori hanno pensato che fosse molto importante intervenire con momenti di informazione per tutti perché, così come purtroppo abbiamo accadere in tante città, le reazioni delle persone state molteplici: alcuni hanno preso la situazione molto seriamente, altri meno: è stato fondamentale garantire a tutti un livello adeguato di conoscenza. In quest’ultima settimana c’è stata sicuramente molta confusione, veicolata attraverso tanti canali di informazione e per questo motivo abbiamo deciso di tranquillizzarli facendoci trovare pronti per rispondere alle loro domande. 

ESSERE OPERATORI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

La prima cosa che abbiamo sentito di dover fare è stato informare le persone che abitualmente incontriamo attraverso i nostri servizi, in particolare chi è ospite in Casa Madre Teresa, in quanto si trovano in condizioni di fragilità di diverso tipo e alle quali vogliamo garantire un supporto costante, rafforzato ancora di più in questo periodo.

È stato molto importante riuscire a trasmettere un messaggio di responsabilità collettiva, condivisa, cercando come operatori di placare quanto più possibile ansie e prevenire situazioni di criticità. 

Il nostro operare comporta spesso dei rischi, ma in questo momento rendiamo conto della necessità di continuare ad accogliere, orientare, aiutare nonostante il contatto con le persone che incontriamo sia limitato dalle contingenze. Queste “giuste distanze” ci impongono delle restrizioni, ma non limitano il nostro impegno nel continuare a portare un aiuto nonostante a persone che più di altre vedono la loro situazione diventare ancora più fragile per via dell’emergenza.

Sentiamo di lavorare in un clima difficile, ma allo stesso tempo ringraziamo il Vescovo, il Direttore della nostra Caritas, i volontari e tutti i colleghi che ci fanno percepire la loro forte solidarietà. 

CONSIDERAZIONI SUL TERRITORIO

“La nostra risposta è continuare a presidiare, pur nel rispetto delle norme vigenti, ma per poter garantire la tutela di chi vive in forti situazioni di marginalità, in particolare i senza fissa dimora e i braccianti. – spiega Virginia Sabbatini, coordinatrice dell’équipe di Saluzzo Migrante – Cerchiamo di ridurre le distanze attraverso il numero di Presidio, che in questo momento sta risultando essere uno strumento molto utile, veicolando e traducendo le normative in modo che le persone straniere possano comprendere cosa sta accadendo e poi confrontandoci costantemente con gli altri Presidi nazionali. 

Questo perchè, pensando alla stagione di raccolta che sta arrivando siamo doppiamente preoccupati: da una parte le aziende avranno bisogno di rispondere ad un fabbisogno e dall’altra, se le condizioni rimangono queste, probabilmente sarà complesso adibire i luoghi di accoglienza per la stagione.   

Sappiamo che qui a Saluzzo gli arrivi di solito iniziano proprio in questa stagione e siamo già stati contattati da agricoltori che ci chiedevano come reperire manodopera: c’è quindi il timore di non poter intervenire per presidiare gli arrivi e tutelare i diritti di quei lavoratori che, arrivando in questo periodo, sarebbero sprovvisti di una dimora. Speriamo inizino tavoli di confronto con le Amministrazioni locali, l’Istituzione regionale e il comparto agricolo, per valutare la situazione e agire di conseguenza. 

Un’ultima preoccupazione è la sicurezza sui luoghi di lavoro: ci chiediamo come poter informare i braccianti sul fatto che la loro salute vada tutelata anche negli ambienti di lavoro, anche per preservare e garantire la salute collettiva. Attualmente riusciamo a contattare i lavoratori telefonicamente, inoltrando delle versioni scritte in italiano semplificato del Protocollo per la sicurezza nelle aziende siglato tra sindacati e aziende in accordo con il Governo e chiedendo loro di osservare circa il rispetto delle direttive. In un momento delicato come questo è responsabilità delle imprese agricole quella di garantire il rispetto di tali previsioni e non esporre al rischio di propri dipendenti e la collettività, sia nel campo che nei magazzini o nei frigoriferi.

È evidente che siamo di fronte ad una situazione molto complessa, e quei lavoratori che già normalmente faticano a rinunciare a condizioni di lavoro inique, si ritroverebbero in difficoltà nel caso in cui dovessero scegliere  fra la propria salute e un impiego.”.

[continua]

Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

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#Live2019_10 Lunghe giornate di Presidio

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#Live2019_9 Una Stagione in Bicicletta

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#Live2019_8 Sacerdoti al PAS

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Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

Cerchiamo coperte. Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a…
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Luglio 13, 2020 in New, News

Entra nella Casetta!

La Caritas di Saluzzo lancia una nuova call destinata a trovare giovani che vogliano entrare nella “Casetta”, il cohousing solidale e sostenibile creato oltre un anno fa. L’invito è rivolto…
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Luglio 1, 2020 in New, News

FIRMA online la petizione

L'appello "Per una stagione di dignità" è diventato anche una petizione online aperta alla sottoscrizione da parte di qualunque cittadino che voglia sostenere la richiesta di soluzioni immediate per i…
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Giugno 30, 2020 in New, News

Don Ciotti e Petrini aderiscono all’appello

Riportiamo di seguito il video messaggio di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'Associazione Libera contro le mafie, e il messaggio di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food,…
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#Live2019_7 Accoglienza diffusa: accompagnare all’autonomia

By Live blog
Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

Cerchiamo coperte. Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a…
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Luglio 13, 2020 in New, News

Entra nella Casetta!

La Caritas di Saluzzo lancia una nuova call destinata a trovare giovani che vogliano entrare nella “Casetta”, il cohousing solidale e sostenibile creato oltre un anno fa. L’invito è rivolto…
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Luglio 1, 2020 in New, News

FIRMA online la petizione

L'appello "Per una stagione di dignità" è diventato anche una petizione online aperta alla sottoscrizione da parte di qualunque cittadino che voglia sostenere la richiesta di soluzioni immediate per i…
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Giugno 30, 2020 in New, News

Don Ciotti e Petrini aderiscono all’appello

Riportiamo di seguito il video messaggio di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'Associazione Libera contro le mafie, e il messaggio di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food,…
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#Live2019_6 Incontro e cura : l’ambulatorio medico

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Luglio 25, 2020 in Live blog, New

#Live2020_4 CERCHIAMO COPERTE

Cerchiamo coperte. Per C. che con la sua tenda sfilacciata da quasi un mese dorme vicino ad un supermarket dove i cartelloni pubblicizzano 1 kg di pesche in offerta a…
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Luglio 13, 2020 in New, News

Entra nella Casetta!

La Caritas di Saluzzo lancia una nuova call destinata a trovare giovani che vogliano entrare nella “Casetta”, il cohousing solidale e sostenibile creato oltre un anno fa. L’invito è rivolto…
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Luglio 1, 2020 in New, News

FIRMA online la petizione

L'appello "Per una stagione di dignità" è diventato anche una petizione online aperta alla sottoscrizione da parte di qualunque cittadino che voglia sostenere la richiesta di soluzioni immediate per i…
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Giugno 30, 2020 in New, News

Don Ciotti e Petrini aderiscono all’appello

Riportiamo di seguito il video messaggio di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'Associazione Libera contro le mafie, e il messaggio di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food,…
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