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Nel 2021 l’Ambulatorio, grazie ad una quindicina di volontari, ha portato avanti un’importante azione di prevenzione e sensibilizzazione sul Covid, oltre a quella “di routine” fatta di visite e prescrizioni di esami o accertamenti specialistici, dando ricette per farmaci che i braccianti possono acquistare in farmacia quando non vengono erogati direttamente dall’Ambulatorio grazie ai fondi della Caritas derivanti dall’8×1000 o dalle donazioni del Banco Farmaceutico.

Leggi qui la testimonianza dei medici volontari

Durante lo scorso anno l’ambulatorio Medico Stagionali è stato aperto per 51 giornate e nei mesi più intensi della raccolta, da luglio a settembre, ha garantito assistenza sanitaria per due volte alla settimana, dalle ore 18 in avanti per adattarsi agli orari di chi lavorano nei frutteti. 227 sono state le persone visitate dal presidio sanitario (migranti, per lo più uomini, di origine sub-sahariana, provenienti da 29 Stati diversi della costa centro-ovest dell’Africa come Mali, Senegal, Nigeria, Burkina Faso…).

Dal 2020 l’Ambulatorio ha operato in stretta sinergia con gli operatori del progetto SIPLA (équipe di cinque incaricati dalla Fondazione San Martino e due tirocinanti Caritas, coordinati da Virginia Sabbatini) che ha provveduto a effettuare il triage anti Covid con il rilevamento della temperatura,  l’igienizzazione delle mani ed ha promosso la campagna vaccinale tra i lavoratori agricoli non residenti  o sprovvisti di tessera sanitaria, accompagnando quelli più vulnerabili alle giornate di somministrazione. Proprio sul fronte del contrasto alla pandemia, gli operatori SIPLA, insieme ai volontari dell’Ambulatorio hanno portato avanti anche un’azione informativa, creando volantini in lingua e un video di spiegazione sulle vaccinazioni per invitare alla prevenzione.

LA PREVENZIONE DEL COVID

«Sul fronte Covid – spiega la dottoressa Tiziana Bertero – nel 2021 ci siamo adoperati molto per capire come realizzare i tamponi come i residenti in Piemonte. Alla fine, grazie al coraggio di alcuni volontari che avevano già manualità nel farli (mentre altri hanno imparato) abbiamo iniziato a farli chiedendo all’Asl Cn1 di avere in dotazione il materiale (tamponi rapidi, camici…). Ne abbiamo fatti una cinquantina di cui tutti con risultati negativi. Questo intervento è stato motivato da sintomi sospetti o dalla necessità di alcuni di avere una certificazione per motivi di lavoro o perché dovevano essere ospitati nel dormitorio di Casa Madre Teresa, per evitare un contagio collettivo».

 Sottolinea il dottor Paolo Allemano: «Mentre il 2020 è stato un anno vissuto come pericoloso, con l’angoscia di avere a che fare con eventuali positivi che non potevano isolarsi perché privi di un domicilio (immaginate cosa significa dire ad un ragazzo che ha bisogno di lavorare che deve andare in ospedale … è drammatico), quest’anno la nostra attività si è trasformata più in un’operazione di educazione sanitaria. Abbiamo fatto molta formazione e sensibilizzazione, convincimento rispetto alla vaccinazione, triage..».

 Sul fronte delle vaccinazioni, la collaborazione con l’ASL CN1 ha visto i medici volontari consigliare soprattutto il Johnson, a luglio 2021 ritenuto attivo con una monodose e più semplice da gestire per chi, come questi lavoratori, si sposta in tutta Italia. «Noi ne abbiamo accompagnati 178 all’hub vaccinale di Lagnasco e Saluzzo – indica la dottoressa Bertero – mentre il numero totale dei migranti vaccinati all’hub vaccinale di Saluzzo sale a 900 (cifra che include anche le persone inviate dall’ASL Cn1, dalle aziende e da altri progetti attivi sul territorio). Ci siamo organizzati per farli venire in ambulatorio a raccogliere la storia clinica e compilare insieme i moduli, prima della vaccinazione visti i tempi strettissimi per i medici vaccinatori dell’hub e date le difficoltà linguistiche con alcune persone. Abbiamo dato a tutti del paracetamolo per gestire eventuali sintomi post vaccino e lasciato i nostri recapiti per cercare subito un medico in caso di sintomi gravi».

Scarica il volantino sulla prevenzione del Covid

 LE PATOLOGIE RISCONTRATE

Tra i malesseri, se non addirittura le malattie, riscontrate con più frequenza tra i braccianti agricoli che hanno beneficiato dell’attività dell’Ambulatorio sostenuto dal progetto SIPLA, vi sono quelle odontoiatriche (il classico mal di denti), aspetto che ha spinto la Caritas diocesana ad inaugurare nell’ottobre dello scorso anno un nuovo Ambulatorio dedicato nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Sant’Agostino. Anche qui le prestazioni sono erogate gratuitamente grazie ad odontoiatri e odontotecnici volontari.

Oltre a patologie minori come allergie, mal di stomaco, piccoli traumi… di cui soffre la maggioranza delle persone prese in carico dall’Ambulatorio Medico lo scorso anno, una piccola parte si presenta con problematiche decisamente serie, ad esempio di tipo neurologico o ematologico.

«Malattie importanti – spiega il dottor Allemano – che purtroppo prendono una piega inquietante perché questi ragazzi dovrebbero stare a riposo, essere curati, invece devono continuare a lavorare, sperando che nessuno si accorga della loro patologia, dato che il lavoro è fondamentale per loro». Non mancano poi i disturbi legati al disagio delle condizioni di vita dei braccianti come le numerose patologie dermatologiche riscontrate dai medici volontari: infezioni, verruche, perfino ipotermia dovuti al fatto che, ad esempio, non hanno scarpe e calze adatte o che vivono all’aperto in mancanza di un posto letto.