Con l’arrivo della primavera, anche a Saluzzo gli alberi da frutto iniziano a gemmare e, nei campi, agricoltori e operai iniziano i lavori di cura delle piante, come le potature. La stagione di raccolta dei piccoli frutti si avvicina e, di conseguenza, gli spostamenti dei braccianti che “migrano” inseguendo le stagioni in cerca di un lavoro  (i dati relativi all’attività del presidio 2020 sono sono pubblicati qui).

Nel frattempo la nostra Caritas continua la sua attività di ri-progettazione dei servizi, come per la Casa di Prima Accoglienza, che sarà intitolata a Mons. Bona. Qui grazie alla collaborazione con la Comunità Cenacolo e i frati minori del convento di San Bernardino, da inizio marzo in corso Piemonte 63 è stato riaperto il dormitorio maschile con 11 posti destinati a persone senza dimora, stabili nel territorio, oltre ad una mensa che potrà servire pasti a pranzo e a cena per chi è in difficoltà.

Altra struttura di accoglienza rimane Casa Madre Teresa di Calcutta, aperta nel febbraio dello scorso anno per persone che si trovano in particolari condizioni di vulnerabilità socio-sanitaria. Al momento la struttura accoglie due famiglie con bambini e quattro uomini, ex-braccianti agricoli con problematiche sanitarie, anche legate alla sfera psicologica, che l’équipe di Saluzzo Migrante sta accompagnando.

Nonostante l’apertura di queste due strutture, a nostro avviso, anche quest’anno la situazione dei senza dimora resta preoccupante. Nelle prime settimane di marzo la nostra équipe ha incontrato oltre 6 persone arrivate a Saluzzo senza un luogo in cui dormire. Alcuni sono arrivati appena è iniziata la nuova stagione, con le prime settimane di caldo, nella speranza di un ingaggio in agricoltura, mentre la maggior parte sono arrivati perché avevano appuntamento con la Questura di Cuneo per il rinnovo del permessi di soggiorno.

Il loro arrivo è conseguente alle domande di rinnovo che avevano fatto la scorsa estate, mentre raccoglievano la frutta nel nostro territorio, e che, a causa dei forti ritardi in tutta Italia nelle pratiche di rinnovo, sono stati rinviati di oltre 6 mesi. Tra questi braccianti ci sono persone che hanno fatto domanda per la sanatoria e che ancora oggi non hanno ricevuto alcuna risposta (come denunciato dalla campagna “Ero straniero” alla quale anche la nostra Caritas aveva aderito.

Queste persone, non trovando posti disponibili nei dormitori, hanno finito per dormire in strada, nonostante le temperature ancora gelide e il proseguire della pandemia, con tutte le conseguenze di rischio per sé e la collettività che questa situazione comporta.

Anche questa volta la nostra Caritas ha messo a disposizione la mensa e le docce, oltre all’assistenza degli operatori di Saluzzo Migrante tramite l’Infopoint. Si è cercato di accompagnarli nelle pratiche legate ai permessi, di sostenerli in una progettazione del proprio percorso di vita e lavoro più efficace o di individuare luoghi in cui essere ospitati. Alcuni sono ritornati nel Sud Italia, in particolare nel Foggiano, a Rosarno, a San Ferdinando. Altri invece si sono spostati a Cuneo, dove il Comune insieme alle realtà del Terzo settore, ha creato una rete di dormitori di prima accoglienza, ma la situazione resta precaria. Altri arrivi potrebbero essere incentivati da situazioni come il un nuovo sgombero nella zona del Movicentro, accanto alla stazione ferroviaria.

Saluzzo Migrante continua a monitorare le notizie che arrivano dal Sud, anche confrontarsi con gli operatori delle altre realtà attive in Italia, come Medu, Intersos, Cuamm, Medici per i diritti umani, Associazione TerraOnlus! Insieme a loro, nell’ambito del progetto di ricerca “HOASI”, è emerso come, ad un anno dallo scoppio della pandemia, attorno alle zone di raccolta, le baraccopoli prive di servizi igienico-sanitari sono ancora la norma ed i braccianti agricoli che qui vivono sono ancora in condizioni drammatiche.

Proprio per questo motivo, apprendiamo con favore l’avvio di un confronto tra la Prefettura di Cuneo e i Comuni frutticoli sul sistema di accoglienza diffusa che possa rispondere in modo strutturato e condiviso all’arrivo e alla permanenza dei lavoratori agricoli stagionali. Positiva è anche la messa a bando di contributi rivolti alle imprese agricole per strutturare luoghi di accoglienza per i dipendenti stagionali. La speranza è che il sistema di accoglienza diffusa possa allargarsi oltre la decina di Comuni finora coinvolti (con 180 posti a disposizione, purtroppo ancora insufficienti a far fronte al numero di lavoratori stagionali senza dimora).

Come Caritas, continuiamo a continueremo a chiedere “una stagione di dignità”, per non assistere al ripetersi di un’altra stagione in cui lavoratori stagionali siano costretti a vivere per oltre 5 mesi sotto un porticato oppure a dormire in un parco.

Il Presidio “Saluzzo Migrante” continuerà anche in questa stagione di raccolta la sua attività di advocacy, affiancata ai servizi di supporto ai bracccianti : la Ciclofficina, l’Ambulatorio medico, la “Boutique du monde”, lo sportello di orientamento lavorativo, gli accompagnamenti sanitari … resi possibili grazie al costante lavoro degli operatori e al fondamentale supporto di tanti volontari e volontarie.

[immagini di archivio]

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