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Alle 01:30 ieri sera eravamo di nuovo lungo le strade di Saluzzo per il nostro Presidio mobile.
Abbiamo trovato, come di consueto in queste notti, una cinquantina di persone che dormivano sotto i portici dei palazzi di Inail e INPS. Non ci sono state operazioni di sgombero, ma ordinari controlli delle Forze dell’ordine, come ci hanno riferito i braccianti, che anche nei mesi precedenti erano stati eseguiti per verificare la situazione dei permessi di soggiorno e, in alcuni casi, rilevare la temperatura e lo stato di salute.

Se anche si fosse verificata un’azione di questo tipo (dopo quella di luglio nel parco di Villa Aliberti), crediamo che non sia questa la soluzione per rispondere alla situazione.

Come Presidio e come Caritas siamo convinti che le persone povere vadano incluse e sostenute creando percorsi condivisi verso l’autonomia (lavorativa, economica, abitativa), soprattutto in quest’anno di emergenza sanitaria.

Il disagio abitativo e la necessità di garantire la salute di tutti, braccianti e cittadini, possono essere affrontati solo attraverso con la collaborazione di più parti.

Ricordiamo che il Decreto Rilancio, all’articolo 103 comma 20, attribuisce competenze precise alle Regioni, alla Protezione Civile e alla Croce Rossa in materia di gestione degli accampamenti informali di braccianti agricoli.

Ricoridamo anche che questa situazione non interessa solo il Saluzzese: in questi mesi anche nell’Albese e nel Cuneese si ha notizia di braccianti stagionali senza dimora, accampati all’aperto.

Una condizione quindi che accomuna territori a vocazione agricola: che tipo di risposta sta dando la Regione Piemonte a queste situazioni? 

Respingere queste persone ai margini, sempre più in là, sempre più al buio affinché nessuno veda, secondo la nostra Caritas non risolve il disagio della loro condizione né mette al sicuro la cittadinanza. Per questo motivo rinnoviamo l’invito ad aderire all’appello lanciato su Change.org 

Anche questa sera torneremo a presidiare nelle strade di Saluzzo e dintorni, per stare accanto a queste persone, per sostenere un confronto costruttivo con i residenti delle zone interessate dagli accampamenti informali.

Da maggio chiediamo di rispettare e attuare quanto previsto dal Decreto Rilancio, per trovare soluzioni condivise che diano sicurezza e dignità.

[continua]

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