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Marzo 2020

#Live2020_1 Continuiamo a presidiare

By Live blog

In queste difficili settimane, in cui assistiamo ad una situazione che mai avremmo immaginato di vivere, il lavoro del nostro Presidio, come chiesto dal Direttore della nostra Caritas in linea con l’appello di Caritas Italiana, continua. I nostri servizi di supporto ai migranti proseguono, assecondando le normative del Governo, per garantire un sostegno continuo a quei lavoratori stagionali che si trovano ancora sul territorio saluzzese in condizioni di particolare fragilità sanitaria, legale o lavorativa.

La lettera del Presidente di Caritas Italiana, mons. Francesco Soddu, che chiede, pur con la dovuta prudenza, di non dimenticare gli ultimi, ci ha esortati a non perdere di vista l’obiettivo del nostro Presidio. Per questo motivo abbiamo deciso di continuare a lavorare anche in questi giorni, mantenendo aperti e operativi lo sportello Infopoint in corso Piemonte 59, proseguendo gli accompagnamenti al piano terra di Casa Madre Teresa, spostando in smartworking l’attività di sensibilizzazione e comunicazione. 

Abbiamo adeguato gli spazi di lavoro alle precauzioni richieste dal Governo, cercando di aiutare chi arriva nel nostro ufficio a capire, anche attraverso la distribuzione di materiali in diverse lingue, cosa stia accadendo e quali effetti questa situazione ha sulla loro vita (precauzioni da prendere, consigli sanitari, gestione degli spostamenti …).

I nostri operatori nell’ultima settimana hanno continuato a lavorare, anche a distanza, per riorganizzare e attrezzare adeguatamente i locali del Presidio. Dopo giornate segnate dal riassetto di spazi e servizi, vogliamo raccontare ciò che concretamente è stato fatto per riuscire a garantire, nella tutela di tutti, la continuità dei servizi di “Saluzzo Migrante”.

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE 

In linea con le nuove norme del Governo, recepite dalla Diocesi di Saluzzo, abbiamo deciso di limitare i giorni di apertura del nostro Infopoint in corso Piemonte 59, rendendolo accessibile solo il mercoledì dalle 17 alle 19:30, lasciando però attivo il numero di telefono del Presidio 24 ore su 24 (cell. 334 1197296). Invitiamo le persone a contattarci telefonicamente per prendere appuntamento e rimandare tutte le assistenze non urgenti, per evitare al massimo la mobilità.

I locali dell’Infopoint sono stati predisposti in modo da rispettare le distanze di sicurezza tra l’operatore e le persone che arrivano per chiedere informazioni e orientamento. Inoltre, gli operatori indossano sempre la mascherina durante i colloqui per limitare ulteriormente le possibilità di contagio. 

Le persone che accedono all’Infopoint sono accolte nella sala d’attesa ed invitate a mantenere la distanza minima. Inoltre a tutte viene misurata la febbre con un termometro a infrarossi prima di accedere al servizio.

L’obiettivo di queste misure è informare chiunque arrivi sulle precauzioni da rispettare e sui potenziali rischi di contagio, oltre a fornire a tutti i braccianti le autocertificazioni necessarie per potersi spostare sul territorio per motivi di lavoro. 

Abbiamo adottato le stesse misure anche in Casa Madre Teresa, il nuovo servizio della Caritas inaugurato un mese fa in via Sant’Agostino 27, dove al momento sono accolti 12 uomini nel dormitorio al piano terra ed al secondo piano una famiglia in condizioni di particolare fragilità. La struttura è stata dotata di tutti i prodotti necessari per mantenere e garantire l’igiene dei locali e delle persone. Un operatore di “Saluzzo Migrante” continua ad effettuare passaggi settimanali, dotato di mascherina e guanti, per aiutare gli ospiti che qui tendono a vivere una dinamica molto simile a quella di una grande famiglia. Proprio per via del numero di persone presenti, abbiamo ritenuto importante incontrare ogni ospite, singolarmente e in gruppo, per poter spiegare tutti i rischi che il Coronavirus comporta, quali sono le precauzioni da prendere all’interno e all’esterno della casa, come compilare ed utilizzare adeguatamente l’autocertificazione.

LE REAZIONI DI CHI AIUTIAMO 

Molti ragazzi, in particolare quelli che vivono in Casa Madre Teresa, all’inizio erano evidentemente disorientati da questa situazione ed hanno chiesto molte informazioni sul contagio. A questo proposito abbiamo distribuito loro del materiale informativo che, anche in diverse lingue sia europee (italiano, francese e inglese), ma anche arabo e dialetti africani, per spiegare in modo specifico cos’è il Coronavirus, come si diffonde il contagio e quindi quali precauzioni è bene adottare nella vita quotidiana che, ovviamente, deve cambiare e riadattarsi.

I nostri operatori hanno pensato che fosse molto importante intervenire con momenti di informazione per tutti perché, così come purtroppo abbiamo accadere in tante città, le reazioni delle persone state molteplici: alcuni hanno preso la situazione molto seriamente, altri meno: è stato fondamentale garantire a tutti un livello adeguato di conoscenza. In quest’ultima settimana c’è stata sicuramente molta confusione, veicolata attraverso tanti canali di informazione e per questo motivo abbiamo deciso di tranquillizzarli facendoci trovare pronti per rispondere alle loro domande. 

ESSERE OPERATORI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

La prima cosa che abbiamo sentito di dover fare è stato informare le persone che abitualmente incontriamo attraverso i nostri servizi, in particolare chi è ospite in Casa Madre Teresa, in quanto si trovano in condizioni di fragilità di diverso tipo e alle quali vogliamo garantire un supporto costante, rafforzato ancora di più in questo periodo.

È stato molto importante riuscire a trasmettere un messaggio di responsabilità collettiva, condivisa, cercando come operatori di placare quanto più possibile ansie e prevenire situazioni di criticità. 

Il nostro operare comporta spesso dei rischi, ma in questo momento rendiamo conto della necessità di continuare ad accogliere, orientare, aiutare nonostante il contatto con le persone che incontriamo sia limitato dalle contingenze. Queste “giuste distanze” ci impongono delle restrizioni, ma non limitano il nostro impegno nel continuare a portare un aiuto nonostante a persone che più di altre vedono la loro situazione diventare ancora più fragile per via dell’emergenza.

Sentiamo di lavorare in un clima difficile, ma allo stesso tempo ringraziamo il Vescovo, il Direttore della nostra Caritas, i volontari e tutti i colleghi che ci fanno percepire la loro forte solidarietà. 

CONSIDERAZIONI SUL TERRITORIO

“La nostra risposta è continuare a presidiare, pur nel rispetto delle norme vigenti, ma per poter garantire la tutela di chi vive in forti situazioni di marginalità, in particolare i senza fissa dimora e i braccianti. – spiega Virginia Sabbatini, coordinatrice dell’équipe di Saluzzo Migrante – Cerchiamo di ridurre le distanze attraverso il numero di Presidio, che in questo momento sta risultando essere uno strumento molto utile, veicolando e traducendo le normative in modo che le persone straniere possano comprendere cosa sta accadendo e poi confrontandoci costantemente con gli altri Presidi nazionali. 

Questo perchè, pensando alla stagione di raccolta che sta arrivando siamo doppiamente preoccupati: da una parte le aziende avranno bisogno di rispondere ad un fabbisogno e dall’altra, se le condizioni rimangono queste, probabilmente sarà complesso adibire i luoghi di accoglienza per la stagione.   

Sappiamo che qui a Saluzzo gli arrivi di solito iniziano proprio in questa stagione e siamo già stati contattati da agricoltori che ci chiedevano come reperire manodopera: c’è quindi il timore di non poter intervenire per presidiare gli arrivi e tutelare i diritti di quei lavoratori che, arrivando in questo periodo, sarebbero sprovvisti di una dimora. Speriamo inizino tavoli di confronto con le Amministrazioni locali, l’Istituzione regionale e il comparto agricolo, per valutare la situazione e agire di conseguenza. 

Un’ultima preoccupazione è la sicurezza sui luoghi di lavoro: ci chiediamo come poter informare i braccianti sul fatto che la loro salute vada tutelata anche negli ambienti di lavoro, anche per preservare e garantire la salute collettiva. Attualmente riusciamo a contattare i lavoratori telefonicamente, inoltrando delle versioni scritte in italiano semplificato del Protocollo per la sicurezza nelle aziende siglato tra sindacati e aziende in accordo con il Governo e chiedendo loro di osservare circa il rispetto delle direttive. In un momento delicato come questo è responsabilità delle imprese agricole quella di garantire il rispetto di tali previsioni e non esporre al rischio di propri dipendenti e la collettività, sia nel campo che nei magazzini o nei frigoriferi.

È evidente che siamo di fronte ad una situazione molto complessa, e quei lavoratori che già normalmente faticano a rinunciare a condizioni di lavoro inique, si ritroverebbero in difficoltà nel caso in cui dovessero scegliere  fra la propria salute e un impiego.”.

[continua]

Maggio 28, 2020 in Live blog

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La Caritas di Saluzzo non si ferma!

By New, News

Il Coronavirus non ferma la Caritas di Saluzzo che ha riorganizzato i suoi servizi a favore delle persone che si trovano in condizioni di grande fragilità. Vite che l’emergenza sanitaria ha ulteriormente stravolto: per chi non ha una casa, un lavoro, reti famigliari o amicali di supporto, l’emergenza diventa ulteriore motivo di disagio ed emarginazione. 

Continua dunque l’impegno dei tanti volontari coordinati dal Direttore Don Giuseppe Dalmasso. Dal Centro di Ascolto, ai giovani del Presidio “Saluzzo Migrante”, dall’accoglienza nelle strutture diocesane come Casa Madre Teresa e la Casa di Pronta Accoglienza, i volontari continuano a mettersi a disposizione per dare aiuto, ascolto, rispondere alle richieste di persone e famiglie in difficoltà nel territorio saluzzese. 

Una decisione in linea con la lettera inviata da Caritas Italiana a tutte le Caritas del Paese nella quale si invita a non fermare i servizi: «Se la dimensione della Parola, quella dei Sacramenti e quella comunitaria subiscono inevitabili limitazioni, non può invece venire meno la dimensione della Carità. Pur con tutte le cautele del caso – si legge nella lettera – e con la prudenza necessaria, proseguono senza esporsi ed esporre altri a inutili rischi, è chiaro che non possono venir meno i servizi essenziali a favore dei poveri, quali le mense, gli empori, i dormitori, i centri di ascolto, ecc. che le Caritas a livello diocesano e parrocchiale assicurano quotidianamente. Neppure possono essere trascurati i “nuovi” bisognosi di oggi e, inevitabilmente, di domani, e anche chi viveva già situazioni di difficoltà e vede peggiorare la propria condizione: gli anziani spesso soli con le loro paure, le famiglie che si devono far carico dei figli che non possono frequentare le scuole, i lavoratori lasciati a casa con preoccupanti prospettive per il futuro, i rifugiati, i detenuti, gli ammalati (anche di altre malattie)». 

Ecco come si sono organizzati i servizi della Caritas di Saluzzo : 

  • La novità principale riguarda l’Emporio di piazza Vineis che riprende la sua attività con una formula diversa: la consegna dei viveri sarà effettuata di fronte alla porta, nel cortile dell’Emporio, il venerdì mattina dalle 9 alle 12. In caso di necessità, sarà possibile ricevere aiuto direttamente a casa, in particolare per le persone anziane. 

É sufficiente avere la tessera dell’Emporio e chiamare il numero di cell. 334 1197296 per organizzare la consegna a domicilio. 

Proprio pensando a loro, la Caritas ha attivato un servizio di consegna chiamato “Corrieri della Carità”. Grazie ad un gruppo di giovani (volontari e operatori) è stato organizzato un servizio di consegna a domicilio delle borse viveri per affiancare i volontari “storici” che in queste settimane devono sospendere il loro servizio nel rispetto delle normative vigenti. 

  • il Centro di Ascolto è aperto 1 volta a settimana, il mercoledì dalle 9 alle 11, in via Maghelona 7 11. La Caritas invita a telefonare al numero 0175.42739 per valutare la necessità di un appuntamento o di un intervento domiciliare da parte dei volontari. L’accesso al Centro di Ascolto sarà possibile per una persona alla volta. 

Il Direttore Don Dalmasso: «Chiamate il Centro d’Ascolto anche solo per un momento di confronto telefonico, per parlare insieme». 

  • Presidio “Saluzzo Migrante” in corso Piemonte 59 è aperto una volta a settimana il mercoledì dalle 17:30 alle 19. Il numero è sempre attivo 24 ore su 24 (cell. 334 1197296). Anche in questo servizio l’ingresso viene consentito ad una persona alla volta, per rispettare la distanza di sicurezza prevista, viene presa la temperatura a distanza prima dell’ingresso e all’occorrenza utilizzati i dispositivi di sicurezza Gli operatori sono a disposizione per accogliere le necessità dei migranti e per dare consigli, indicazioni e materiali informativi (tradotti in diverse lingue straniere) utili a spiegare la situazione, le misure di prevenzione richieste dal Governo. 
  • L’Associazione Papa Giovanni xxiii tiene aperta la Casa di Pronta Accoglienza in corso Piemonte 63 fornendo agli ospiti attualmente presenti in Casa una particolare assistenza, anche diurna, e dando indicazioni precise sulle disposizione in vigore. Ad oggi, infatti, questa struttura ospita persone che si trovano in situazioni di grave necessità, 

Anche la Mensa della Casa di Pronta Accoglienza continua a rimanere aperta, cambiando semplicemente la modalità di distribuzione, con la consegna dei pasti in apposite borse a chi ne fa richiesta all’orario del pranzo. 

  • Casa Madre Teresa, il nuovo servizio inaugurato appena 2 settimane fa, è operativo al piano terra dove sono accolte 12 persone, seguite quotidianamente dal giovane custode e dagli operatori del Presidio “Saluzzo Migrante” con la presenza del referente del progetto. Gli ospiti sono stati informati tramite colloqui individuali circa la situazione, le previsioni dei decreti e la necessità di informare immediatamente in caso di comparsa dei sintomi: ogni tre giorni viene misurata la temperatura a distanza e verificato il rispetto delle previsioni. E’ stata inoltre adibita una stanza per l’eventuale isolamento, in caso di eventuale comparsa di sintomi in una delle persone accolte. E’ prevista inoltre la sanificazione dei locali una volta alla settimana. Anche la vita in questa “casa prima della casa” procede con attenzione e rispetto per le nuove regole. Al secondo piano prosegue l’accoglienza di una famiglia di 5 persone con 3 bambini che stanno trascorrendo nell’appartamento questo periodo senza scuola, affiancati dalla mamma e dai volontari. 
  • Anche l’Ambulatorio Isi (centro di assistenza medica per immigrati irregolari, previsto per legge) alle “Corti” è aperto il giovedì pomeriggio, con un triage prima dell’ingresso. 
  • Prosegue inoltre l’impegno delle Caritas Vicariali e Parrocchiali grazie all’instancabile attività dei volontari che donano il loro tempo e la loro presenza, anche nei casi in cui il servizio opera attraverso il contatto telefonico delle persone in difficoltà. 

Sono invece sospesi i corsi di italiano per stranieri ed il ritiro di abiti e mobili usati. La distribuzione degli abiti è gestita direttamente dal Centro di Ascolto per casi di particolare necessità. 

Un segnale forte da parte della Caritas di Saluzzo, pronta a testimoniare la volontà di operatori e volontari di proseguire, pur nel rispetto delle misure precauzionali e delle normative vigenti, la propria azione di ascolto e sostegno nei confronti di chi ha bisogno. L’invito per tutti è di mettersi, il più possibile, in contatto telefonico prima di presentarsi nei servizi, per limitare tutti gli spostamenti. 

L’azione della Caritas è quella di affiancarsi alle Istituzioni, ai Servizi Sociali e a tutte le organizzazioni che in questi giorni intervengono con professionalità e dedizione per la Comunità. 

A questo proposito il Direttore Don Dalmasso ha inviato un suo ringraziamento a volontari e operatori: «Carissimi, in questo momento particolare voglio comunicarvi la mia gratitudine per il vostro impegno. La Caritas, come ci invita a fare il Direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, non si ferma, continua la sua opera verso chi oggi è più in difficoltà. Ogni servizio, ogni progetto deve però adottare le attenzioni e le indicazioni previste dal Governo. Continuiamo il nostro impegno, con fede e speranza». 

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Entra nella Casetta!

By New, News

 Vuoi fare un’esperienza di coabitazione, condivisione e servizio con altri giovani? Stai cercando casa, ma non hai la possibilità di vivere per conto tuo? Vuoi unire l’abitare e il partecipare … con qualche ora di volontariato?

 Candidati a entrare nella “Casetta”: il Cohousing sociale della Caritas di Saluzzo

 CHI STIAMO CERCANDO

2 INQUILINI ANNUALI almeno sino a dicembre 2020
Giovani donne e uomini, tra i 20 e i 35 anni, residenti o meno nel Saluzzese. Studenti, lavoratori o disoccupati.
A ognuno è richiesto un impegno di servizio volontario nella Caritas di Saluzzo, a seconda della disponibilità del singolo

Il progetto, partito ad aprile del 2019, vede attualmente 5 inquilini: per saperne di più leggi il loro resoconto nella #Live10_2019

DOVE

Il Cohousing Sociale si trova nella struttura dell’ex casello ferroviario a Saluzzo, in via Savigliano 30.

L’edificio ha due piani: al piano inferiore si trovano la cucina, un bagno e una stanza che può avere un uso polivalente (co-working, eventi con altri giovani, ospitalità); al piano superiore ci sono due stanze da letto e un bagno.

La “Casetta” ha un cortile d’entrata, mentre sul retro ci sono un giardino e un orto. Non è presente un impianto di teleriscaldamento, ma una stufa. Non è presente la linea telefonica o internet. 

 COME

Si richiede una breve lettera di presentazione e motivazionale, che includa informazioni su eventuali impegni di studio o lavoro, con i propri recapiti per essere ricontattati.
Per candidarsi scrivere a: info@saluzzomigrante.it. Per ulteriori informazioni: Andrea 328 216 7983

E L’AFFITTO???

A carico degli inquilini ci sarà un rimborso spese, simile ad un affitto calmierato in base alle proprie disponibilità. 

I VALORI DELLA “CASETTA”

Agli inquilini, il co-housing sociale propone di:

  • creare e condividere momenti di quotidiani di convivialità
  • progettare insieme attività nelle aree esterne (giardino, orto, allestimento spazi…)
  • progettare e realizzare momenti (eventi, attività) aperti alla cittadinanza e agli altri giovani
  • impegnarsi ad acquistare prodotti etici, tramite l’adesione al Gruppo di Acquisto solidale di Saluzzo oppure prodotti da filiera
    corta e preferibilmente evitando la grande distribuzione organizzata (es. botteghe equo-solidali, mercati locali …)
  • impegnarsi a ridurre gli sprechi, l’impronta ecologica dei propri consumi e di quelli energetici della “Casetta”, rispettare le aree verdi e fare la raccolta differenziata dei rifiuti
  • essere disponibili a prestare ore di volontariato nei servizi della Caritas, in occasione di eventi e incontri di sensibilizzazione 
Maggio 28, 2020 in Live blog

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