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Maggio 2019

Il caporalato: realtà anche nel Saluzzese

By News

La Procura di Cuneo oggi ha illustrato i risultati di un’indagine per contrastare, nella zona del saluzzese, il fenomeno del caporalato. Due imprenditori lagnaschesi, della stessa azienda agricola, e un loro dipendente di origine africana, ex-stagionale, sono stati raggiunti da un procedimento di custodia cautelare.

Il reato contestato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, descritto nell’art. 603 bis del codice penale che punisce sia chi recluta persone in stato di bisogno sia, dal 2016 grazie alle conquiste ottenute dalle lotte dei braccianti negli ultimi anni, gli imprenditori che hanno utilizzato il lavoro di quelle braccia.  A Saluzzo oggi sono state descritte dalle Forze dell’Ordine entrambe queste situazioni.

COME FUNZIONA QUESTO MECCANISMO

In Caritas riscontriamo quasi quotidianamente, dai racconti dei lavoratori migranti, come l’assenza di regole efficaci per il reclutamento della manodopera che aiutino le imprese a gestire in modo legale e ordinato la fase delle assunzioni, faccia sì che spesso queste finiscano per affidarsi ad un lavoratore fidelizzato, che conosce le necessità dell’azienda e le esigenze del lavoro agricolo.

A questa persona vengono così affidate notevoli responsabilità: reclutare altri braccianti, organizzare il lavoro e la squadra, identificare i lavoratori … Spesso l’imprenditore non conosce nemmeno il nome dei braccianti, né li sa riconoscere perciò si affida ad un lavoratore che faccia illecitamente da intermediario, dal momento che parla la lingua degli altri braccianti, conosce il contesto di provenienza e il luogo in cui vivono, la loro rete di riferimento.

Questo affidamento di responsabilità avviene in maniera del tutto informale, non vi è un riconoscimento differente di mansioni nella contrattualizzazione. Il lavoratore fidelizzato abita sul territorio da anni, è anch’egli un ex-stagionale che si è stabilizzato, conosce le dinamiche della raccolta, conosce gli uffici e gli sportelli del territorio. Spesso rappresenta un punto di riferimento per i lavoratori agricoli stagionali, per i quali i servizi sono scarsi e il disorientamento è enorme, pur essendo fondamentali per l’economia agricola del territorio.

Spesso vi è un forte rapporto di fiducia reciproca tra il datore di lavoro e i lavoratori storici: si mangia insieme, si conoscono i nomi dei famigliari, ci si racconta nella quotidianità del lavoro. La gestione di queste dinamiche è complessa e può facilmente portare ad abusi come quelli evidenziati dall’indagine. La procura ha infatti messo in luce situazioni con lavoratori sfruttati sottoposti a condizioni di lavoro indegne: mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e di orario, retribuzione e contribuzione non corrispondente a quella prevista dalla contrattazione collettiva, metodi di sorveglianza e condizioni di alloggiamento degradanti.

UN FENOMENO PRESENTE ANCHE NEL SALUZZESE

Oggi il Procuratore di Cuneo in conferenza stampa ha parlato di un “fenomeno consolidalto nella zona” e di 19 lavoratori africani sfruttati e pagati meno di 5 euro l’ora. Oggi, come ogni mercoledì dell’anno, il Presidio della Caritas in corso Piemonte 59 sarà aperto per ascoltare le voci dei migranti del Saluzzese che di nuovo, con l’avvio della stagione, sono arrivati e stanno arrivando in cerca di lavoro nella raccolta.

Intervista La Stampa al Procuratore di Cuneo: “Caporalato, il procuratore di Cuneo: “Pagavano per lavorare, un fenomeno indegno e vergognoso”

In questo scenario, la Caritas di Saluzzo, attraverso il progetto Saluzzo Migrante, si impegna a continuare la partecipazione ai tavoli di lavoro locali e nazionali sul tema del lavoro bracciantile agricolo, ad assistere gli “ultimi” e costruire percorsi di legalità e dignità per lavoratori e imprese, con la volontà di ridurre le distanze e realizzare alternative sostenibili.

articolo La Stampa Cuneo – “Tre arresti per caporalato nel Saluzzese: migranti pagati meno di 5 euro all’ora”

video TargatoCN (fonte Polizia di Stato) – Operazione Momo: caporalato nel Saluzzese

articolo TargatoCN – “Caporalato nel Saluzzese: stagionali della frutta sottopagati e costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno”

articolo La Stampa – dichiarazioni di Caritas Saluzzo – Saluzzo Migrante, Cgil e Flai Cgil Cuneo, Comitato Antirazzista

[foto di archivio]

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Coltivare orti e legami

By News

Il 1° maggio per le famiglie eritree arrivate a Saluzzo grazie ai corridoi umanitari é stata una giornata di condivisione insieme ai giovani nuovi inquilini del cohousing sociale della Caritas e agli operatori di Saluzzo Migrante.

Il gruppo è stato coinvolto in una giornata alla scoperta di una preziosa realtà del territorio: La milpa orto collettivo
L’appezzamento, nato più di cinque anni fa a Piasco, è coltivato attraverso il lavoro comune degli associati secondo i principi dell’agroecologia, con il recupero di sementi e coltivazioni tradizionali, in un reciproco scambio di saperi tra esperti e appassionati di orticoltura.

Le famiglie eritree hanno contribuito a mettere a dimora mais, fagioli e zucche mentre i tanti bambini della Valle Varaita hanno piantato e giocato insieme al coetaneo Ayiman.

Dopo i lavori nell’orto, altri momenti di condivisione per i partecipanti (una ventina) sono stati il pranzo comune e un’assemblea di presentazione e conoscenza reciproca.

Con la promessa di ripetere l’esperienza, il gruppo ha approfittato della giornata di sole per una tappa al fiume che per il piccolo Ayiman è stata la scoperta di un nuovo, diverso, ambiente rispetto al campo profughi in Etiopia dove è cresciuto prima dell’arrivo in Italia attraverso i corridoi umanitari.

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