Copertina live9 La nuova mela e l'insicurezza di chi la raccoglie Saluzzo Migrante Caritas Saluzzo Migranti

Nel Saluzzese, in genere, novembre è il mese in cui la stagione è già conclusa: la frutta estiva è raccolta, chiudono i campi di accoglienza dei braccianti organizzati dalla Coldiretti, i Tavoli di confronto istituzionale iniziano ad elaborare i dati annuali.

Non è così, invece, per il nostro Presidio Caritas e per gli Enti che anche quest’anno si sono attivati con l’obiettivo di gestire e rispondere con soluzioni concrete alle difficoltà dei lavoratori stagionali.

Per noi l’autunno è il tempo della nuova raccolta, dell’intensificarsi delle attività del nostro Presidio, del freddo e delle nuove vulnerabilità.

IN SELLA ALLE BICI, SI CONTINUA A LAVORARE

In questo periodo, infatti, ha preso il via la raccolta di una nuova varietà di mela introdotta nel Saluzzese dall’Australia: una mela dalla buccia rosso porpora, caratterizzata da tempi di maturazione che la rendono commerciabile proprio mentre tutte le altre varietà sono già state vendute. Questa nuova mela invernale dovrebbe quindi permettere alle aziende agricole di ottimizzare l’organizzazione della raccolta che inizia dopo quella della frutta estiva. Eppure la quotidianità degli accessi ai nostri servizi racconta una realtà ben diversa.

Sono infatti ancora tanti, in autunno, i braccianti che affollano l’Infopoint arrivando a bordo delle loro biciclette con le camere d’aria ormai consumate e il terriccio delle strade di campagna ancora attaccato. Hanno contratti stipulati da pochi giorni, hanno rinnovi che in alcuni casi arriveranno all’inverno. Chi parte può lasciare la sua “preziosa” bicicletta, unico mezzo di trasporto per lavorare, in un deposito che abbiamo messo a disposizione, ritirandola l’anno successivo, quando tornerà nel Saluzzese per la raccolta dei piccoli frutti, in realtà tra pochi mesi.

A tutto ciò si aggiunge la difficoltà di accesso agli sportelli pubblici che, non sapendo della nuova varietà di mela invernale, sostengono di non poter più erogare servizi ai migranti non residenti in quanto la stagione di lavoro sarebbe già terminata. Le buste paga, invece, raccontano di giornate diverse da quelle effettivamente lavorate, ma correggerle richiederebbe ai braccianti di fermarsi a Saluzzo altre settimane in una sistemazione troppo precaria.

VIA LATTANZI: UN CROCEVIA DI INCERTEZZE

L’ascolto, cuore delle nostre attività, avviene anche attraverso il Presidio Mobile che ci offre l’occasione di incontrare le persone con maggiori fragilità, quelle che non hanno trovato un posto nelle accoglienze in azienda o al dormitorio PAS del Comune. Quasi ogni sera andiamo alla fabbrica occupata in via Lattanzi a Saluzzo: un luogo in cui l’esistenza è precaria, i contratti di lavoro attivi sono ancora numerosi, dove si “ammassano” persone stanche, preoccupate, ma forti. Incontriamo vecchie e nuove fragilità: la paga che non arriva a tutti, la preparazione dei bagagli per trasferirsi in altri luoghi di lavoro stagionale in Italia o in Europa, la salute che peggiora con il freddo, il buio che arriva presto e la bicicletta difficile da governare sotto la pioggia, la mancanza di servizi igienici, le voci sui cambi di rotta dettati dalle nuove normative governative.

Attendiamo il tempo dei bilanci, preoccupati per chi è sprovvisto di una sistemazione adeguata ad affrontare il freddo. La nuova mela, arrivata dall’Australia, con il suo sapore esotico non avrà certo lo stesso “sapore” delle condizioni in cui viveva chi l’ha raccolta a novembre.

[continua]

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