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agosto 2018

Copertina live_5 fiera meccanica agricola saluzzo

Live2018_5 Alla fine della fiera

By | Live blog | No Comments

Da sabato 1 settembre a lunedì 3 settembre Saluzzo si ritroverà a fare da sfondo alla 71^ Mostra della Meccanica Agricola. Un evento che viene pubblicizzato per il suo “forte carattere distintivo” cioè “una mostra specialistica per gli agricoltori in continua evoluzione, ma nello stesso tempo che non perde la vocazione secolare d’incontro popolare con il mondo agricolo del territorio”.

Agricoltura e territorio. Come non pensare ai circa 250 braccianti africani che proprio al Foro Boario, dove si inaugura la Fiera e in Via Lattanzi vivono accampati in condizioni senza dignità pur essendo parte di quella connessione fra agricoltura e territorio che passa attraverso le loro braccia? Si è fatto molto, Istituzioni Pubbliche, come Regione e Comune di Saluzzo, Sindacati e forze sociali hanno compiuto sforzi importanti, ma molti lavoratori dormono e vivono a terra.

Come Caritas Saluzzo quest’anno abbiamo deciso di metterci in ascolto di quel mondo agricolo che sarà rappresentato e si ritroverà alla Mostra. Vogliamo metterci in ascolto per capire, ad esempio, se e quanta consapevolezza abbia rispetto al proprio collegamento con quegli stagionali, in particolare i 250 che non hanno trovato una sistemazione né in azienda né nelle accoglienze gestite dai Comuni: al PAS, alla Casa del Custode a Saluzzo e presso altri posti gestiti dal progetto “Accoglienza Diffusa-Coltiviamo Solidarietà”.

La nostra presenza sabato 1 settembre alla Mostra ci sarà, ma itinerante, perché non dimentichiamo di essere un Presidio sul territorio. Per questo motivo, oltre ad essere presenti alla Mostra, sabato mattina continueremo ad essere nei luoghi dove si trova la manodopera che i macchinari non possono sostituire nella raccolta. Saremo all’Infopoint in Corso Piemonte, sul viale del Foro Boario, in via Lattanzi dove alcuni stagionali hanno occupato un magazzino privato, saremo dentro il dormitorio PAS (Prima Accoglienza Stagionali) dove 368 di loro hanno trovato una sistemazione promossa dal Comune di Saluzzo.

Saremo in questi luoghi, in quattro diversi “angoli” di Saluzzo, per ascoltare chi di quel mondo agricolo fa parte a tutti gli effetti, secondo noi.

Dalla nostra presenza alla Mostra forse sorgeranno anche domande irrisolte: continuiamo a vedere al Foro Boario uomini costretti a vivere all’aria aperta, dormendo per terra senza servizi igienici … eppure queste persone si alzano ogni mattina all’alba per andare a lavorare, tornando al loro bivacco verso sera … qualcosa non torna, alla “fine della Fiera” … perché?

[continua]

Foto di copertina di Pietro Battisti

saluzzo migrante infopoint caritas saluzzo corso piemonte 63
foro boario saluzzo migrante migranti
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Magliette 2018 wear saluzzo migrante we are caritas saluzzo migranti t-shirt

WeAr Saluzzo Migrante. Ecco le nuove magliette di Saluzzo Migrante

By | Autoctoni, News | No Comments

Sono pronte le nuove magliette di Saluzzo Migrante!

WeAr Saluzzo Migrante: indossare le nostre magliette significa restare umani e condividere e promuovere la cultura dell’accoglienza, del rispetto e dell’inclusione nel nostro Paese”

Le t-shirt sono state serigrafate a mano in Caritas insieme da Valeria Cardetti, illustratrice ed esperta in serigrafia.

Abbiamo deciso di acquistarle tramite Continental Clothing che le fa produrre da EarthPositive, garantendo così un tessuto 100% in cotone biologico, con certificazione etica e un’emissione di anidride carbonica ridotta del 90%

Su questo tessuto etico, morbido e fresco sono state stampate due tipi di grafiche:
la classica visual della bicicletta, logo del nostro progetto e, nuova, una grafica che rappresenta l’incontro tra l’Africa e il Monviso. Sul retro sono invece riportati il logo di Saluzzo Migrante e della Caritas Diocesana di Saluzzo.

Potete vedere tutti i modelli nelle foto, nello specifico:

  • VERDE: con bicicletta verde chiaro o con il Monviso giallo;
  • BORDEAUX: con bicicletta gialla o con il Monviso azzurro;
  • BIANCA: con bicicletta in azzurro o con il Monviso blu scuro.

Sono disponibili le taglie S, M e L.

Le magliette non hanno un  prezzo, si può dare un’ offerta a partire da €10!

Potete scegliere la vostra t-shirt il mercoledì e il venerdì dalle 17 alle 19.30 presso il nostro Infopoint di corso Piemonte 59 a Saluzzo.

!!! Ne abbiamo stampate circa 150 perciò se non volete perdere l’occasione, prenotate subito la vostra preferita scrivendo a caritas@saluzzomigrante.it indicando nella mail nome e cognome, taglia, colore e modello (bicicletta o Africa-Monviso).

Magliette 2018 wear saluzzo migrante we are caritas saluzzo migranti t-shirt
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5 mesi corridoi umanitari saluzzo migrante caritas quintino sella monviso

5 mesi di cammino. 5 mesi di comunità

By | Autoctoni, News | No Comments

27 febbraio 2018 – 27 luglio 2018: 5 mesi insieme alla famiglia Solomon arrivata dall’Eritrea a Saluzzo grazie ai corridoi umanitari.

Il loro percorso verso l’integrazione passa anche attraverso i sentieri di montagna. I figli Alazar e Abigayl, alcuni insegnanti e giovani volontari mercoledì 1 agosto hanno raggiunto il rifugio Quintino Sella, all’ombra del Monviso.

In questi mesi si è camminato insieme, passo dopo passo, nella costruzione di quel processo complesso che è l’integrazione: l’accoglienza come strumento di autonomia e inserimento sociale, l’educazione all’intercultura come risorsa per il territorio e le comunità locali, la condivisione di valori e la riscoperta di diritti.

Quando si cammina in montagna, nessuno resta solo. La borraccia è piena di acqua per sé e per gli altri. Il camminatore più debole è in mezzo al gruppo, si va al passo del più lento. Il camminatore più esperto mostra la via, guida con cura e silenzio.

Al ritorno, nessuna traccia del passaggio rimane sulla montagna. Resta il vissuto di un’esperienza di comunità che è dialogo, scoperta di sé e degli altri, pienezza di vita.

Lungo la strada Alex e Aby non riescono a sgomberare la mente da ciò che è stato il loro passato, raccontano e fanno domande. Nei loro occhi c’è anche, sempre, un po’ di nostalgia, la voglia di tornare, un giorno, nella loro splendida terra: l’Eritrea. I loro genitori intanto li aspettano a casa, a Saluzzo, curando l’orto. Controllano l’albero di pere, nel giardino, raccontando quanto è succoso un avocado, quando si raccolgono i manghi, come far seccare le spezie.

Andare in montagna comporta la fatica della salita: ogni passo è sacrificio e bellezza, impegno, tenacia. Si conquista la vetta con la sola forza delle proprie gambe e dell’incoraggiamento dei compagni di cammino.

Ancora non può sapere dove ci porterà questo “viaggio condiviso di accoglienza”: cinque mesi sono già passati.

Oggi si brinda con l’acqua del Po che Alex e Aby hanno preso alla sorgente, al Pian del Re.

Grazie agli insegnanti, che ogni settimana dedicano ore all’insegnamento della lingua italiana, alla preparazione di Abigayl per la quarta superiore e di Alazar per il test di scienze infermieristiche.

Grazie a Silvia e a chi segue le necessità sanitarie della famiglia. Grazie a Bruno, a Maurizio, al loro vicino di casa saluzzese per la pazienza degli insegnamenti sull’orto e le mani sporche di terra.

Grazie alle signore che condividono le ricette con la loro mamma eritrea. Grazie a chi ha portato un vestito, un libro, un saluto, un consiglio. Grazie alla città di Saluzzo, alle nostre piccole comunità, a Caritas Italiana.

Per chi volesse gustare un caffè eritreo: scriveteci a caritas@saluzzomigrante.it !

corridoi umanitari saluzzo migrante caritas monviso
corridoi umanitari saluzzo migrante caritas monviso
corridoi umanitari saluzzo migrante caritas monviso
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Copertina Live4 Fonte immagine TPI Saluzzo Migrante Caritas

#Live2018_4 A quale prezzo? E Perché?

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3 giorni, 2 incidenti, 16 morti… Le vittime erano lavoratori, erano braccianti, erano africani… Viaggiavano su pulmini stipati che sfrecciavano lungo le strade del Foggiano, nella Piana della Capitanata dove stavano raggiungendo quei campi in cui si coltiva l’oro rosso italiano: il pomodoro. Questa la cronaca, stringata di quanto accaduto negli ultimi giorni, che ci ha posto molti interrogativi e a cui dedichiamo qualche riga di riflessioni condividendo articoli e idee con alcuni link.

OLTRE LA CRONACA UNA REALTÀ CONOSCIUTA

Queste morti hanno riportato sotto i riflettori il tema dello sfruttamento, del caporalato, del bracciantato agricolo, della manodopera spesso straniera, in gran parte africana. Lavoratori stagionali impiegati con un salario bassissimo per raccogliere un prodotto che arriva nella grande distribuzione spesso sottocosto.

E, come di recente ha scritto il giornalista Stefano Liberti su Internazionale, “quando noi compriamo sottocosto c’è sempre qualcun altro che quel costo lo sta pagando”.

Internazionale – La morte dei braccianti riguarda tutti noi consumatori

Lo hanno pagato questi lavoratori e molti altri lo pagano ogni giorno, con il capo chino a raccogliere nei campi indossando berretti rossi come quelli che avevano i braccianti morti nei due incidenti, unica protezione dal sole cocente d’agosto.

TUTTO QUESTO CI RIGUARDA

Il nostro pensiero in questi giorni è a Foggia, alle persone che non ci sono più, alle loro famiglie lontane. E’ a chi ogni giorno incontriamo qui a Saluzzo, con un berretto in testa, stanco del lavoro, a chi di lavoro, proprio in Italia, muore o rischia di morire.

Tutto questo ci riguarda perché sappiamo che sono morti annunciate. Le condizioni di sfruttamento nel lavoro agricolo, la precarietà abitativa e sociale, la vulnerabilità e la mancanza di tutele dei braccianti stranieri sono conosciute da anni. Una realtà che da nord a sud Italia viene fotografata ogni anno in numerosi rapporti

dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil:  Sintesi 4° rapporto Agromafie e Caporalato

al Rapporto Agromafie di Eurispes e Coldiretti: Agromafie – 5° rapporto sui crimini agroalimentari in Italia

SCHIAVI MODERNI E I NOSTRI GIOVANI DA LIBERARE

Questi morti sono “schiavi moderni”, frutto di una società che spesso li sfrutta ma allo stesso tempo ne ha paura. Come ha sottolineato il presidente della CEI Bassetti: “Il fenomeno migratorio è sicuramente complesso, ma è strutturale; non è una emergenza ma coinvolge il mondo intero, non solo il Mediterraneo e la nostra Europa. Il popolo italiano nella sua base non è razzista ma terribilmente impaurito. E la paura è terribile perché ti porta non più ad accogliere l’altro ma a proteggerti, difenderti dall’altro fino a vedere nell’altro un nemico. La Chiesa deve liberare il più possibile la gente dalla paura”.

Avvenire – Bassetti: “Una vita indegna, strage che sgomenta: fare giustizia”

Ogni giorno, nel nostro lavoro, proviamo a portare anche queste parole e queste riflessioni.

[Continua]

Saluzzo Migrante Live 4 Fonte Osservatorio Diritti
novembre 15, 2018 in Autoctoni, News

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