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L’Accoglienza Diffusa è il sistema di accoglienza proposto dalle Amministrazioni comunali ( Saluzzo, Costigliole, Revello, Lagnasco e Verzuolo ) insieme alla Caritas e alla Cooperativa Lagnasco Group. Si struttura attraverso proprietà pubbliche ( case non utilizzate ) o campi in container dove vengono alloggiati migranti non residenti nel saluzzese, ma contrattualizzati da aziende che hanno la residenza nel comune stesso.

I migranti prima di andare in queste situazione alloggiative si trovano al Foro Boario.
Gli operatori della Caritas, incontrando i migranti, cercano di capire la loro situazione lavorativa e, laddove contrattualizzati da un’azienda in uno dei comuni aderenti, si occupano del loro trasferimento (sino ad esaurimento dei posti). I migranti contribuiscono alle spese delle situazioni alloggiative con un contributo di 1,5 euro al giorno. I posti del 2016 sono stati 95, per il 2017 sono previsti 186 posti. Non tutti i comuni del saluzzese hanno aderito all’Accoglienza Diffusa.

L’Accoglienza in Cascina è svolta direttamente dall’azienda agricola, per volontà dell’azienda, senza obblighi di legge.  E’ stata una tradizione molto frequente sul territorio sin dal secondo dopoguerra. Il dipendente è alloggiato dal datore di lavoro direttamente in una proprietà dell’azienda. I dati per il 2017 parlano di circa 80 posti di Accoglienza in Cascina messi a disposizione da numerose aziende del territorio.

La Coldiretti di Saluzzo, sin dal 2012, ha aggiunto all’Accoglienza in Cascina due Campi in container, 82 posti in totale a Saluzzo e Lagnasco, presso i quali sono alloggiati i lavoratori contrattualizzati delle aziende che hanno prenotano un posto alla Coldiretti.

La Caritas non si occupa dell’Accoglienza in Cascina e non conosce i dati del territorio.

Sia per favorire l’Accoglienza in Cascina della singola azienda, sia per sostenere la nascita di progetti di Accoglienza Diffusa da parte dei Comuni, la Regione Piemonte ha promosso un’importante modifica di legge.


La legge regionale 12/2016 (vedi il nostro articolo) è intervenuta in favore della sistemazione temporanea dei salariati agricoli stagionali nelle aziende agricole nei periodi di raccolta della frutta e di attività correlate alla coltivazione, modificando la leggere regionale 56/1977 e consentendo ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, singoli o associati, interventi di adeguamento igienico-sanitario nelle strutture esistenti non residenziali e ammettendo l’installazione stagionale di strutture prefabbricate, finalizzati alla sistemazione temporanea di salariati agricoli stagionali.

Tali interventi possono essere realizzati dai singoli coltivatori, da società o associazioni di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali, da enti pubblici ( che possono richiedere un contributo economico alla Regione Piemonte ).

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