Circa 200 persone sono al  Foro Boario di Saluzzo, ogni giorno si presentano agli sportelli della Caritas in corso Piemonte 63 o nella piccola roulotte; chiedono informazioni diverse, molti sono a Saluzzo per la prima volta.

Si scrivono curricula, si aggiornano documenti, si consulta un sito web per la ricerca di un lavoro; alla Boutique du Monde, aperta dai volontari tutti i martedì pomeriggio, si cercano scarpe, biciclette, coperte per la notte.

I bagni e le docce del Presidio al Foro sono utilizzate in modo massiccio, la cucina elettrica, gestita in modo autonomo è in funzione; lo spazio è poco e le condizioni molto difficili, ma la ricerca del lavoro continua.

La Caritas ha registrato oltre 50 contratti di lavoro attivi, spesso molto lunghi. Il lavoro dei migranti è soprattutto nella raccolta dei mirtilli, dei lamponi e delle albicocche, concentrato in particolare nella bassa valle Po e in valle Bronda.
Le schede che riassumono alcuni dati dei contratti sono state inviate ai Sindaci.Un’azione nuova e importante che gli operatori della  Caritas stanno facendo quotidianamente ascoltando i singoli lavoratori. E’ pronta la “Casa del Cimitero” di Saluzzo, ristrutturata e messa a disposizione dall’amministrazione comunale; la Caritas sta iniziando ad accompagnare le prime persone: lavoratori, con contratto in aziende del Comune di Saluzzo. Potranno abitare nella Casa 20 persone.

La Caritas al Presidio ha incontrato D., un migrante della frutta, “storico” : ogni anno torna a Saluzzo per la stagione dallo stesso datore di lavoro.
Fa il pendolare, con il Bus da Torino e la bicicletta nel bagagliaio. A Torino dorme da un amico, che lo sta aiutando, e paga un affitto. Può permettersi il costo del Bus perchè sa che lavorerà molte giornate, ma ha un contratto non molto  lungo e i posti nella Accoglienza Diffusa sono per chi ha contratti di più mesi. Cerca un posto per dormire, ma non riesce a pagarsi un affitto. Il posto non c’è e al Foro Boario D. non vuole vivere.

[continua]

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