Sono 170 i posti previsti per l’Accoglienza diffusa dai Comuni del saluzzese che hanno lavorato con la Caritas Diocesana sin dall’inizio dell’anno.

Poco meno del doppio dell’anno scorso, ma ancora molto lontani dai numeri presentati dalla relazione del progetto Saluzzo Migrante che aveva individuato almeno 300 lavoratori contrattualizzati che avevano soggiornato per molte settimane al Foro Boario nel 2016.

Numeri che vedono crescere l’impegno dei Comuni che già nella scorsa stagione si erano attivati in collaborazione con la Caritas: Revello che ha messo a disposizione l’edificio di San Firmino; Costigliole che ha rinnovato l’impegno del casello; Verzuolo e Lagnasco che co-gestiranno insieme alla Caritas due mini-campi da circa 30 posti l’uno.

Saluzzo ha triplicato i posti intervenendo nella ristrutturazione della Casa del Custode del Cimitero e prevedendo un mini-campo presso lo Stadio Damiano con le strutture della Lagnasco Group, che ha rinnovato l’impegno dei container in comodato d’uso gratuito, aumentando la dotazione di 2 unità.

Il progetto dell’Accoglienza diffusa è sicuramente una possibilità in crescita, una rete tra istituzioni che interviene in favore di lavoratori assunti da aziende del territorio che non si occupano della sistemazione alloggiativa dei loro dipendenti e che si affianca ai campi, in container, della Coldiretti, presenti a Saluzzo e Lagnasco da anni.
Una possibilità che ha l’obiettivo di intervenire nella difficilissima situazione del Foro Boario di Saluzzo, che dal 2012 ha visto accamparsi centinaia di persone in condizioni di vita non dignitose, portando la Caritas ad intervenire nel 2014 con un “Campo Solidale” per cercare di limitare, per quanto possibile, le situazioni di emergenza, intervenire sui bisogni e mappare il fenomeno, attraverso l’azione di volontari. Una possibilità ancora poco sfruttata per l’estate 2017.

Data la mancata adesione al progetto di Accoglienza diffusa da parte di molti comuni che hanno partecipato ai tavoli di lavoro e che hanno segnalato la disponibilità delle aziende dei loro territori all’accoglienza in cascina, ma non hanno attivato situazioni di disponibilità di posti, non si è raggiunto l’obiettivo dei 300 posti auspicato dalla Caritas e resta alta la preoccupazione per la nuova situazione del Foro Boario.

Al Foro Boario, la Caritas di Saluzzo, in accordo con il Comune ha progettato un Presidio con strutture di emergenza: bagni, docce e tettoie con la presenza costante di operatori e volontari, non è previsto l’allestimento del Campo Solidale.

La Caritas di Saluzzo non conosce i dati dell’accoglienza in cascina su cui la Regione, i Comuni, le Associazioni degli agricoltori hanno fatto un lavoro di promozione importante negli ultimi mesi.

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